Insulti razzisti a un portiere di 14 anni, il marcio che fa risplendere..il bello


Durante una partita di calcio giovanile, nel savonese (preferisco non riportare i nomi delle squadre), un portiere di 14 anni, di origine straniera, è stato preso di mira da alcuni tifosi della squadra locale.
"Nero di merda", gli hanno gridato. La partita è stata sospesa due volte dall'arbitro, ma poi si è conclusa regolarmente, sul punteggio di 1-1.
Una cosa che purtroppo si ripete ciclicamente, nel calcio. Anche in serie A, nell'ultima giornata, il centrocampista del Milan Kessie, nel derby, è stato preso di mira dagli ultras con i soliti, bruttissimi ululati razzisti.
Ora il problema degli insulti nel calcio è un problema a 360°: pensate ai tifosi della Fiorentina che hanno urlato "devi morire" a Davide Atzori, supporter del Cagliari colto da malore e poi deceduto.
Ecco, a proposito, per i casi di "pezza che è peggiore del buco", la curva Fiesole in una nota ha sostenuto che cori di quel tipo siano una consuetudine negli stadi e che non ci fosse sentore che si stesse consumando una tragedia.
Quindi, secondo questa logica contorta, se io grido "devi morire" a una persona che ha un malore e si riprende, è ok.
Da una parte, è un lottare contro i mulini a vento: la cattiveria (che non esiste solo negli stadi...) e la maleducazione (idem come sopra) non si potranno mai estirpare.
E questo a prescindere che la maleducazioni porti all'insulto o all'insulto razziale.
Ma tornando all'episodio avvenuto nel savonese, credo che qualcosa si potesse fare.
La squadra di casa poteva magari ritirarsi, come segno di protesta contro i propri tifosi.
Oppure bastava alzare la voce, come faceva il buon Maurizio quando era segretario-dirigente della squadra del mio paese, che affrontava di petto le intemperanze dei nostri tifosi (che mai si sono macchiati di cori razzisti, peraltro), richiamandoli all'ordine.
La società ospitante si è limitata alla solita paraculata a fine partita: "Ah quelli sono pseudotifosi bla bla maggioranza tifo sana bla bla siamo contro il razzismo bla bla". E poi tra qualche settimana ci ricascheranno.
Ma in questa brutta storia, c'è per fortuna l'altra faccia della medaglia, splendente.
Il portiere infatti a fine partita, alla madre, ha detto: "Io sono più forte di loro".
Il ragazzo ha giocato comunque la partita, fino in fondo.
Ferito e amareggiato, questo sì.
Ma con tanto orgoglio dentro.
E nel cuore una grande passione per questo fottuto sport, che nonostante tutto amiamo alla follia.

Commenti

  1. Che dire? È una vergogna.
    L’uso e l’abuso di certe parole udite e fatte proprie, il più delle volte per grande e assoluta ignoranza, non possono che dare questi risultati. Il clima che si respira in ogni dove è un clima pesante, inspessito da sciatteria, volgarità, superficialità, ignoranza, appunto, e con questo c’è dentro tutto. Ciao Riccardo e buona giornata.
    sinforosa

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    1. E' una vergogna.
      Direi un commento perfetto.
      E concordo sul clima, diventato davvero troppo pesante...

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  2. Bisognerebbe abolire gli ultras e non è facile perché seguono la squadra anche in trasferta.
    L'insulto è una provocazione studiata per innervosire l'avversario.
    Del resto il Cholo e poi CR/7 hai visto cosa fanno?
    "nero o negro di merda" non è tollerabile. Penso che gli arbitri debbano sospendere le partite.

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    1. Sottoscrivo in pieno il tuo commento.
      Poi per carità: non voglio avere la presunzione di lanciare il messaggio "calcio pulito da tutto".
      A me piace piuttosto mettere in risalto il bello.
      Qui il bello, in questa brutta situazione, è la reazione di questo ragazzo.

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  3. LA reazione del ragazzo è il messaggio più bello. Quanto a questo "becero sport" di ululare in modo vergognoso a chi è di colore, purtroppo se accade in un contesto come la Serie A con una cassa di risonanza incredibile e telecamere ovunque, figuriamoci nelle serie minori in piccoli campetti senza telecamere e controlli. Infatti è sempre nelle serie minori dove per esempio le aggressioni agli arbitri sono molto frequenti. E tornando al problema del razzismo sugli spalti, purtroppo se non sono le squadre e l'arbitro a dare un segno forte di ribellione non si potrà mai provare ad educare questa gentaglia, minoranza o meno, che ulula a chi è di colore.

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    1. Infatti a me è piaciuto rimarcare la lezione di maturità del ragazzo.
      E' su questo che dobbiamo focalizzarci.
      Poi è un problema a 360°: pensiamo in generale ai ragazzini bullizzati.
      Un 14enne che riesce a giocare comunque nonostante il peso degli insulti, è veramente un esempio.
      Ah, poi magari tra un po' gli haters dei social verranno fuori: "Ah quel ragazzino a 13 anni in una partita mise la mani addosso a un avversario", "Ah io sono allo stadio nei campi dilettantistici da 100 anni e non ho mai visto un episodio di razzismo", "Ah quel portiere cerca solo pubblicità, prima non lo conosceva nessuno".

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  4. Bisogna fare qualcosa, ai primi insulti le squadre devono uscire fuori dal campo e basta di questi pseudo-tifosi allo stadio.
    Sereno giorno.

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    1. A maggior ragione a livello giovanile, dove non ci sono televisioni che pagano fior di quattrini per le partite...

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  5. Come ha ben detto Sinforosa,è una vergogna.
    A me vien da dire schifo, però.
    Il fatto che questa piaga sia sempre esistita non significa che la si possa tollerare per sempre, penso che andrebbero presi dei provvedimenti di qualche tipo.
    Il ragazzo è stato esemplare :) ma certo quegli insulti gli saranno pesati e ci penserà ancora a lungo :(

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    1. Schifo e vergogna, vanno bene entrambi :).
      Infatti è quello che penso anche io: perché sempre tollerare e mai fare qualcosa per provare a cambiare?

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  6. Ecco, uno degli aspetti vergognosi delle tifoserie "ultrà" (si dice così, no?) del nostro paese. Ingiurie, offese, razzismi vari - e non solo verso gli stranieri -, addirittura in moltissime occasioni morti e feriti. Non ci sono limiti, pare che allo stadio tutta la bestialità e l'ignoranza di questi soggetti venga fuori in tutto il suo osceno... Come ti dissi, io seguivo il mio fidanzato - attuale marito - in giro per le trasferte del Messina. Ricordo un Catania -Messina ancora con sgomento. L'odio, Riccardo. Ma l'odio vero, di quelli che presumo abbiano vissuto solo i barbari sul campo che combattevano per la conquista delle terre. Pensai veramente che non sarei mai uscita incolume da quella terribile esperienza: tra lanci di fumogeni, chiodi, maledizioni e attacchi fisici, mi ripromisi che io di catanesi e messinesi che si riunivano per una partita non ne volevo più sentire. E in quella occasione pensai anche che il calcio in Italia è solo un pretesto per ammazzarsi.

    Una grande lode ed un applauso al portiere quattordicenne, di sicuro più forte e maturo di tutti gli idioti che lo hanno offeso. E comunque, la squadra avrebbe dovuto coalizzarsi: volevo vedere se tutti incrociavano le braccia come si gustavano la partita, quelli lì...

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    1. Lo dicevo al Moz qui sotto.
      Anche io ho visto partite locali e sentiti insulti, ma a parte che non si superavano certi limiti (e se ciò accadeva, uno dei nostri dirigenti interveniva), erano tutte cose circoscritte. Un giocatore reclamava con l'arbitro in modo ostentato? Allora dalla tribuna volava magari un "pastore" (se il giocatore era barbuto) o un "canizia" (se presentava delle canizie). Non è certo cosa educata e non la voglio giustificare. Ma era una cosa estemporanea.
      Diverso è invece andare in tribuna e insultare dal 1 al 90 minuto.
      Ancor peggio quello che hai descritto tu.
      E' il peggio del peggio del calcio.
      Quando la violenza dilaga in tribuna e il calcio diventa un pretesto per lo scontro.

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  7. La soluzione l'ha detta il giovane portiere. Essere più forti di loro. Sommergere gli ululati con gli applausi.

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    1. Non è facile "essere più forti" :). Speriamo lo sia sempre, qualsiasi cosa accada

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  8. Onore a questo portiere così giovane ma già Uomo.
    Senza bla bla bla. E senza ma.

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    1. Vero, onore a lui :)
      Stavolta ho fatto senza il tuo suggerimento XD

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    2. Ieri non ho proprio acceso il pc, e oggi sono in ritardissimo. Quindi non ho letto i quotidiani. :P

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    3. eh, so che sei stata impegnata ma che ti sei divertita e questo è ciò che conta :)

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  9. Anche le offese si sono adeguate all'aberrante politically correct: dicono nero e non negro, che perfetti signorini del 2000 :D
    Comunque oh, penso che razzismo e insulti siano parte del contesto calcistico specie di categorie basse. Come bestemmie, minacce, risse.
    Cioè, io la domenica andavo a vedere la partita del paesello proprio per questi show: chissenefotte del calcio in sé XD

    Moz-

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    1. Probabilmente hanno detto negro...
      Sul calcio pittoresco locale: anche io sono stato in tribuna e ho sentito di tutto, ma ti assicuro che certi limiti non venivano travalicati.
      Tipo da noi gridavano "pastore" o barbone ai tipi che si presentavano molto barbuti al campo, ma era un insulto pittoresco e poi veniva attivato quando lo stesso si rendeva protagonista di qualche comportamento non particolarmente sportivo.
      Discorso diverso nel dire "merda" al portiere ogniqualvolta c'è un rinvio dal fondo..

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    2. Ahahah pastore è offensivo, altroché: anche perché presuppone che consideri tale categoria come infima e inferiore... XD

      Moz-

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    3. ahahah, oddio, non avevo dato questa lettura;
      pastore in generale ha la barba lunga e al giocatore si diceva così nel senso "Hai la barba lunga, dove cazzo vai", non "sei un pastore che vale non vale un cazzo".
      Ma ovviamente può darsi che i tifosi dessero all'epiteto la tua lettura :D

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  10. Mah, secondo me poi più che di educazione bisogna parlare di ignoranza.
    Cioè se sei ineducato ma intelligente riesci a trovare anche un modo adatto di insultare eh.
    Non è molto normale che un ragazzino a 14 anni debba essere insultato per il colore della pelle, a me ti giuro nonn verrebbe mai in mente una cosa del genere eppure quando voglio so essere cattiva eh xD
    Alla fine il senso qual è? Mah.
    Una volta si usava lo sport come esempio positivo, oggi non c'è rimasto nemmeno quello.
    Sul "devi morire" stendiamo un velo pietoso, ma molto pietoso.

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    1. Il problema principale è che a una partita di calcio bisognerebbe tifare e non insultare l'avversario. E' questo che non capisco.
      Poi ci può stare che il portiere magari faccia un gestaccio o dica qualcosa di traverso in campo e i tifosi in reazione gli dicano "testa di c.".
      Ma non ovviamente "n.d.m.".
      Poi dai avevano anche messo uno striscione "benvenuti all'inferno" :D io se fossi stato l'arbitro, glielo facevo levare...partita di 14enni :D

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  11. Gli "uh uh uh" (verso di scimmia) non devono mai mancare! Per me è goliardico.
    "Negro di merda" invece è uno schifo.

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  12. Semplicemente invece di fare passi in avanti la nostra società si sta tuffando in un abisso fatto di ipocrisia, ignoranza, cattiveria.

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    1. Che poi l'uomo è sempre attratto da ipocrisia, ignoranza e cattiveria, purtroppo...
      Per questo bisogna sempre guardare al meglio e agli esempi positivi :)

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