L'allenatore che non ci meritiamo, ma quello di cui abbiamo bisogno

Stefano Pioli, neo allenatore del Milan

Giampaolo esonerato dopo sette giornate, una trattativa infruttuosa con Luciano Spalletti, allenatore esonerato per fare spazio a Conte, ma ancora a busta paga dell'Inter; la scelta di Stefano Pioli come nuovo tecnico. Al Milan è bufera: i tifosi infatti, in particolare sui social, si sono scatenati contro la società, esasperati per l'ennesima figura di ripiego scelta per la panchina. Ma è davvero così dissennata la scelta di Paolo Maldini e di Zvonimir Boban?

No, anche perché Pioli ha firmato un biennale, ma con una clausola: in caso di mancato raggiungimento delle coppe, il contratto si scioglierà automaticamente. Il Milan sarà dunque libero, da giugno 2020, di prendere un nuovo allenatore. A giugno c'è ovviamente più possibilità di scelta, rispetto a ottobre. Mi sembra lapalissiano. E se Pioli dovesse portare il Milan in Europa League? Sarebbe raggiunto l'obiettivo di inizio stagione e a Pioli non si potrebbe obiettare nulla, tenuto conto anche del punto di partenza (le macerie lasciate dal confuso maestro di calcio Giampaolo).

Giustamente si obietta: il Milan doveva puntare subito su un allenatore top come Spalletti, coprendo anche i costi della buonuscita dall'Inter. Ma l'operazione Spalletti (forse rimandata di qualche mese?) era troppo onerosa (secondo il Corriere della Sera, 5 milioni di ingaggio all'anno più 3 per compensare la buonuscita). Non dimentichiamoci dei bilanci in rosso dell'ultimo Berlusconi e dei cinesi, né delle regole del fairplay finanziario. Con Pioli e Giampaolo a busta paga, il Milan spende 3,5 milioni. Molti, ma non troppi. Pioli è stato un compromesso, non il primo compromesso e non certo l'ultimo. Il Milan potrebbe anche probabilmente spendere di più (aumentando i ricavi con sponsorizzazioni esterne di società riconducibili alla proprietà, ma fino a un certo limite del fatturato), tuttavia non come pensano e sperano i tifosi. L'esperienza cinese è stata la dimostrazione palese: tanti soldi spesi e un bel rosso di bilancio. La mission di Elliott è quella di ripulire i conti e di vendere il Milan nel momento in cui ci sarà l'ok definitivo per lo stadio. Inutile boicottare la società chiamata poi a vendere alla persona che ci riporterà sul tetto del mondo. Anche se capisco che chiedere pazienza a una tifoseria esasperata è perfettamente inutile.

In conclusione, Pioli è stato scelto dunque per un insieme di fattori: la convenienza economica dell'operazione, ma non solo. Prima di tutto paragonare Pioli a Giampaolo è una sciocchezza colossale perché Pioli ha allenato Fiorentina, Lazio e Inter, Giampaolo la sola Sampdoria. Maldini e Boban in estate avevano puntato su Giampaolo e sulle sue idee di buon calcio, attratti anche dalla valorizzazione di giocatori come Skriniar, Andersen, Praet e dal rendimento eccezionale di Quagliarella. Si sono sbagliati e hanno ammesso l'errore, cambiando la guida tecnica.

Pioli, tecnico a cui l'esperienza non fa certo difetto, è considerato un "normalizzatore" ed è questo che serve ai giocatori del Milan: giovani un po' spauriti, che probabilmente non reagirebbero alla guida di un sergente di ferro. Pioli li deve rassicurare e deve dar loro certezze in poco tempo. Come fatto all'Inter, quando subentrò a De Boer. Pioli gioca con il 4-3-3, che è lo schema ideale per questo Milan. Deve semplicemente fare scelte logiche: fare giocare Paquetà, ad esempio. Valorizzare i giocatori della rosa. Rilanciare Suso e Piatek, intristiti dagli schemi del maestro Giampaolo. Non è un compito impossibile.

Pioli non è l'allenatore che il Milan meriterebbe, considerando il blasone e le ambizioni storiche. Ma al momento è l'allenatore di cui il Milan ha bisogno.

Commenti

  1. Buongiorno Ricky!
    Mi sono resa conto leggendo il tuo articolo di quante volte compaiono le "cifre"...il raggiungimento all'obiettivo " coppa", il dover dimostrare quanto una squadra debba stare in piedi ad ogni costo,perché se certi risultati non arrivano,la "colpa" è magari di un errore della società sulla scelta dell'allenatore...poi ci sono i tifosi quelli che "contestano la società inutilmente, pensando che sia dovuto loro tutto, per diritto divino" (tue parole).

    Il calcio è la "similitudine" della nostra realtà di vita.

    Siamo tutti sul campo (terra) a cercare di fare un canestro e ben venga il punto che abbiamo meritato con l'allenamento,facendoci salire in classifica o verso il cielo... peccato solo che ci esaltiamo al corrispettivo ...denaro e cifre.A questo punto la bellezza mi sfugge e mi tocca correre dietro al mondo ,a questa sfera ,una palla che è di tutti ma non appartiene a nessuno!

    Ti auguro una buona giornata...

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    1. Visto, anche da un articolo calcistico al 100% si possono trarre spunti :) e mi fa piacere che tu lo abbia fatto. Io spesso poi uso metafore calcistiche per la vita.
      Il problema del calcio (e della vita) è che non si accettano le sconfitte.
      Non si accetta che il nostro vicino raggiunga obiettivi più importanti dei nostri.
      Non ci si accontenta di quello che si ha.
      Il passato è sempre migliore del presente e il futuro deve essere per forza nero.
      Nella vita e nel calcio spesso esigiamo di più, ma nulla ci è dovuto.

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    2. Già ma gli "spunti" arrivano dai collegamenti che sono davanti gli occhi di tutti .Ti faccio un esempio dove l'essenza mi scaraventa e si impossessa delle mie parole ,delle tue parole...per riavere quell 'attimo glorioso
      dove il passato si fonde con il presente,dove la morte ci tiene in vita e le parole sono testamento.

      «Che cos’è il tifo? E’ una sorta di fede laica [...] nasce da un bisogno forse infantile ma pur sempre umano di identificarsi in un gruppo che ha come fine la lotta per la vittoria contro altri gruppi. Questo desiderio primario può essere contenuto in una rivalità sportiva o sconfinare nel fanatismo, ma questo penso sia un problema che in parte deriva dal carattere dei singoli, in parte dall’educazione che i singoli ricevono dalla società. Voglio dire che un individuo facilmente influenzabile, a cui la società insegna continuamente che la vita è soltanto una lotta a coltello per la sopravvivenza, facilmente diventerà un fanatico e nel momento in cui ipotizzerà la sconfitta della propria squadra in cui si identifica per un bisogno di protezione, considererà tale sconfitta, sia prima che la sconfitta si verifichi, per scongiurarne sia dopo che si è verificata, per vendicarsi...Il fattore “fanatismo” anche questo deriva dai pessimi esercizi e dai cattivi insegnamenti degli oligarchi e della civiltà dei consumi».De André


      L.

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    3. Parole sante, quelle di Faber, grazie per averle riportate.
      Oggi purtroppo è facile per i tifosi dare sfogo al loro fanatismo attraverso i social..si leggono delle cose orribili.

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  2. Ogni tanto anche Franco Ordine fa analisi lucide :D

    Per effetto delle regole del FFP, il costo del contratto del tecnico di Certaldo e del suo staff esonerati, valore 24 milioni al lordo delle tasse, è stato inserito come posta passiva nel bilancio chiuso il 30 giugno scorso. Pertanto, nel caso di rescissione consensuale del rapporto con Spalletti, l’Inter avrebbe guadagnato per il prossimo bilancio una plusvalenza di quasi 20 milioni (4 sono stati già versati da luglio a settembre), come se avessero ceduto un calciatore per quella cifra. Perciò sono stati intransigenti. Impallinare Pioli perché è arrivato dopo la candidatura di Spalletti, è un esercizio tipico alla Tafazzi. Sul punto varrebbe un’ultima valutazione. Se Luciano, impegnato a vendemmiare, fosse stato motivatissimo ad allenare il Milan, non si sarebbe fermato dinanzi all’opposizione dell’Inter di liquidargli la buonuscita. Avrebbe tirato dritto per dimostrare, in modo pubblico, che le due qualificazioni in Champions raggiunte ad Appiano erano da considerare altrettante medaglie sul petto. Ha ceduto invece a un sordo rancore e alla voglia di completare la vendemmia nella sua vigna.

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    1. Che poi...siamo sicuri che Spalletti sia tutto 'sto gran fenomeno?
      A volte mi sembra più pieno di sé piuttosto che pieno di capacità "allenatoriali" 😄

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    2. Io non ho mai avuto passione per Spalletti. Nel momento in cui dovesse diventare il nostro tecnico, ovviamente lo sosterrei.

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  3. Condivido con Dave13 le perplessità su Spalletti ,egocentrico e narciso, ma più bravo di Pioli.
    Ma la cosa grave è che la dirigenza del Milan voleva Spalletti e la rinuncia è dovuta al fatto che costava di più di Pioli.
    L'edizione odierna del Corriere della Sera riporta questa mattina che la prima scelta del Milan per la panchina era Luciano Spalletti, ma tutto è saltato perché il tecnico toscano non ha trovato l'accordo sulla buonuscita con l'Inter. L'ex allenatore interista, che si era accordato con i rossoneri per un ingaggio di 5 milioni di euro a stagione, aveva anche provato a convincere il presidente nerazzurro Steven Zhang, il quale però gli ha confermato che il club non gli avrebbe corrisposto un anno di stipendio per consentirgli di allenare il Milan. La società di via Aldo Rossi non ha voluto coprire, al posto dell'Inter, le richieste economiche di tre milioni di Spalletti.

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    1. Diciamo che 5+3 sarebbe stata una spesa troppo importante.
      Abbiamo bilanci troppo in rosso, ogni anno; e se è vero che la situazione debitoria è stata felicemente risolta, con i bilanci dobbiamo lavorare bene.
      Altrimenti ogni volta con la Uefa sarà un'inchiappettata dolorosa.
      E se mai concordassimo un settlement agreement, dovremmo comunque rispettare dei paletti molto importanti.

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  4. beh, io penso che prima di avere tante perplessità si debba aspettare di farlo cominciare a lavorare...
    Coprirlo di dissensi ancor prima che entri in scena mi sembra ingiusto.

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    1. Esatto! E' proprio quello che dicevo anch'io a Riccardo...perché sparare a zero su un poraccio che ancora non si è nemmeno seduto in panchina! Mi sembra un modo subdolo e stupido di protestare verso la società...

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    2. I tifosi contestano la scelta della società, ma il ragionamento è valido lo stesso.
      L'allenatore ha il diritto di iniziare a lavorare in tranquillità. I bilanci si fanno poi. Le contestazioni preventive sono sempre sbagliate.

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  5. Tanti sottolineano lo scarso palmares di Pioli, ma solo qualche anno ricordo un suo incredibile terzo posto con la Lazio..Visto che qualche buon giocatore comunque c'è in rosa, potrà fare sicuramente meglio di Giampaolo

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    1. Alla fine Spalletti ha vinto un campionato in Russia :D nulla di più.
      A parte gli scherzi, un allenatore non può essere valutato solo dal palmares, a meno che tu sia un club al top che quindi deve puntare su allenatori dalla mentalità vincente.

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  6. Preferisco non pronunciarmi in questo caso.

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    1. Solo un pensiero affinché il derelitto Milan possa tornare dignitoso :D

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  7. Come sempre ammiro i tuoi toni e il fatto che l'essere tifoso rossonero non ti offuschi la lucidità.
    Quanto a Pioli, chi vivrà vedrà.
    Ho fatto la rima.
    Però!

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    1. Mi fa piacere ciò che dici, infatti per me è così.
      Il pensiero del tifoso in senso stretto occupa la mia testa poco tempo, giusto a ridosso "dell'evento".
      Poi si torna a ragionare :D

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  8. Se funge da traghettatore difficilmente farà peggio di Giampaolo e persino Gattuso, considerando che rispetto al mio corregionale dovrebbe portare molta più esperienza.
    Però boh, la spirale in cui è caduto il Milan appare quasi impossibile da credere.

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    1. Sono d'accordo: Pioli è meglio di Gattuso e meglio di Giampaolo.
      A parte le battute, Giampaolo non è scarso, solo che ha un tipo di gioco che necessita di altri ingredienti rispetto a quelli che ha trovato in casa Milan.
      E non parlo di giocatori della rosa, ma parlo in generale.

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  9. Concordo con chi prima di me ha espresso dubbi su Spalletti. Tenetevi stretto Pioli e lasciatelo lavorare. In fondo un mister che portato una sempre barcollante Lazio al terzo posto vale più di un mister che è arrivato dieci volte secondo con la Roma...

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    1. Sono d'accordo: lasciamolo lavorare.
      Ieri in conferenza stampa ha già rivelato una grande criticità del Milan, che attacca gli spazi in area avversaria pochissimo, portando pochi uomini.
      Poi male che vada si giocherà in contropiede!

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  10. E l'unico disponibile e a basso costo, che qualche qualità ha comunque, non bisogna disperare..

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    1. Esattamente, alla fine non è che a ottobre ci sia poi tutta 'sta scelta..

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