#Extra: Il signor diavolo di Pupi Avati: le dinamiche e gli intrecci (SPOILER)


Oggi per la sezione "Extra" analizzeremo l'ultima opera horror di Pupi Avati, "Il signor Diavolo", film uscito lo scorso agosto nei cinema italiani e che ha diviso la critica, suscitando inoltre perplessità per una trama con alcuni punti oscuri.
Ma non sarebbe nello stile di Avati un horror con "lo spiegone". Provo quindi a farlo io, avendo visto il film e letto il libro.
Da qui in poi SPOILER.

GINO IL SACRESTANO, IL VERO DIAVOLO. Partiamo dal cuore della vicenda. La Chiesa sfrutta le credenze popolari (e le paure) per mantenere la propria autorità tra le persone, specie nei piccoli paesi come Lio Piccolo. Un dialogo non presente nel libro è particolarmente significativo: al Ministero, il funzionario ammonisce il protagonista Furio Momenté. "Tutto il mondo è cambiato, Momenté. Molti dei suoi colleghi sono cambiati e hanno girato le spalle alla Chiesa". La Chiesa sta dunque perdendo la sua autorità, ancor prima dei voti, garantiti in Veneto, dalla potente famiglia di Clara Vestri Musy, madre di Emilio, il ragazzino trasformato dalla dicerie di paese nel "figlio di un diavolo". Un altro dialogo presente solo nel film ci dà un indizio particolarmente significativo. Durante il catechismo, un bambino si rivolge al sacrestano Gino affermando l'inesistenza del diavolo, affermata dal proprio genitore. Il sacrestano gli risponde con una "storiella paurosa": il diavolo cercò di risalire dalle viscere della terra in superficie, ma fu chiuso nei sotterranei della Chiesa dal parroco. E mostra l'apertura (sigillata) di quella che nel romanzo è una cripta, mentre nel film (migliore questa scelta) altro non è che un ripostiglio buio...In sostanza, senza la Chiesa, il diavolo sarebbe arrivato in superficie. Che poi da un punto di vista della dottrina, è anche corretto: senza gli insegnamenti della religione, l'uomo potrebbe perdere la retta via e cadere nel peccato. Ma qui sto uscendo dal tema per addentrarmi in temi teologici.
Torniamo a "Il signor diavolo". Gino il sacrestano ha infatti un ruolo di grande burattinaio. E' lui a spingere Emilio a comportamenti negativi. Lo svela, nel film, proprio suor Dolores, la cugina di Carlo Mongiorgi. "Emilio ha sempre agito seguendo il suggerimento del Sacrestano. Lui è il vero male. Il cattivo maestro di Emilio". Inevitabile: Emilio deve essere visto come il figlio del diavolo (nato dall'unione di Clara Vestri Musy con un verro), quindi deve comportarsi male. Questo perché, nella credenza popolare, il deforme è inevitabilmente una persona maledetta. Altrimenti come giustificare un Dio che fa nascere una persona deforme? Anche Carlo Mongiorgi è una pedina nelle mani di Gino il sacrestano. La morte dell'amico Paolino (peraltro nel film la malattia è immediata all'episodio dell'ostia, nel libro - più correttamente - si manifesta nei giorni successivi) spinge Carlo al sacrilegio: dare un'ostia consacrata in pasto a un verro per ottenere la rinascita di Paolino. Di chi è il suggerimento? Emilio. E chi ha "istruito" Emilio? Naturalmente Gino il sacrestano.

LA MORTE DI EMILIO. La morte di Emilio è un passaggio inevitabile. Se avesse continuato a vivere, molti si sarebbero accorti che "il diavolo" in realtà era solamente una persona affetta da un deficit fisico e cognitivo. Emilio non avrebbe vissuto a lungo, verosimilmente; ma alla sua morte sarebbe venuta a galla la verità (il fatto che fosse malato di epilessia). La morte di Emilio è fondamentale. Immaginate il sacrestano, un anno dopo questo accadimento, raccontare: "Emilio era un bambino posseduto...ha fatto del male...ha plagiato il piccolo Carlo a fare un gesto sacrilego...dare l'ostia a un verro! Ma proprio quel bambino l'ha ucciso". Carlo Mongiorgi è una marionetta nelle mani di Gino il sacrestano. E' anche l'ideale capro espiatorio per l'eliminazione di Emilio. Il sacrestano usa il piccolo Mongiorgi anche per mettere in trappola Furio Momenté. Che avrebbe una via di salvezza: se si fosse fermato alla lettura della lettera della Vestri Musy, dal registro parrocchiale (quella in cui la madre accusava il figlio, Emilio, di aver ucciso a morsi la sorellina), e fosse tornato a Roma, avrebbe avuto salva la vita. Invece ha chiesto di vedere il corpo della bambina e questa decisione gli è stata fatale. Ha scoperto che il cadavere della bambina era perfettamente integro (nel film si vede chiaramente) e quindi ha conosciuto la verità. Emilio era un diavolo solo per le voci messe in giro dal sacrestano. Ma torneremo sulla lettera. Veniamo infatti alla morte di Emilio. Nel film Carlo lancia sassi a Emilio con la fionda, senza procurargli danno. Fino all'ultimo colpo. Ma questo colpo non è distinguibile nel film. Nel libro sono esplicitati i dubbi del perito sulla balistica. Questi riferisce che il colpo non può essere stato scagliato da Carlo. Qualcuno ha ucciso Emilio. Non Carlo. Il sacrestano? Più semplicemente una persona vicina al sacrestano.

CLARA. Torniamo alla lettera di Clara. Essa colpevolizza il figlio per la morte della sorellina, una bambina nata prematura e adottata. Non dimentichiamo che Clara è una donna fortemente credente e finisce anche'ella, inizialmente, a farsi condizionare dalle voci, dicerie e superstizioni intrise di finta religiosità. Ella inizialmente pensa davvero che Emilio sia "maledetto" e che la morte della sorellina sia stata comunque causata da lui. La morte di Emilio è uno shock. Clara prova un forte dolore. Sa che è stato il piccolo Carlo a uccidere Emilio. Sa che Carlo è stato plagiato dal sacrestano, che diventa il simbolo di una Chiesa corrotta, che usa le dicerie per mantenere la propria autorità sulla gente, per tenerla legata al laccio. Usa per questo le loro paure. Anch'ella è stata vittima di queste paure. La realtà è quella di una bambina nata prematura e quindi morta per patologie naturali. La realtà è quella di un bambino affetto da epilessia e che ha subito ulteriori danni dai tentativi di cura.

IL PADRE ESORCISTA. Il sacerdote che ha praticato un esorcismo su Emilio conosce infatti la verità. E' in primis il simbolo della Chiesa omertosa, che sa e copre. Egli parla esplicitamente del padre di Emilio, figura totalmente assente nella narrazione di libro e film: "E' un pazzo". Si può dire quindi che fosse anch'egli affetto da qualche patologia psichica? Verosimilmente il sacerdote accusa i genitori di essere i responsabili della situazione di Emilio. Il riferimento è ai trattamenti "medici" attraverso elettroshock praticati per superare l'epilessia,

LA MORTE DEL PADRE DI CARLO. Sembra all'apparenza una parte incomprensibile del film. Praticamente un errore. Nel libro il padre di Carlo muore quando, in cerca di vendetta contro Emilio per la scomparsa di Paolino (altro esempio di quanto le credenze popolari siano radicate nella mente delle persone; Paolino è morto di malattia naturale e non certo per maledizioni), imbraccia il fucile e nella concitazione, scivolando, si spara un colpo. Nel film le cause della morte del padre di Carlo sono ignote. Non si sentono sparare colpi di fucile. Qual è la verità? Semplice, quella che noi vediamo è la scena raccontata da Carlo durante l'interrogatorio.  Il padre di Carlo è stato quindi ucciso dal colpo di fucile partito per errore, come nel libro. Ma Carlo è stato plagiato dal sacrestano. Emilio è diventato il suo obiettivo. La morte del padre diventa quindi un fatto inspiegabile, se non attraverso una "maledizione" lanciata dal signor diavolo (cioè dal diavolo, Emilio). Ricordiamo: Paolino in realtà è stato ucciso da una malattia, ma per il paese è stato ucciso per una maledizione: l'aver pestato l'ostia consacrata. Chi ha fatto lo sgambetto a Paolino, facendogli cadere il piede sull'ostia? Emilio. Emilio diventa quindi l'obiettivo della rabbia di Carlo.

LE APPARENZE. Non dobbiamo farci ingannare dall'apparenza, da ciò che vediamo sullo schermo. In primis Emilio che morde la sorellina, scena d'apertura del film. E' realtà o no? No, semplice. E' un'immagine che ci creiamo, conosciuta la diceria su "un bambino che aveva morso la sorellina" (infatti il bambino ha sembianze assolutamente normali). La stessa scena la rivediamo, al termine dell'interrogatorio in carcere di Carlo. Il Giudice Istruttore Melchionda morde un panino e rivive, nella sua mente, quella scena del morso. Leggermente diversa da quella mostrata a inizio film. Il Giudice vede un'immagine demoniaca di Emilio.

 A sinistra come vediamo Emilio dalla sorellina a inizio film; a destra come lo vediamo tramite il pensiero di Melchionda

Altra scena sulle apparenze: quella del quaderno di Paolino che si solleva. Nessun elemento soprannaturale. Si tratta solamente di una fantasia di Carlo.
Infine le allucinazioni di Momenté. O meglio, le sue suggestioni. Vede una culla e immagina un fiotto di sangue (eh sì, questa scena è realizzata molto male). Senti i pianti di una bambina provenienti dai sotterranei di una Chiesa. Sono suggestioni. Non dimentichiamo il background del personaggio. Momenté è un inetto, è pauroso. Il padre lo chiedeva in un ripostiglio buio per punizione. Momenté è cresciuto in un ambiente fortemente improntato al cattolicesimo "intransigente". Momenté apre gli occhi, durante l'inchiesta, fino a scoprire la verità. Non ci sono possessioni, diavoli, creature soprannaturali, ma solo la cattiveria dell'uomo, le dicerie, la superstizione. Momenté deve convincere la Vestri Musy a ritirare la richiesta di sentire al processo suor Dolores e il sacrestano, accusati di plagiare Carlo (la verità poi...), tanto più che propone una sorta di ricatto: "Ritira le accuse (sul fatto che suor Dolores e il sacrestano siano implicati nella vicenda), altrimenti io chiedo la riesumazione del corpo di Emilio". Ricordiamoci che Clara aveva fatto pressioni affinché non fosse completato l'esame autoptico. Non voleva rendere note nel dettaglio le deformità del proprio figlio. Ricordiamoci quanto detto su Clara: una donna molto credente e condizionata. Lei sapeva, ovviamente, che non fosse figlio del demonio. Ma era stato in qualche modo "punito da Dio" , con le sue deformità e i suoi handicap. Clara ha però capito la verità. Ma non voleva comunque che fosse toccato il corpo del figlio, che aveva il diritto di riposare in pace. Per questo è titubante alla proposta di Momenté.

Commenti

  1. Riky, non ho visto nemmeno un film di Pupi Avati.
    Sulla Chiesa ho seguito un corso di Comunione e Liberazione: "Perché la Chiesa",
    con 5/6 libri sul problema. Ho convinzioni basate su argomentazioni spiegate da
    un grande teologo come Luigi Giussani.
    C'è gente che crede e dà testimonianza del pensiero che si concretizza in azioni, c'è gente
    che non ha capito niente della complessa struttura del peccato e va ogni domenica alla Messa
    e si comunica. Qualcuno porta il Rosario in tasca e cinicamente farebbe morire gli immigrati
    nei barconi di gomma.
    Anche il mondo dell'ateismo è variegato. Uno non crede ma si comporta con molta umanità,
    mentre altri si dilettano a fare i sacerdoti dell'ateismo, e a me disturbano assai.

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    1. Ovviamente Pupi Avati non rigetta né la Chiesa, né la dottrina, anzi; ma pone una critica diciamo a quella parte della Chiesa che esercita un potere "temporale" troppo spinto.
      Guarda la metafora del diavolo "bloccato" nei sotterranei della Chiesa.
      Il sacrestano dice proprio che il diavolo è stato bloccato materialmente, come creatura orrenda.
      Ma è vero che dal punto di vista morale, la religione Cattolica "blocca il diavolo", nel senso che seguendo i precetti del più grande rivoluzionario, Gesu' Cristo, teniamo lontano il diavolo da noi.
      Mi piace molto la tua successiva dissertazione.
      Sono d'accordissimo.
      Ci sono buoni cristiani e buoni atei, ci sono cattivi cristiani e cattivi atei.
      Bisogna evidenziarlo perché spesso la gente se lo dimentica..

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  2. La Chiesa si è macchiata di crimini orrendi, ma bisogna fare qualche riflessione.
    Perché Cristo sceglie di veicolare il divino attraverso l'umano che è gravido di errori?
    Il primo papa è Pietro, un discepolo che quando Gesù era processato lo rinnegò tre volte prima
    che il gallo cantasse. Un Pietro così, il migliore, fa capire che Cristo sapeva benissimo le cazzate orribili che avrebbero commesso gli uomini che amministravano la Chiesa.
    Ma non si sono scandalizzati San Francesco, Santa Caterina, Teresa di Calcutta, San Pio.
    Perché, Riky?

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    1. Giusto. Perché l'uomo inevitabilmente porta in se' l'errore e il peccato. Infatti prima ho distinto tra buoni e cattivi. In linea di massima è vero. Ma se scaviamo più a fondo, ci sono uomini . Uomini che a volte fanno il bene e a volte fanno il male. Anche noi facciamo del male, a volte. Inutile dire che è necessario aumentare le azioni di propulsione verso il bene ed evitare il male. Ma peccheremo\sbaglieremo sempre, fino alla fine dei nostri giorni.

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  3. Pupi Avati non lo conosco, nel senso che non ho mai seguito un suo film così come dovrebbe essere seguito. E gli horror, a prescindere, non sono neppure il mio genere :)
    Tu però sarai recensire bene, bravo. Un abbraccio.

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    1. Mi prudevano le mani: dovevo scrivere qualcosa su questo film, anche perché avevo letto, altrove, delle interpretazioni che veramente snaturano l'opera di Pupi.
      Ho ridato giustizia ad essa :D

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  4. Ecco, se non lo capirò sicuramente tornerò ;)

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  5. Io ho letto solo il libro.
    Questo tuo articolo potrebbe fare luce su alcuni aspetti che nelle recensioni sono stati trattati in maniera superficiale.

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    1. Secondo me per capire bene la storia bisogna sia leggere il libro, sia vedere il film!

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  6. Ecco, a me pare di capire che per avere una visione completa, è necessario sia aver letto il romanzo sia aver visto il film. Innanzitutto amo anche io la questione ripostiglio, e non cripta. Che di persé sembra voler essere più sovrannaturale.
    Meglio un banale ripostiglio.
    Comunque, sì: l'opera è molto metaforica. Parla di come la realtà si distorce per ignoranza e dominazione (anche mentale). Il Male esiste perché è un'azione malvagia che sfugge al controllo dell'uomo che la inizia e le perpetra, spandendosi senza più scampo come un virus.
    Ho visto solo il film, e a parte una trovata scenica, m'è piaciuto tantissimo.

    Moz-

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    1. Sì, nel libro è praticamente una cripta dove sono conservati i corpi di qualche ecclesiastico (non ricordo bene questo dettaglio, pardon, l'ho letto quest'estate). Nel film mi sembra solo una cantina, stile evil dead :D.
      Hai riassunto bene lo spirito di questo film.
      E c'è chi invece parla di possessione :/

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    2. No, qui robe esoteriche c'entran poco. Il signor diavolo siamo noi quando ci sfugge il controllo del male che abbiamo messo in moto.

      Moz-

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    3. Esattamente. L'esoterico è elemento presente solo in Zeder e l'Arcano Incantatore.

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