Il Milan ammaina le bandiere: addio di Maldini e Boban?

Ralf Rangnick, nuovo allenatore del Milan?

A fine stagione in casa Milan ci sarà l'ennesima rivoluzione. Estate 2017: Fassione-Mirabelli. Estate 2018: Leonardo-Maldini. Estate 2019: Maldini-Boban. Quattro management diversi in quattro stagioni.

La proprietà (famiglia Singer) ha fiducia illimitata nell'ad Ivan Gazidis che negli ultimi mesi ha acquisito sempre più potere anche nell'area tecnica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e indisposto gli attuali responsabili dell'area tecnica Paolo Maldini e Zvonimir Boban, sono stati i fitti contatti con Ralf Rangnick, allenatore-manager che ha costruito il miracolo Lipsia e Salisburgo, le due squadre del gruppo Red Bull che hanno raggiunto importanti risultati in Germania e Austria. Maldini e Boban hanno bocciato l'ipotesi e hanno espresso malcontento per essere stati scavalcati da Gazidis.

E' dunque probabile che a giugno le bandiere rossonere siano ammainate (andrà via anche il ds Ricky Massara) e che il Milan sia guidato da un management tutto straniero: Gazidis, il suo fido braccio destro Hendrik Almstadt, il caposcout Geffrey Moncada. Non è da escludere che nella squadra entri anche l'ex Chelsea Michael Emenalo, che come Rangnick ha fatto l'allenatore e il direttore sportivo.

Sgombriamo il campo dagli equivoci: a dispetto di ciò che dicono gli urlatori dei social, il management scelto da Gazidis è di prima fascia (D'altra parte gli urlatori dei social fino a un mese fa giravano con gli avatar con Maldini e Boban truccati da pagliacci, ma si sa, la coerenza non è virtù che appartiene ai social). Ciò che preoccupa non è la competenza, quanto la scarsa conoscenza del calcio italiano, che è fatto anche e soprattutto di rapporti e relazioni diplomatiche. E' un Milan globalizzato, ma senza bandiere e senza anima italiana. Lo stesso organico è oramai formato da pochi giocatori italiani: quelli stranieri infatti costano meno a bilancio, per via di recenti incentivi fiscali.

La strategia della famiglia Singer è chiara ed è stata più volte espressa dall'ad Gazidis: costruire una squadra giovane e di talento, con giocatori che possano aumentare il loro valore e quindi essere future plusvalenze per sistemare il bilancio. Perché il Milan deve ancora risolvere le problematiche legate al Fair Play finanziario: l'aumento dei ricavi, attraverso le sponsorizzazioni, è impossibile causa risultati non brillanti in campo. La società, anche se volesse, non potrebbe investire milioni su milioni per rinforzare la squadra: aggraverebbe il rosso di bilancio. Per aumentare i ricavi, serve così il player trading: acquistare giocatori da 15-20 milioni e rivenderli a 40-50. Ovviamente, perché ciò accada, serve anche una squadra competitiva.

Per questo, la proprietà del Milan ha scelto di affidarsi a uno dei migliori sulla piazza: Ralf Rangnick. Il tedesco sarà allenatore-manager, all'inglese. Una scelta molto impopolare e non sarà la prima: in estate è facile pensare anche a una separazione dal portiere Gianluigi Donnarumma, perché sia il suo attuale ingaggio, che il suo rinnovo, incidono troppo su un bilancio che deve vedere il suo passivo fortemente ridimensionato.

La famiglia Singer non si fa condizionare dagli umori dei tifosi e accelera: l'obiettivo è trasformare il Milan in una società economicamente sostenibile, con i conti e le pendenze Uefa sistemati, in previsione dell'oramai famosa vendita che dovrebbe accontentare tutti: la famiglia Singer per via dell'ingente guadagno, i tifosi del Milan che potranno finalmente sognare di poter tornare sul tetto d'Italia e d'Europa. Ma servirà ancora tempo. Tanto.

Commenti

  1. "E' un Milan globalizzato, ma senza bandiere e senza anima".
    Tranquillo Riky. E' in buona e numerosa compagnia.

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    1. Noi purtroppo oramai siamo un passo avanti a tutti, in questo.
      Speriamo almeno di raddrizzare la baracca.

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  2. Se ho ben capito Rangnick (già da me ribattezzato Ragnarok) è un vero sergente di ferro, forse quello che ci vuole al Milan

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    1. Spero che comunque sia allestita una rosa funzionale al gioco dell'allenatore.
      L'ultima volta che è successa tal cosa, in casa Milan, è stato nell'estate 1998...

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    1. Speriamo in un mezzo miracolo 😁

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  4. Cambiare sempre non è un bene, comunque la strada che vorrebbero completare non è malvagia, solo che in Italia la pazienza è poca..

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    1. Troppa poca pazienza, i tifosi del Milan devono invece rassegnarsi: i prossimi due-tre anni saranno durissimi. Ma le regole dei fairplay finanziario non si possono schivare (vedi Manchester City).

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