Milan: Fonseca ha ragione, il portoghese fu abbandonato al suo destino

 

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Ho sempre difeso il club prima dei giocatori. I giocatori non sono più importanti del Milan. In Italia, invece, spesso i giocatori "pesano" più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessun calciatore è più grande del Milan. Sono stato criticato per questo, ma io ho avuto il coraggio di difendere il Milan. Spero che tutti abbiano capito che non puoi permetterti di avere elementi che non danno tutto per il Milan. Il Psg ha vinto due Champions di fila dopo aver mandato via i giocatori che non correvano.

 

Parole chiare, quelle espresse da Paulo Fonseca, ex allenatore del Milan, in un'intervista a Sportweek, magazine della Gazzetta dello Sport. Due anni fa il tecnico portoghese sbarcò a Milano, scelto da Ibra, con la mission di fare un calcio propositivo e "dominante". A inizio campionato i risultati non furono brillanti, ma a scatenare le polemiche in casa Milan fu il famoso episodio del "cooling break". Fuori Leao e Theo Hernandez dall'undici titolare, poi entrati a partita in corso. I due giocatori si sono volontariamente isolati dal resto della squadra, durante il "cooling break", un gesto eclatante che l'allora ad Furlani tentò di ridimensionare, parlando di "non evento". E invece fu un gesto che fece vacillare l'autorevolezza del tecnico, proprio perché la dirigenza non prese le sue difese in quell'occasione, multando i due giocatori. Non lo fece, Furlani, perché verosimilmente temeva la svalutazione dei due "asset" sportivi. Fonseca così non fu protetto, non fu aiutato, fu mandato davanti ai microfoni a lamentarsi degli errori arbitrali. Poi fu esonerato.

E Leao e Theo Hernandez? I due giocatori chiave dello scudetto hanno progressivamente peggiorato le loro prestazioni. Il francese è stato ceduto un anno dopo l'arrivo di Fonseca. Leao è ora sul mercato, in attesa di un acquirente che non c'è. I due giocatori, in particolare il portoghese, non avevano quello spirito di sacrificio richiesto dal tecnico Fonseca. E poi, a complicare il lavoro del tecnico, fu il mercato. Ci fu infatti una sopravvalutazione dell'organico costruito da giocatori selezionati in modo certosino per Pioli l'anno prima, quindi adatti al gioco uno contro uno, non certo al calcio posizionale di Fonseca. Il tecnico ex Lille avrebbe avuto bisogno di due centrali difensivi nuovi (ne arrivò solo uno, Pavlovic), di due mediani oltre a Fofana, in modo da poter avanzare Reijnders sula trequarti, e di almeno un esterno offensivo. Tomori, Musah (che pure fece una grande partita a Madrid), Loftus Cheek e Leao erano giocatori palesemente inadatti al gioco di Fonseca (Leao per l'incapacità di sacrificarsi in fase di non possesso), senza dimenticare che il tecnico fu accontentato nel ruolo di terzino destro con un giocatore che possedeva le caratteristiche richieste, ma purtroppo di bassa caratura: Emerson Royal, uno dei "flop" maggiori del mercato rossonero. Al Milan mancò la pazienza, ma il nuovo allenatore non fu affatto sostenuto e aiutato. Errori da matita rossa che i rossoneri rischiano di compiere nuovamente con Amorim. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico, vero Gerry Cardinale? L'imprenditore americano, rappresentante di Red Bird, finora è stato molto presente a Milanello in questo inizio di stagione. Ma ora serve una svolta sul mercato: servono le cessioni dei giocatori palesemente non adatti ad Amorim (Tomori, Fofana, Loftus Cheek, Leao) e tre rinforzi di spessore (esterno, trequartista e difensore centrale). 

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