![]() |
| Immagine elaborata con ChatGpt |
Il calcio estivo lascia giustamente il tempo che trova, ma le due pesanti sconfitte patite da Milan e Roma contro Chelsea e Brighton sono state significative per le diverse reazioni degli allenatori, Amorim e Gasperini. Il primo ha detto che dopo la sconfitta non andrà a chiedere giocatori alla società. Il secondo ha invece detto apertamente a mezzo stampa di disporre di una rosa incompleta. Da una parte un totale aziendalista, con un pizzico forse di presunzione, quella di poter credere di trasformare i Musah e compagnia in giocatori adatti al suo calcio; dall'altra il solito Gasp, specialista in "mani avantismo".
La Roma ieri a Brighton non disponeva di Koné (vacanza post mondiale), Pisilli (infortunio), Molina (ultimo acquisto del mercato), mentre sono ancora due le lacune da colmare: attaccante di piede destro da impiegare sul centrosinistra delle trequarti e un esterno sinistro vice Wesley. L'incontentabile Gasp sicuramente punta a due rinforzi sulla trequarti (il posto in lista c'è). La Roma è comunque palesemente più forte dell'anno scorso. Koulierakis è un'ottima alternativa per una difesa già rodata, Molina non ha la stessa duttilità di Celik, ma è un profilo di maggior spessore, Castro è uno dei (pochi) talenti emergenti della Serie A. Soprattutto Gasperini dovrebbe ricordare che la sua dirigenza non ha venduto nessun big, nonostante il mancato rispetto delle regole del fairplay finanziario. La squadra giallorossa ha una formazione titolare di tutto rispetto - manca il tassello dell'attaccante di centrosinistra - e tre riserve che sono titolari aggiunti (Soule, Castro, El Aynaoui). Magari la Roma dovrebbe iniziare a valorizzare un po' del suo ottimo parco giovani e invece è più facile lamentarsi che manchino i giocatori.
Con Amorim, siamo un po' nel campo opposto. Con il Chelsea mancavano Maignan, Rabiot, Gila e Pulisic, quattro titolarissimi, e il tecnico ha mescolato gli attuali titolari con le riserve. Ma il Milan è una squadra incompleta non nel gioco delle coppie (due titolari per ruolo) che piace tanto al Gasp, ma nella formazione titolare. Mancano infatti un difensore abile nella costruzione dal basso da affiancare a Gila e Pavlovic, un esterno di spessore e un trequartista di piede mancino. A dirla tutta, viste le condizioni di Pulisic e la poca affidabilità degli esterni in rosa, servirebbero ben due trequartisti e due esterni. Ma per fare entrare i tre giocatori (difensore, esterno e trequartista) il Milan deve cedere Tomori (Che pare in uscita: con il Chelsea non ha giocato, al suo posto c'erano il baby Vladimirov e l'esubero Terracciano), uno tra Estupinian ed Athekame, uno tra Leao e Loftus Cheek, più altri due giocatori per il discorso liste, presumibilmente Fofana e Santi Gimenez. Tre acquisti e cinque cessioni in tre settimane (!) a cui si aggiungono poi le cessioni di Filippo Terracciano, Bondo e Zeroli, mentre Odogu, Alphadjo Cissé e Kostic sono destinati a fare esperienza altrove in prestito. Amorim però, all'opposto di Gasperini, sembra contento di procedere con l'attuale rosa, salvo "tagli" richiesti, come detto, dalle stesse regole sulle liste. Ieri ha dispensato calma e tranquillità. Giustissimo. È calcio estivo e non sono in palio i punti. Però tra due settimane i rossoneri saranno a Torino, contro l'ex Abate, che avrà mille motivazioni per fare bene. Il Milan sta rivivendo l'estate di due anni fa, quella di Fonseca, l'unica differenza è il silenzio di Ibra. Anche con Fonseca in panchina l'inizio di stagione fu shock, ma quest'anno la piazza rischia di ribollire. Cardinale, batti un colpo se ci sei.

Commenti
Posta un commento