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Sui social spopola l'hashtag #bringbackamorim, ma la stampa italiana ha come sempre banalizzato la questione. L'addio di Ruben Amorim sulla panchina del Manchester United ha semplicemente diviso la tifoseria in due e oggi la fazione "pro" ha sicuramente più voce in capitolo, dopo l'inizio di stagione tentennante dei Red Devils guidati dall'ex centrocampista Michael Carrick. In Premier League il Manchester United ha totalizzato 5 punti in altrettante gare, i cugini del City in vetta sono già a +10, in Champions invece è arrivata una roboante vittoria per 4-0 contro l'avversario più modesto di tutta la competizione, il Sabah. Al ritorno dalla lunga sosta per le nazionali, lo United affronterà all'Old Trafford un'altra big in crisi, il Tottenham di De Zerbi. Entrambi i tecnici sono a rischio esonero, in caso di sconfitta.
Carrick, subentrato ad Amorim in panchina, aveva abbandonato il 3-4-2-1 del portoghese per un più funzionale 4-2-3-1, con Bruno Fernandes che ha ritrovato il ruolo da trequartista, dopo essere stato impiegato come interno. Ma quest'anno il tecnico deve trovare ancora l'assetto giusto: a sinistra è partito Dorgu, che come terzino ha limiti difensivi, ma non è un'ala. Così Carrick ha rispolverato Rashford, di ritorno dal prestito dal Barcellona, o arretrato Cunha, schierando come centravanti Sesko. A destra Diallo si è fermato per un problema fisico, al suo posto c'è Mbeumo, che un'estate fa fu pagato 75 milioni al Brentford. Zirzkee, corteggiato da Juventus e Napoli, alla fine è rimasto in rosa. Partirà a gennaio? Il centrocampo, nel mercato estivo, è stato rinforzato con ingenti spese: l'esperto Tielemans dall'Aston Villa, Andrey Santos dal Chelsea e Carlos Baleba dal Brighton, per circa 170 milioni di euro di spesa. Risultato? Mainoo, un anno fa uno dei ritrovati sotto la cura Carrick, è finito prima in panchina, poi di nuovo titolare. Il mercato non ha inoltre colmato le lacune del reparto difensivo: a sinistra c'è solo Shaw - i cui limiti sono ben noti - e già si parla di un possibile arrivo di Mitchell del Crystal Palace per gennaio. Al centro del reparto il giovane prodigio del Lille Yoro è finito in panchina, mentre a destra c'è ancora l'esperto Mazraoui. Non sempre convincente il belga Lammens tra i pali: la sua papera è costata l'eliminazione del Belgio ai recenti mondiali. Se al Milan si lotta con la maledizione del n.9, allo United c'è il problema della maglia n.1, l'eredità del grande Schmeichel è stata onorata finora solo da Van Der Sar, anche se all'Old Trafford in questo momento è possibile rimpiangere (oltre ad Amorim) De Gea, attuale portiere della Fiorentina, non sempre convincente con i Red Devils.




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