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| Immagine elaborata con ChatGpt |
Esordio shock per il Milan in Europa League: i rossoneri perdono 2-0 a San Siro contro il Benfica, che schiera dal primo minuto un solo titolare, Araujo. Amorim sceglie Hutchinson e Cissè sulla trequarti, Jashari e Musah come coppia di centrocampo, mentre in difesa Terracciano è preferito a Tomori per dare un turno di riposo a Gila, che subentrerà nella ripresa. Il Benfica passa in vantaggio al 16' con Lukebaio che trafigge Maignan da fuori area di sinistro e raddoppia a inizio ripresa con Kaminski. Poco prima il Milan aveva sprecato con De Winter la palla del pareggio. Per il Benfica anche un palo colpito da Sudakov, per il Milan qualche sprazzo di Pulisic, ma Trubin fa buona guardia. Modric rimane 90 minuti in panchina, i rossoneri fanno brutti passi indietro rispetto alle prime gare stagionali e prima della sosta affronteranno il Lecce, squadra in buone condizioni che si difenderà con il blocco basso. Il Benfica di Silva esce invece bene dall'esordio europeo: squadra che pressa, sa difendersi con due linee compatte e ripartire con verticalizzazioni efficaci.
Con il Benfica si è vista una squadra in modeste condizioni fisiche, poco intensa. I calciatori rossoneri portano palla, giocano a più di un tocco, non cercano e non trovano la profondità. È facile, per le difese avversarie, non concedere occasioni. Goncalo Ramos vaga per il campo, spesso correndo a vuoto, ed è sempre in ritardo su quei pochi palloni che arrivano in area. La squadra fatica terribilmente in fase di costruzione: c'è poca qualità nei difensori, Gila a parte, i giocatori devono venire incontro ai difensori, per fare girare la palla, ma a questo punto svuotano la trequarti avversaria. E tutto è prevedibile per gli avversari. I cambi nella ripresa alzano un po' la qualità: Pulisic svaria sul fronte offensivo, Saelemaekers prova a saltare l'uomo. Ma le statistiche sono impietose: il Milan salta poco l'uomo, è poco brillante nei duelli individuali.
Amorim deve scegliere una formazione titolare (poi fare turnover in base a infortuni, squalifiche, cali di forma), mentre a gennaio bisogna fare mercato, con massima urgenza: servono un difensore centrale, un esterno di gamba, un trequartista (e sfoltire la rosa cedendo Tomori, Estupinian e Loftus Cheek). Le dichiarazioni pre e post partita di Amorim spaventano: qualche giorno fa dava 10 al mercato, oggi spiega di non avere tutti i calciatori adatti al suo stile di gioco. Ma perché la lista degli esuberi non è stata allungata? Perché il mercato in entrata non è stato completato? Non c'erano giocatori che alzassero il livello, spiegava Cardinale attraverso le veline date agli uffici stampa. Poi dopo un mese di campionato vengono fuori i limiti dell'organico...e l'allenatore dà l'impressione di voler già mettere le mani avanti. Amorim ha bisogno di tempo, questo è sacrosanto, ma anche Marco Silva è sulla panchina del Benfica da poco tempo. Eppure i merccanismi di gioco sono già rodati.

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