Al Milan c'è il cartello "lavori in corso", ma Amorim può guadagnare tempo solo con i punti

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Il Milan è indietro, ma lo sapevamo tutti: tifosi, addetti ai lavori, opinionisti. In pochi hanno inserito i rossoneri nelle prime quattro nelle famose griglie di inizio stagione. 

La partita contro la Juventus è stata deludente sia a livello di gioco, sia a livello di risultato. I bianconeri non meritavano di perdere, ma il Milan si è trovato in vantaggio e doveva gestire, portando a casa tre punti importanti. Non ci è riuscito, subendo l'ennesimo gol sui calci piazzati: un male che la squadra si trascina dietro da anni.

Ma era difficile aspettarsi dai rossoneri un inizio di stagione subito brillante. Il mercato ha portato giocatori che hanno il gradimento del tecnico, sulla carta dei buoni acquisti. Ma si poteva e si doveva fare qualcosa di più. Le lacune in rosa restano. È vero, citando Amorim, che non si possano colmare tutte le lacune in un solo mercato; ma è altrettanto vero che i punti pesano. I rossoneri non hanno affondato il colpo per il centrale difensivo mancino Goncalo Ignacio: la trattativa si è accesa a fine mercato per poi spegnersi subito, in quanto lo Sporting non aveva tempo per prendere il sostituto. De Winter ha disputato una buona gara a Torino, ma quando Gila esce di scena, la difesa perde sicurezza. Il recupero di Tomori ci sembra improvvido per i suoi limiti tecnici e caratteriali. Certo, meglio di Terracciano e dell'acerbo Vladimirov. Ma negli ultimi anni il Milan ha spesso ragionato secondo la regola del "piuttosto che niente, è meglio piuttosto". Sappiamo tutti come è finita. Sempre in quest'ottica, sarebbe stato preferibile avere un esterno migliore di Estupinian, nella consapevolezza che Moreira non meriti una bocciatura prematura. Non è quello visto a Torino, ne siamo certi.

Il vero nodo da sciogliere, secondo me, è però sulla trequarti. Sul centrosinistra Cissè è una sorpresa solo per chi è a digiuno di calcio giovanile e di Serie B. Ma urge il recupero di Pulisic. Quanto l'americano è ancora nel progetto? Fisicamente è recuperato, mentalmente? La trattativa per il rinnovo - bloccata da tempo - sta incidendo sulle sue prestazioni? I problemi maggiori, ad ogni modo, riguardano l'altra casella della trequarti, il centrodestra. Sulla carta il Milan ha due pedine giuste: un trequartista fisico come Loftus Cheek, un trequartista più tecnico e di piede mancino, l'ex Nottingham Hutchinson. Ma entrambi i giocatori sono due grosse incognite. Hutchinson farà la differenza o sarà un fuoco fatuo? Loftus contro il Manchester United, in amichevole, la sua miglior prestazione stagionale (sigh...) ha fatto vedere pregi e difetti. Sa lavorare spalle alla porta, dando lo scarico, combina con l'esterno destro, ha i tempi di inserimento. Però, quando si inserisce, spesso manca di decisione (ancor prima che di precisione). Limiti mentali enormi, gli stessi che lo portano a perdere duelli su duelli: tra Venezia e Juventus, 4 persi su 4 tra quelli aerei, 2 vinti sui 5 a terra. Al Milan serve un buon Loftus Cheek, anche perché Rabiot non sembra muoversi bene nella posizione di trequarti. 

Ad ogni modo, la squadra rossonera ha troppi punti interrogativi: le risposte le vedremo in corso d'opera. Davanti ha squadre consolidate, strutturate, che lavorano con il loro tecnico da almeno un anno (Napoli a parte). Amorim ha bisogno di fiducia e di tempo. Ma c'è un problema. Il tempo lo guadagna solo attraverso i punti. In questo inizio di campionato ne ha fatti 7 su 9, con un calendario non agevole. Ma alle porte c'è un'altra trasferta insidiosa, a Roma contro la Lazio, e poi l'Europa League. E anche la proprietà deve mettersi il cuore in pace. Senza la Champions, a fine stagione, dovrà investire e consolidare. Perché poi i tanti interrogativi potrebbero dare risposte negative. E allora oltre al difensore, all'erede di Modric e a un esterno migliore di Estupinian, i rossoneri potrebbero essere costretti a rivedere ulteriormente l'ossatura della squadra, con tre nuovi trequartisti da affiancare a Cissè e al jolly Saelemaekers (deludente, a Torino). Serviranno acquisti, idee e soldi. Allora il Milan potrà colmare il gap che in questo momento lo tiene lontano dai primi posti della "griglia" della Serie A. Cardinale, quest'anno vicino alla squadra, sarà in grado di garantire il salto di qualità? Questo è l'interrogativo più grande. 

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