Addio a Stefano Impedovo, tra gli storici disegnatori di gol

 


È scomparso, all'età di 60 anni, Stefano Impedovo, originario di Noci e uno degli storici disegnatori delle "Moviole" calcistiche. 

È stato l'ultimo "moviolista" del Guerin Sportivo, ma definire Stefano solo un disegnatore è forse riduttivo. Scriveva poesie, ma anche racconti e articoli giornalistici. Brillante intervistatore e speaker radiofonico, telecronista di eventi sportivi. Aveva esperienza di doppiaggio e infatti la sua voce, resa roca delle sigarette, sapeva affascinare e coinvolgere. Ricordo un corto che mi mostrò, lo conservo con cura nel mio hard disk perché la sua recitazione è tanto spontanea quanto notevole, da vero professionista del "palco". La parola era sua amica: le conversazioni con lui erano sempre brillanti, perché Stefano era uomo mai banale e mai noioso. Era una persona a cui piaceva la vita.

E il mio più grande rammarico è che in questi ultimi anni non abbia potuto vivere come avrebbe voluto. Un problema fisico alla mano, in particolare, lo aveva costretto a lasciare le matite e i pennarelli. Era stato un grande dolore, per lui e per noi tutti appassionati di "moviole". Nell'ultima telefonata, il 22 maggio del 2025, mi disse che la mano stava meglio e che avrebbe voluto riprendere a disegnare. Lo disse con convinzione, con quel forte ottimismo di chi sa vivere in modo intenso. Lo disse con orgoglio, con forza, con quella carica che avevo percepito da quella prima chiacchierata telefonica, quando lo contattai per realizzare un'intervista per il mio piccolo Bazar del calcio. 

Ho letto questa mattina (2 novembre) la brutta notizia aprendo Facebook ed è stato un grosso dolore. Stefano, con quel capello da vichingo, la barba, mi ha sempre ricordato quegli eroi della mia infanzia, quei personaggi vigorosi, forti, pronti a riempire di botte i cattivi e a proteggere i più deboli, oppure quei personaggi delle forze dell'ordine con un profondo senso di giustizia e con un'altrettanto evidente insofferenza per le regole "burocratiche", per i superiori più ligi a queste regole che alla volontà di portare avanti la loro "missione" per la giustizia.

È un pensiero forse sciocco, infantile..ma che mi restituisce un sorriso in questo momento di dolore.

Stefano, infine, prima di salutarci per sempre, ha chiesto che il giorno del suo funerale le persone siano vestite di rosso, non a lutto. "Un colore acceso, vivo, coraggioso, proprio come te", ha scritto su Facebook un'amica in comune, Magda. 

Stefano era un grande anticonformista. Ma voleva bene alla vita, nonostante la vita gli avesse spesso tolto, e non dato. 

Addio, amico mio. 

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