#Film: L'allenatore nel pallone 2, una commedia fuori dal tempo


Riproporre dopo più di 20 anni le imprese sportive dell'allenatore pugliese Oronzo Canà, interpretato da Lino Banfi. Nel 2008 Sergio Martino punta sull'ambizioso progetto di rilancio uno dei personaggi più celebri della commedia italiana degli anni '80, nel sequel "L'allenatore nel pallone 2".

Un'operazione terribilmente fuori tempo massimo, visto che certe gag proposte, come lo scambio di persona - simpatico tutto sommato - tra Toni (l'ex bomber della Fiorentina) e (Little) Tony è nello stile degli equivoci che hanno costituito la trama del precedente capitolo. Senza però la stessa efficacia, perché quel tipo di comicità oggi è praticamente fuori posto.

Nel sequel del celebre film cult "L'allenatore nel pallone" viene anche riproposto la figura dell'attaccante brasiliano, nella fattispecie Caninho, presunto figlio illegittimo dell'allenatore. Ma, dando per scontate le prodezze del talentuoso attaccante nella partita decisiva, manca la splendida interpretazione di Urs Althaus, l'attore che riuscì al meglio ad esprimere gioie e dolori del celebre Aristoteles, che qui appare in un brevissimo cameo, il meglio della pellicola.

La cura del regista, soprattutto nell'alternanza tra immagini di archivio delle partite di Serie A e quelle girate dagli attori, è veramente massima, ma tutta la storia non decolla.

Pucci è un perfetto alter ego del vecchio presidente Borlotti interpretato da Camillo Milli (è il figlio), la storia dell'investitore straniero che lascia la squadra con il portafoglio vuoto è stata addirittura profetica, ma l'impressione è che questo sequel voglia semplicemente essere un omaggio di 101 minuti (!) alla pellicola cult degli anni '80, con omaggi forzatissimi (la scena del funerale di Crisantemi).

In più il personaggio di Fedele, il genero di Oronzo Canà, interpretato da Biagio Izzo, che in tutta franchezza, secondo me, non funziona affatto. Ma per sua fortuna c'è il personaggio di Anna Falchi a togliergli la palma di "peggiore" della pellicola. Non c'è più Gigi, c'è Andrea, che sembra quasi malinconico nella sua interpretazione di Bergonzoni.


Il paradosso è che questo film ha avuto ovviamente una grande visibilità, mentre le opere moderne di Martino, sul mondo del calcio, sono state purtroppo dimenticate: i due film per la tv intitolati "L'ultimo rigore". Ne parleremo.

Commenti

  1. Il sequel indubbiamente non è stato all'altezza del primo capitolo.
    Sereno giorno.

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    1. Decisamente, caro Cav! Purtroppo come ho detto è un film fuori tempo...

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  2. Per fare la parodia di una realtà bisognerebbe conoscerla bene.
    Dilettanti allo sbaraglio.

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    1. Pensa che il regista comunque il mondo del calcio lo conosce benino, visto che altri lavori sono invece riusciti bene..

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  3. Nulla di nuovo sotto a questo cielo..
    Pietro mi insegna che la maggior parte dei sequel è una cag.......
    Non viene bene, insomma.
    Poi, indubbiamente, la società attuale è troppo diversa da quella che si esaltava per qualche battuta sgrammaticata.
    Siamo diventati più esigenti, no?
    Anche se a guardare la discografia e le pellicole più in voga, non ne sarei così sicura..

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    1. Pietro ha ragione, le eccezioni (come eccezioni) sono molto rare :D.
      Secondo me hai centrato il punto: negli anni '80 ci si divertiva con poco e (spostandoci nel genere horror) ci si spaventava per poco!

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  4. I sequel sono spesso terribili, o comunque mal riusciti.
    Io ho visto il primo ma non ricordo di aver guardato il secondo, sinceramente.

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    1. Tieniti alla larga del secondo :D, è quasi meglio un cinepanettone

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  5. L'ho visto qualche tempo fa ed è abbastanza imbarazzante..divertono di più forse solo i vari camei, anche di alcuni personaggi del primo film, e dire che l'idea era pure buona

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    1. Ecco infatti: il cameo del vecchio presidente e di Crisantemi (l'attore che lo interpretava interpreta la sorella) sono veramente pietosi xD.
      Ah dimenticavo, tra il peggio c'è il bambino, il nipote di Canà :D che gioca a Pes con la Longobarda.

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  6. Ancora peggio del film di martedì scorso! :(

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    1. E' una scarsa consolazione, ma per me il Napoli è uscito a testa alta

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    2. Il trauma è stato vedere mia figlia cantare l'inno del Liverpool.

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  7. Hai visto il film Braveheart?
    Si trucca come William Wallace però l'Anfield Road l'ha fatta traballare. Poi si è ripresa e ha fatto il suo.

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    1. Certo che l'ho visto :D, addirittura in lingua inglese a scuola.
      Ah quindi è napoletana, ma si è emozionata all'inno del Liverpool.
      Brava, il vero sportivo riconosce i miti :)

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  8. Un film che ho visto e dimenticato subito dopo, nonostante qualche gag strappi un sorriso.
    Non posso che concordare su tutto!
    Certi miti dovrebbero restare nei nostri ricordi e dovrebbero essere lasciati riposare in pace!

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    1. Molto meglio i cameo di Graziani e c. nel primo capitolo che di Totti e Amelia nel secondo ahaha!
      Ma concordo in pieno con la tua definizione.

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    2. Con la definizione del film al primo capoverso!

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  9. Ero un grande fan del primo film che ricordo ancora molto bene, ma scelsi di non guardare il secondo.
    Mi sa che ho fatto bene.

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    1. Francamente si...il commento di Pietro riassume tutto perfettamente!

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  10. Mai visto per intero! E poi... i due gemelli, ne vogliamo parlare? XD

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    1. I due gemelli sono miei conterranei, essendo della Provincia di Rimini!
      Tutto sommato è una delle poche cose che non mi hanno fatto storcere il naso :D

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  11. A me non è dispiaciuto, anzi anche se in ritardo per i giochi di parole è quasi meglio dell'altro sequel "Mezzo destro mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone"

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    1. Oddio, Mezzo destro e mezzo sinistro era abbastanza scalcinato in effetti :D.
      Terribile l'allenatore interpretato da Leo Gullotta..
      la battuta sulla figlia di Iorio era simpatica però :D

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  12. A me non è dispiaciuto, anzi anche se in ritardo per i giochi di parole è quasi meglio dell'altro sequel "Mezzo destro mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone"

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  13. Che dire... l’idea che mi sono fatto del film non si discosta tanto dalla tua analisi... forse una volta c’erano meno mezzi ma più fantasia, più spontaneità

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    1. Bentornato Nino! Sì, una volta c'era più fantasia, ma erano anche tempi diversi: gli stessi spettatori erano diversi e avevano aspettative diverse :)

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