Ritratti: Van Basten, il Cigno di Utrecht divenuto leggenda



Ritratti: fatti, fuoriclasse e storie raccontati da Claudio D'Aleo

Marco Van Basten è stato molto più di un fuoriclasse in senso assoluto. Marco Van Basten è stato il “Vincent Van Gogh” del calcio internazionale. L’olandese non giocava a calcio. Almeno non faceva solo “quello”. Lui “dipingeva” calcio. Usava il rettangolo di gioco per “danzare” davanti a palcoscenici stracolmi di gente estasiata e vogliosa delle sue “gesta”.  Non solo tifosi del Milan. Tifosi in senso “lato”. Tifosi anche di altre squadre.  Lui, Van Basten, univa attorno a sé  i tifosi di tutto il Mondo.


Van Basten è nato a Utrecht il 31 ottobre 1964. Alto 1,88 cm. per 80 kg di peso, ha giocato nel Milan dal 1987 al 1995 realizzando 90 gol in 174 presenze. Con il Milan ha vinto tutto. 4 Scudetti, 4 Supercoppe italiane, 3 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe europee, 2 Coppe intercontinentali. “Annotiamo” anche 1 Scarpa d’oro (1986) e 3 Palloni d’oro (1988, 1989, 1992). Si è ritirato dal calcio Il 17 agosto del 1995, a soli 31 anni, a causa di un fastidiosissimo e mai risolto problema alla caviglia. Una perdita enorme, incolmabile, non solo per il Milan ma per tutto il “movimento” calcio.

Van Basten a segno in Milan Torino 2-1 (campionato 1988-89)


E’ stato il Campione di tutti. In partita era bellissimo da “vedere”. Con quel “tocco felpato” da Nurayev del pallone,  trasformava i sogni di ogni tifoso in realtà. Di fronte alla grandezza di un “genio”  non si può rimanere indifferenti. Van Basten “attirava” i tifosi attraverso le “movenze” di un corpo perfetto che sembrava scolpito sul marmo. Vederlo giocare era uno spettacolo nello spettacolo. Incantava le “masse” di tutto il mondo. Attraverso il “linguaggio” del gol  esprimeva  se stesso e l’amore per il suo lavoro: il gioco del calcio. Lui come Nurayev. Non a caso fu soprannominato il “Cigno di Utrecht”. Come il grandissimo ballerino russo lui, Van Basten, in partita sembrava avesse “le ali ai piedi”. Nurayev  esaltava se stesso  per esaltare la ballerina che si esibiva con lui. Van Basten  godeva del suo calcio per consentire a tutta la squadra di esaltarsi giocando. L’espressione del corpo intesa come amore e gioia di vivere. Arte “pallonara”, certo, ma pur sempre “arte”. Cultura allo stato “puro”.  “Spiccare” tra fuoriclasse non è mai facile.

Un gol di Van Basten all'Ascoli (campionato 1988-89)


Marco eccelleva nei  Milan di Baresi e Maldini, di Gullit e Virdis, di Rijkaard e Ancelotti. Era il calcio di Maradona e Matthaus, di Giannini e Caniggia , di Vialli e Mancini. Avremmo fatto “carte false” per vedere giocare Van Basten assieme al grandissimo Gianni Rivera, altro Mito del calcio mondiale tanto quanto lui. Con Rivera accanto Van Basten avrebbe segnato non meno di 50 reti a Campionato. Ogni Stadio era un Teatro. San Siro la “sua” “Scala”. Giocare a pallone per Van Basten significava “decantarne” i contenuti e “poetizzarli” davanti a stadi gremiti che inneggiavano a lui.

Van Basten contro Destro dell'Ascoli (padre del giocatore del Bologna)


Elegante e “virtuoso” come pochi calciatori al Mondo, in campo sembrava provenisse da “Marte”. Talvolta dava l’impressione di camminare “sulle acque”, leggiadro e “aggraziato” nei movimenti come solo i grandi fuoriclasse  potevano e sapevano fare. Nelle giornate di grazia era immarcabile. “Dolce” nei dribbling, raffinato nella gestione della palla, imbattibile di testa e in acrobazia, imprevedibile nei sedici metri. Mai cattivo. Mai scorretto. Semplicemente “mosso” dall’orgoglio del grande Campione. Faceva tutto, tranne che marcare. Aveva un tiro forte e “velenoso”. Ogni zona del campo diventava la “sua” zona. “Accarezzava” la palla e la destinava dove voleva. In velocità si proiettava verso l’area avversaria per concludere egli stesso a rete o cercare il dialogo con Gullit o Virdis o qualunque altro compagno di squadra che gli offrisse la “sponda”. L’ottenimento della “superiorità” numerica, con fuoriclasse come Van Basten, era sempre cosa “fatta”. Per fermarlo dovevi “buttarlo” a terra. La visione di gioco era quella del grandissimo centrocampista. La palla tra i suoi piedi non sembrava di cuoio ma di velluto.

Van Basten a segno nella finale di Coppa dei Campioni 1988-89 con la Steaua

Il Mito di Marco Van Basten nacque nella famosa e celeberrima partita che si giocò al Nou Camp di Barcellona. Era il 24 maggio del 1989. Finale di Coppa Campioni. Stadio “fasciato” di rossonero in ogni dove, in ogni angolo. Uno spettacolo indimenticabile. Milan contro Steaua Bucarest. Per ogni milanista fu quella la “partita delle partite”. Ancora oggi, ricordando quella gara, di fatto la “pietra miliare” di tutti i successivi successi del Grande Milan di Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi fino ad arrivare allo “squadrone” di  Carlo Ancelotti, non riusciamo a frenare la “commozione”. Doppietta di Van Basten, doppietta di Gullit. Un Milan stupendo. Una squadra “schiaccia sassi”. Il mito degli “invincibili” cominciava a prendere “corpo”. 4-0 per noi e tripudio finale a tinte rosse e nere. Una gioia indescrivibile e indimenticabile. I tifosi milanisti si abbracciavano e piangevano lagrime di gioia. Sembravano “impazziti”, ebbri di felicità. Desideravano da anni quella Coppa, quel Milan, quella finale. Era gente affamata di successi. Gente che ha conosciuto negli anni addietro la “sofferenza” sportiva e che in quell’occasione cercava solo “riscatto”, “giustizia” . Gente appassionata che ha pernottato davanti allo Stadio pur di non perdersi neppure un minuto di quella vigilia e di  quella leggendaria partita. Van Basten incantò. Lui e Gullit, immarcabili, fecero indisturbati il bello e il cattivo tempo. Classe inesauribile. Baresi dietro era insuperabile. Rijkaard e Ancelotti illuminavano lo Stadio con le loro giocate. Colombo “pressava” tutto e tutti come un “forsennato”. Eroi mitici, invincibili e indimenticabili di un calcio consegnato alla Storia. Quando giocava Van Basten si andava allo Stadio per ammirare il fuoriclasse non solo per gustarsi una partita di calcio.

Il secondo gol di Van Basten nella finalissima con la Steaua

Quando Galliani andò a “prendere” lui e Ruud Gullit, che pure è stato un fuoriclasse di primissimo piano, nessuno si sarebbe mai aspettato che tra Van Basten e il grande Ruud  alla fine dovesse eccellere proprio lui, il centravanti per antonomasia, il “Cigno di Utrecht”. Invece fu così. Grande Gullit, immenso Van Basten. Una coppia inimitabile. Quando smise di giocare, Van Basten provò a fare l’allenatore. Qualche anno fa anche Berlusconi pensò di farlo sedere sulla panchina del Milan. Non accadde mai. Non sempre i grandi fuoriclasse diventano pure grandi allenatori. Il Van Basten tecnico ha incontrato non poche difficoltà. Troppo stressante e “schematico” quel “mestiere” per un “artista” del gol come lui. Il “genio” non andrebbe mai circoscritto attorno a una panchina. Il “genio” ha bisogno di ampie praterie dove realizzare se stesso. Il “pallone racconta” che Van Basten verso la “fine” della sua gloriosa, inimitabile e leggendaria carriera, ebbe ben presto dei contrasti insanabili con l’allora Re di Fusignano, quel l’Arrigo Sacchi che inventò un gioco innovativo (tutto pressing “asfissiante”, corsa, geometrie e verticalizzazioni) che fece Scuola, spettacolo e “tendenza”. Una “enciclopedia” dello sport che ancora oggi è oggetto di studio e di insegnamento ad opera  dei tecnici di mezzo mondo quasi fosse la “Bibbia” del calcio.

Due leggende

Arrigo Sacchi allenò quel  grande Milan dal 1987 al 1991. Poi fu “vittima” della sua stessa creatura e dovette cedere il passo a Fabio Capello. Anche Baresi non le mandò a dire al tecnico di Fusignano. Tutta la squadra ne risentì. Quei metodi ritenuti eccessivamente “duri” e sfiancanti uniti alla “maniacalità” che Sacchi esprimeva e racchiudeva in geometrie frenetiche e oltremodo dispendiose avevano rotto ogni equilibrio tra tecnico e spogliatoio. Le tante vittorie non cambiarono mai la sostanza della protesta. La crisi di “rigetto” era ormai manifesta. Berlusconi non ebbe scelta. Mandò via Sacchi e diede la panchina dei rossoneri a Fabio Capello che rigenerò quella squadra data per “spenta” e vinse col Milan 4 Scudetti di fila. Fabio allenò il Milan dal 1991 al 1996. Anche quello fu un grande Milan.

Van Basten e Gullit nella finale dell'Europeo 1988

Il 25 giugno del 1988 durante la finale Olanda-Unione Sovietica, valida per il titolo europeo per Nazioni, Marco Van Basten segnava il gol del 2-0 per gli “orange”. Un gol strabiliante, meraviglioso, incredibile. Potenza, eleganze e bellezza “concertate” in un unico tiro. Un gol che solo i grandissimi fuoriclasse potrebbero “concepire” e realizzare. Uno dei più belli dell’intera Storia del calcio. Un tiro al volo dal limite destro dell’area” ”consegnato” all’incrocio dei pali.  Un “missile” imparabile.

Il capolavoro di Van Basten nella finale dell'Euro '88 contro l'Urss

La Storia del Milan è piena zeppa di grandissimi attaccanti. Gunnar Nordhal, il “capostipite”. Un “animale” d’area di rigore. Poi, tra gli altri, Sormani, Altafini, Amarildo, Prati, Papin, Weah, Shevchenko. Tutti grandissimi giocatori. Tutti Campioni di livello mondiale. Ma lui, il Cigno di Utrecht, il “centravanti” per antonomasia della leggendaria Epopea del Milan, tecnico, elegante e forte come pochi, assurge da tempo al ruolo di “Numero 1” in senso assoluto. Quel “Marco Unico” che spesso campeggia tra gli spalti a San Siro, rappresenta e incarna in ciascuno di noi, milanista o no, l’amore inesauribile per un centravanti “mitico” e fuori dal “normale”. Un Fuoriclasse “speciale”  che è diventato leggenda.

Claudio D’Aleo

Tutte le foto sono scansioni dalla mia personale collezione di Guerin Sportivo e Forza Milan!

Commenti

  1. Riky, l'ho visto giocare a Pescara. Galeone stava per ottenere un risultato clamoroso. la vittoria sul Milan. Mancava poco alla fine e Sacchi fece entrare Van Basten reduce da un infortunio.
    Ebbene, il Pescara vinceva per 3-2 e in un lampo il fuoriclasse segnò due reti portando il risultato sul 3-4.

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    1. Che partita hai citato! La difesa del Milan fece acqua da tutte le parti, tanto più che Capello fu costretto addirittura a mettere Baresi in marcatura. Van Basten fu strepitoso in quella partita. Ne parlerò in futuro :)

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  2. Probabilmente il numero 9 (in quanto attaccante puro) più forte che si sia mai visto in Serie A. Per una questo di affetto gli ho sempre preferito Batistuta, ma Van Basten è un'altra cosa se pensi che la sua generazione è stata l'unica a dare alla nazionale Olandese un titolo come quello europeo. Sapeva fare gol in tutti i modi e le sue rovesciate sono memorabili. Mostro in tutti i sensi, peccato che sia finita troppo presto la sua carriera, nonostante avesse vinto in quel periodo tutto quello che si poteva vincere

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    1. Ciao Pasquale! Anche per me come n.9 è stato il più forte che si sia mai visto in Serie A, ma credo un po' in tutto il calcio :D.Poi davvero, la caviglia gli ha precluso un finale di carriera che sarebbe stato comunque di rilievo.

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  3. Careca anche era na bella bestia. Sono di parte lo so, caratteristiche diverse poteva ricoprire tutti i ruoli dell'attacco.

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    1. Careca è stato un grande giocatore, senza dubbio, anche se non all'altezza del Re Marco :D.

      A proposito, ti giro un post che dovresti leggere :D

      https://bazarcalcio.blogspot.com/2018/09/napoli-fiorentina-il-volo-di-ferrara-e.html

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  4. Ti denuncio alla polizia postale per provocato attacco di nostalgia e malinconia. A quei tempi frequentavo assiduamente la curva B. Adesso con i ragazzi ci facciamo la Champions e/o l'Europa league in casa e fuori. :(

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    1. ahaah ma io sono qua per provocare attacchi di nostalgia e malinconia!
      Perché la mia vera nostalgia non è per il tempo dei giochi, né per il calcio di una volta, ma per come veniva raccontato il calcio di una volta !
      Bello però che tu sei stato frequentatore assiduo di stadio e che ancora vai a tifare i tuoi ragazzi.

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  5. Non mi avevi avvisata che oggi avresti scritto una poesia.
    Almeno così ne parlava papà..

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    1. Per me è già stata magia scansionare le immagini...Van Basten per me è un mito assoluto..una leggenda che ho avuto l'onore di vedere...

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  6. Van Basten me lo ricordo di nome, non so se l'ho mai visto giocare.
    Mi piace questo paragone col mondo della pittura :)

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    1. A me è piaciuto un sacco il paragone con Nurayev, Van Basten era un attaccante alto, ma si muoveva con grande leggerezza e dava del tu al pallone.
      Ciao Dama :)

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  7. Mamma mia, la foto con Gullit e la coppa... **
    Marco, mitico, conosco due Marco che si chiamano così per lui.
    Quando il calcio era figo per davvero e ancora rivoluzionario, senza la deriva odierna.
    Lui, come scritto, un vero artista del pallone.
    Ah beh, poi questo era il Milan dei tempi d'oro, irreplicabile (se non, forse, nei primi anni 2000).

    Moz-

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    1. Una volta faremo anche un Gullit special :D, che era un idolo anche fuori dal campo.
      Per me è stato il calcio più magico, se non altro perché era il calcio dell'infanzia, il calcio che ho scoperto, quindi per me è sempre un'emozione rivedere, riparlare e ripensare a quei tempi.

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    1. Grande Juliette!! Era un mito, personaggio di grande bellezza e grande abilità pallonara :)

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  9. Trovato:

    PESCARA vs MILAN 4-5
    Reti: 1' Allegri, 3' P. Maldini, 6' Lentini I, 11' aut. e 14' aut. Baresi II, 23' Massara, 37', 39' e 73' Van Basten

    PESCARA: Savorani, Sivebaek (46' Alfieri), Nobile, Dicara, Righetti, Mendy, Ferretti, Allegri, Borgonovo, Sliskovic (56' Palladini), Massara - All.: Galeone
    MILAN: Antonioli, Tassotti, P. Maldini, Eranio (56' Massaro), Costacurta, Baresi II, Lentini I (46' Evani), Rijkaard, Van Basten, Savicevic, Donadoni - All.: Capello
    Arbitro: Ceccarini
    Espulsi: -

    Spettatori: 24.615

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    1. Esatto. Van Basten non subentrò a partita in corso, ma era reduce da un infortunio (saltò Milan Foggia 1-0, partita in cui il Milan fece grande fatica a segnare, vincendo su autogol di un terzino avversario). Ci fu un grande gol in rovesciata, non mi ricordo se di Paolo o di Lentini. E due autoreti di Baresi, che oggi non sarebbero catalogate come autoreti. Massara era un bel tipetto, in quella partita ci fece vedere i sorci verdi.

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  10. Grandissimo della storia calcistica, ricordo ancora quel gol della finale europea.
    Saluti a presto.

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    1. Gol bellissimo, non visto in diretta, ma visto e rivisto più volte in replica.
      Mi dispiace non averlo in disegno :)
      Grazie Cav

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  11. @Tutti gli amici e commentatori: ma..oggi è il compleanno di Van Basten :D. Non me ne ero accorto..questo post va a pennello :D

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  12. AUGURI MARCO!!! Buon compleanno :)
    Questo post è al pari di quello su Baresi e appena un gradino sotto al post su Paolo (Maldini, ovviamente, che è e resta il MITO DEI MITI per me)
    Van Basten è stato un attaccante sopraffino, che classe ragazzi!
    La partita contro lo Steaua Bucarest l'ho vista e rivista non so quante volte, credimi, perchè l'avevo registrata su video cassetta, con la speranza di non doverla cancellare casomai avessimo perso la finale ;)
    Che momenti... troppo belli :)

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    1. grande Maris :).
      Ma la cassetta non ce l'hai più immagino? Era un vero cimelio :D
      Difficile mettere in ordine Baresi, Maldini e Van Basten. Per me sono nel gotha milanista.

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    2. Ma sai che forse forse mio fratello potrebbe averla conservata?
      Èlui che ha preso in consegna la nostra videoteca (centinaia di videocassette!!) quando purtroppo sono mancati i nostri genitori e abbiamo venduto quella che era la nostra casa della gioventù.
      Devo chiedergli se le ha conservate tutte tutte... ed eventualmente farmi dare quel cimelio😊😎👍

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    3. E ti dirò di più : avevo registrato anche la semifinale, cioè il ritorno della semifinale: come dimenticare anche quel 5-0 al Real Madrid di Butragueno e Hugo Sanchez?
      😄👏👍
      Chissà se recupererò anche quella videocassetta lì... 😊

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    4. Che tesori quelle due videocassette! Io ho Forza Milan e Guerin Sportivo dell'epoca, su quelle due partite epiche!

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  13. Un uomo, un mito e non ho altro da dire su questa faccenda...

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  14. Van Basten era l'eleganza fatta calcio.. una nota: certo leggerti nominare Giannini assieme ai mostri dell'epoca, fa un po' specie.. come mai ti è venuto in mente il principe del "passaggio laterale"?

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    1. Giannini...ahhaah...aspetta sabato e poi leggerai qualcosa di interessante :D

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  15. Ma sai che questo articolo me lo ha suggerito Google sul cellulare in una specie di applicazione che ti dà tutte le notizie a cui potresti essere interessato? Però non mi pare di aver letto "bazardelcalcio", non vorrei te lo avessero fregato. Se mi ricapita, controllo!
    Comunque post bellissimo!
    Saluti a presto.
    No, scherzo. Claudio ha descritto benissimo il grande campione che è stato. Non seguivo molto il calcio in quegli anni, anche se l'ho visto allo stadio mi pare per ben 3 volte nei vari Roma-Milan, il Principe (Giannini) e il tedesco che vola(Völler), contro Gullit e Van Basten. Mi sa che era già il periodo di Capello. Però il mio ricordo è legato agli elogi che sentivo sia da mio padre che da mio nonno milanista.

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    1. Magari potessi finire in all'applicazione! Ci finisco ogni tanto con altarimini. In realtà ho visto che il noto milan night blog ha la rubrica ritratti! Secondo me hai visto loro.
      Diamine hai visto il principe dal vivo😍

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    2. Probabile abbia visto loro ma il titolo era identico. Mi pare anche la foto... boh?

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    3. ahahah strange! In teoria se dovevano "rubare" una scansione era meglio allora prendere una foto dal web..

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