#Videogiochi: Nintendo World Cup (Guest Post di Nino Baldan)



Mentre frugavo in magazzino alla ricerca di un maledetto Game Boy Advance SP, quello argentato con la chiusura a conchiglia, l’UNICO con la retroilluminazione, che avevo e che ormai temo di aver irrimediabilmente perso, ecco tornarmi tra le mani qualcosa di inaspettato.

Si trattava della cartuccia per Game BoyNintendo World Cup” inspiegabilmente persa tra la cavetteria, saldamente racchiusa dalla sua custodia in trasparente.
Sull’etichetta, un anonimo attaccante in maglia rossa che scaricava il suo tiro su un portiere in tuffo: ed ecco immediatamente riaffiorare i ricordi relativi al mio primo videogioco di calcio in assoluto.

Pur essendo sempre stato un simpatizzante del Milan (alla scuola materna riempivo fogli con disegni di un abbozzato quanto riconoscibile Ruud Gullit), di partite ne avevo viste ben poche. Avevo praticamente saltato l’intero Mondiale di Italia 90, preferendogli quasi ogni sera le puntate speciali di "Bim Bum Bam" che la Fininvest mandava in onda come controprogrammazione. D’altro canto avevo 7 anni.

immagine da storiedicalcio.altervista.org

A mio nonno il calcio piaceva, e tanto. Ai miei occhi di bambino, lui appariva un po’ come Raimondo Vianello: si soffermava sulle notizie sportive, seguiva “Tutto il calcio minuto per minuto”, le coppe e dibattiti in tv. E spesso rimanevo affascinato davanti ai suoi racconti, al suo modo ironico e dissacrante di vedere il mondo del pallone, iniziando ad incuriosirmene sempre di più.

Quando andavamo alle giostre, o in una qualsiasi sala giochi, cercavo di coinvolgerlo con i coloratissimi “Mexico 86” (quello con il pedale) e "World Cup '90" nella sua versione bootleg denominata "Euro League" con Milan, Inter, Napoli e le varie squadre europee. Nella mia fantasia, la grafica “era come in tv”: ogni compagine aveva una casacca ben distinta, e l’adrenalina di segnare il gol allo scadere del gettone - con tanto di complimenti del nonno - aveva cominciato a farmi dannare per non avere in casa, a portata di mano, un sistema del genere per le mie partite quotidiane.

Euro League (immagine da emuparadise.me)

Finché, nel 1991, la scatola quadrata di “Nintendo World Cup” per Game Boy iniziò a fare capolino sui cataloghi e nelle vetrine dei negozi di giocattoli. Appena misi bene a fuoco l’immagine dell’anonimo attaccante in maglia rossa che scaricava il suo tiro su un portiere in tuffo, ecco crearsi nella mia testa scene di azioni epiche in contropiede, di calci di rigore, di vittorie in rimonta. E a fare da cornice, uno stadio gremito in ogni ordine di posto.
Chiesi ai nonni di averlo in regalo.

Oggi per farsi un’idea su un gioco in uscita basta fare un salto su Youtube. All’epoca ogni acquisto rappresentava un vero e proprio salto nel buio, guidato solamente dal titolo, dall’immagine in copertina e da tanta, tanta fantasia. Spesso i negozianti nemmeno rimuovevano i giochi dalla vetrina per farmi sbirciare il retro della scatola, alla ricerca di un paio di foto, di una qualsiasi informazione aggiuntiva.

immagine da ebay.it

Io e la mia famiglia fummo invitati a pranzo dai nonni; io mi portai il Game Boy. Volevo provare “Nintendo World Cup” non appena mi fosse stato consegnato, approfittando della presenza del nonno al quale avrei mostrato orgoglioso il mio nuovo ritrovato della tecnologia calcistica. Mi sedetti sul divano in pelle marrone, aprii la scatola senza nemmeno guardarla, inserii la cartuccia, inclinai la console fino a trovare l’angolo visivo compatibile con la luce primaverile proveniente dalla finestre, mossi l’interruttore su “on”.

Il nonno mi si sedette vicino: la navigazione nei menù fu veloce e decisa, scelsi ovviamente l’Italia... prima partita: il “CAMEROON”, paese che fino a quel momento non avevo mai neppure sentito nominare. Palla al centro... e che succede? Altro che simulazione calcistica!

Sullo schermo monocromatico apparivano una manciata di personaggi piccoli e sproporzionati, alla Gigi la Trottola, che si spostavano per il campo sfarfallando a causa del troppo sforzo hardware richiesto alla console.

Tutti i giocatori indossavano maglie smanicate, quelli dell’Italia portavano addirittura gli occhiali da sole; la palla era grande come metà del corpo degli atleti, che oltretutto potevano liberamente sgomitare, lasciando tramortito ogni avversario si parasse loro davanti. Si comandava un unico calciatore (contrassegnato dal numero 1), in avvincenti match 6 vs 6 dove punizioni e rigori erano inesistenti, accompagnati tra l’altro da un allegro motivetto midi in chiave rock’n’roll.

immagine da youtube.com

La delusione iniziò a prendere il sopravvento; mio nonno si limitò a darci un’occhiata nemmeno troppo curiosa, ma io imperterrito non smisi di giocare: si trattava in ogni caso dell’unico gioco di calcio esistente per Game Boy, e decisi farmelo piacere.

I parenti avevano cominciato a disporsi il salotto per il rito del caffè pomeridiano, mia nonna faceva avanti-indietro dalla cucina con le tazzine, ma a me non sembrava interessare più di tanto: avevo battuto il “CAMEROON”, e mi ero trovato a scontrare il Giappone, interamente composto da nerd occhialuti. E mica su un terreno di gioco normale, bensì su un campo di colore scuro disseminato di sassi: al minimo contatto con essi, i calciatori crollavano a terra come colpiti da una fucilata.
A seguire, la Francia su un campo di sabbia che rallentava la velocità; subito dopo, una Russia (ancora definita "USSR") con tutti i calciatori rasati a zero, che disputava le proprie partite nientemeno che su una scivolosa lastra di ghiaccio.
Alla quinta partita, i terreni di gioco ricominciavano a susseguirsi nel medesimo ordine.


Segnare e stravincere era un gioco da ragazzi. Almeno nei panni dell’Italia, la terza Nazionale più forte: “Nintendo World Cup” venne programmato secondo i criteri di Italia ‘90. Sopra di noi solo l’Argentina e la Germania (Ovest).

La potenza di una squadra si riassumeva sostanzialmente nella maggiore o minore velocità di spostamento dei suoi calciatori: i Tedeschi volavano mentre compagini più deboli si limitavano, letteralmente, a trotterellare. Con A+B partivano delle vere e proprie rovesciate alla Holly e Benji, sempre IMPARABILI, con il pallone che assumeva un effetto diverso a seconda del giocatore che la praticava.
Ogni tanto, i tiri speciali partivano da soli alla semplice pressione del tasto “B”; solo oggi, consultando il web, ho scoperto che dipendeva da quanti passi venivano percorsi con il pallone al piede.

immagine da oldierising.com

I salvataggi nel 1991 erano quasi fantascienza; l'unico modo di tenere traccia dei propri progressi erano ancora le password, delle quali tempestavo ogni foglio, ogni busta, ogni bolletta abbandonata per la casa.

A “Nintendo World Cup” ci feci pure una partita a due giocatori (o un “doppio”, come si diceva all’epoca) con l’apposito cavo link tra due Game Boy durante una gita delle elementari; un giorno scoprii della sua esistenza anche per Nintendo Nes.

Ma la rivelazione più sconvolgente arrivò alle medie, quando un compagno di classe mi prestò un’anonima e sospetta cartuccia “proveniente dalla Cina” recante la scritta “77 in 1”, dalle dimensioni insolitamente più lunghe e dotata di tastino esterno per un reset più veloce.
Si trattava ovviamente di un prodotto “diversamente originale”, una raccolta di giochi principalmente sconosciuti e quasi tutti nella loro versione giapponese.

Uno di questi si intitolava “Nekketsu High School Soccer Club: World Cup”: incuriosito dal nome lo feci partire. Dopo che un omino in smanicata nell'introduzione mi indusse un inaspettato deja-vu, premetti "start"... ritrovandomi di fronte a "Nintendo World Cup", il gioco di calcio della mia infanzia!
A differenza della sua controparte occidentale, la versione giapponese permetteva utilizzare una sola nazionale: il Giappone, che tra le proprie fila non schierava nerd occhialuti e stereotipati bensì Kunio-kun e la sua classe del liceo!


Solo allora mi fu chiara la genesi del gioco: si trattava di uno spin-off in chiave calcistica dell'omonima serie di videogiochi della Technos Japan, iniziata nel 1986 con il picchiaduro a scorrimento "Nekketsu Kōha Kunio-kun" (adattato in Occidente con il nome di "Renegade") e proseguita tra l'altro con "Nekketsu Kōha Kunio-kun: Bangai Rantō Hen" che per noi diventò semplicemente... "Double Dragon II" per Game Boy.
Di Kunio-kun furono realizzati pure titoli di Hockey e Dodgeball, caratterizzati tra l'altro da una realizzazione grafica del tutto simile..

immagine da reddit.com

Altro che gioco realistico e simulativo suggerito dall'anonimo attaccante in maglia rossa che scaricava il suo tiro su un portiere in tuffo che appariva in copertina!
"Nintendo World Cup" altro non fu che una mera operazione commerciale, per propinare al mercato occidentale un prodotto già pronto, slegandolo il più possibile dal suo contesto originario. E lo scoprii con anni di ritardo.

Per una cartuccia calcistica per Game Boy dal look più vicino alla realtà dovetti aspettare "J-League Winning Goal" del 1994, che includeva tra l'altro un Totò Schillaci nelle file del Jubilo Iwata. Ma questa è un'altra storia.

E voi? Qual è stato il primo videogioco di calcio che avete posseduto?

Nino Baldan
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Commenti

  1. Grazie Nino per questo bellissimo post!
    Rispondo alla tua domanda:
    nel commodore avevo diversi giochi di calcio (tra cui Microprose Soccer), ma il primo gioco di calcio è il fantastico Manchester United in Amiga (giocato sul pc di un mio amico dell'epoca).
    Poi Fifa International Soccer!
    Il primo videogioco mio? Pc Calcio 5.0!

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    1. Grazie a te Riccardo per lo spazio che mi hai messo a disposiziond! :)

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  2. Mai avuti non ci tenevo forse molto ma giocavo a casa di amici. Sempre giocato però prima con un commodore credo e poi crescendo solo alla e con la Play. Certo riguardando quelle immagini e pensare a quelle di oggi, le prime sembrano molto romantiche e naif

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    1. Devo dire che sarei rimasto deluso anche io da questo nintendo World Cup :D, invece quanto è bello Euro League!

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    2. Ma infatti furono proprio i ricordi legati a “Euro League” che mi spinsero a farmi regalare la cartuccia :D
      Se in copertina avessi visto un’immagine più consona alla vera natura del gioco, magari avrei desistito...

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  3. Bellissimo post e dolce il ricordo del nonno, amico fedele e modello di vita.
    La mia prima console era un Nintendo "diversamente originale".
    Adoravo il gioco delle navicelle spaziali a cui si sparava prima che riempissero l'intero schermo, e anche i funghetti di Super Mario.
    Si collegava alla tv tramite la presa a scart, e mi pare ci fossero due joystick.
    Ci giocavo spesso con mio padre. Ma no, non c'era nulla a che fare col calcio, ed era circa il 1994-95.

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    1. Bellissimi anche i tuoi ricordi ^_^.
      Vedi, eri più tecnologica di me: io a casa avevo il Commodore (che un'amica di mia sorella buttava via, quindi l'abbiamo raccattato :D), lo tenevo in una stanza dove abbiamo una piccola cucina non utilizzata, collegato a un televisore piccolo che ogni tanto dava i numeri (e ti giuro, bisognava dargli la botta laterale).
      Poi con il Commodore erano famosi i lunghi tempi di caricamento..spesso a vuoto (dovevi rifare la procedura).

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    2. Grazie Claudia! Il nonno, nei primi anni di vita, è un po' sempre come il migliore amico di ogni bambino: una figura bonaria, amorevole, con un'autorità più "sfumata" rispetto a quella dei genitori e con tante, tante storie da raccontare.
      La mia prima console in assoluto invece, non contando i giochini elettronici a cristalli liquidi che giravano all'epoca, è stato proprio il Game Boy!...

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  4. Un bel post di ricordi, il mio primo gioco di calcio per il Commodore 64 è stato il mitico Emlyn Hughes International Soccer.
    Sereno pomeriggio.

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    1. Grazie! Buon pomeriggio anche a te!

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    2. Il ricordo del Cav mi ha mandato in tilt..dove ho mai visto quel gioco? :D.
      Non mi sembra che lo avessi: ne avevo uno con gli omini simili, con la visuale però alla Sensible Soccer (dall'alto al basso e dal basso all'alto)

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  5. Che dire, questi post li trovo sempre estremamente empatici e poetici perché bene o male ci accomunano un po' tutti.
    Anche se il mio vissuto è rappresentato da piattaforme ludiche diverse ( sebbene al gioco del calcio per Game Boy credo di averci giocato qualche volta ).

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    1. Eh sì, Nino è stato molto bravo nel raccontare il gioco, ma con molti aneddoti di sé. Pensa che conoscevo la copertina di Nintendo World Cup perché era strapubblicizzato nei cataloghi, ma non sapevo nulla del gioco in sé..e sono rimasto sorpreso! Alla fine era meglio importare il gioco così com'era, come gioco di calcio strano...

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    2. Grazie Pirkaf! In effetti per ognuno di noi cambiano i tempi, cambiano le console, ma le sensazioni sono state le stesse per tutti noi!

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  6. Giocavo come il grande Cavaliere.

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    1. Quel gioco che cita il Cav non riesco proprio a ricordare se fosse stato nella mia collezione di cassettine ^_^

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  7. Certo che ne sono stati fatti davvero di immensi passi in avanti nel mondo del gaming.
    Anche mio fratello aveva il game boy, il suo era giallo, carinissimo. Non ricordo questo gioco, probabilmente non lo possedeva.
    Belli i ricordi condivisi da Nino :)

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    1. Il Gameboy lo avevano diversi miei amici, ma a me non ha mai entusiasmato :D.
      Il vantaggio era di poterlo portare in giro e di giocarci senza dover per forza rimanere in casa :D

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    2. Si infatti era simpatico per quello :D
      Io ci giocavo con SuperMario e poi con un gioco di Batman.

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    3. Io ricordo nel gameboy il giochino delle tartarughe ninja :D. Uno dei miei amici lo aveva nel gameboy e anche nell'Amiga.
      Meglio nell'Amiga, era a colori :D

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    4. Grazie LaDama Bianca! Io avevo il primo Game Boy, quello grigio, al quale seguì quello in plastica trasparente.
      Che per inciso volli farmi regalare solo perchè me ne ero innamorato: aveva “tutti i meccanismi in vista” (come dicevo all’epoca)!

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  8. Non m'Nintendo troppo di questi giochi...e neanche di altri più recenti, tipo quelli che vedono giocare Juve ed Atalanta ad orari diversi da quelli del Milan...

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    1. Ho l'impressione che questa crociata sull'orario per Juve - Atalanta ci ritorni indietro, pensiamo a vincere stasera va là :D

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  9. Ahaha ecco perché era così strano!
    Però, geniale a modo suo, questo riciclo.
    Figo come sei venuto a scoprirlo! XD

    Moz-

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    1. Il bello è che l’intera serie di Kunio-kun subì un simile destino in Occidente.

      Un caso analogo fu appunto "Nekketsu Kōha Kunio-kun: Bangai Rantō Hen", sempre per Game Boy, al quale venne addirittura cambiata la grafica per farlo artificialmente aderire ad un franchisre già conosciuto in USA e Europa, divenendo “Double Dragon II”.
      E anche in questo caso lo venni a sapere a distanza di anni, guardacaso attraverso la medesima cartuccia che mi venne prestata alle medie. :)

      Ricordo lo shock nello scoprire che il terribile boss con la sega elettrica, in realtà, altro non fosse che un praticante di Kendo :D

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    2. Comunque io ero rimasto agli Exogini trasformati in Alieni quando erano Wrestler alieni XD.
      Bazzecole rispetto a questo gioco, dove calcio tra nerd, bulli, ecc. diventa il calcio reale XD

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  10. Eccomi col mio solito ritardo!
    Anche io avevo un nonno appassionato di calcio e milanista, che non si perdeva un programma in TV e aveva svariate radioline per casa.
    Come Nino, anche io avrei preferito Bim Bum Bam.
    Dici proprio il vero sul basarsi solamente sulle copertine o il retro con le mini immagini con 4 pixel totali. Se avevi la fortuna di guardarlo in negozio, altrimenti nei cataloghi era ancora peggio, a culo proprio!
    È vero, sembrano Gigi la Trottola 😂
    Ammazza comunque che memoria, tieni testa a Riky!
    Le password... mi capitano ancora oggi quando vado di retrogame ma è più semplice, una foto col cellulare e passa la paura 😁

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    1. Pensa che invece mio nonno calcisticamente parlando era solo...il tifo per l'Italia durante i mondiali.
      Cioè il tifo..guardava le partite :D
      E mio padre, pur essendo tifoso romanista, non è che sia mai stato così attento alle partite.

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