Petr Kouba, quando la gloria gli sfuggì letteralmente dalle mani



Petr Kouba, classe 1969, fu il portiere della Repubblica Ceca dei miracoli. La nazionale esordiente che conquistò un inaspettato secondo posto nell'Europeo 1996, la squadra di Pavel Nedved, futuro campione di Lazio e Juventus. Figlio d'arte (suo padre Pavel fu portiere, scomparso a soli 55 anni nel 1993), Kouba conquistò la maglia n.1 della nazionale grazie alle sue ottime prestazioni con lo Sparta Praga. Gli addetti ai lavori pronosticavano un radioso futuro, per lui.  Ma non fu così.

Kouba con la maglia dello Sparta Praga

Finale dell'Euro 1996, Germania e Repubblica Ceca avevano chiuso i tempi regolamenti in parità. Era la prima competizione giocata con il Golden Gol. Chi segnava per primo ai supplementari, avrebbe vinto la partita. Fu il tedesco Oliver Bierhoff a firmare il primo golden gol della storia. Si girò, nonostante la marcatura degli avversari, calciando di sinistro (non era il suo piede favorito). Forse una leggera deviazione ingannò Kouba. La palla sfuggì alle mani del portiere e si insaccò lentamente.

Una metafora, quel gol subito.

L'errore di Kouba nella finale con la Germania

Sfuggì la gloria di un primo posto, sfuggì anche la gloria dalle mani di Kouba. La dea bendata gli aveva voltato le spalle nel momento clou. Due anni prima Pagliuca, portiere dell'Italia, fece un errore simile, ma la palla carambolò sul palo e tornò tra le mani dell'estremo difensore azzurro. La palla sfuggita a Kouba si era infilata in rete.

Come molti suoi compagni, Petr Kouba trovò un ingaggio in un campionato importante europeo. Nella fattispecie quello spagnolo. Ma al Deportivo La Coruna fu chiuso dal camerunense Songo'o, l'anno successivo al Kaiserslautern (campionato tedesco) non scese mai in campo tra infortuni e una squalifica per doping di quattro settimane, conseguente proprio all'assunzione di un medicinale per alleviare i problemi alla cartilagine del ginocchio. Tornò in Repubblica Ceca un anno e poi ancora due stagioni in panchina al Deportivo. Vinse due campionati, proprio dopo l'Euro '96, con il Deportivo La Coruna e il  Kaiserlautern. Gli ultimi scudetti delle due compagini.

Kouba si appresta a parare il rigore di Kouba

Tuttavia, analizzando con attenzione quell'Europeo, Kouba aveva fornito prestazioni in chiaroscuro. Protagonista nei quarti con il Portogallo e in semifinale con la Francia, quando di piede fece una parata decisiva: sul tiro dagli undici metri dell'esterno offensivo transalpino Pedros, nella lotteria dei rigori finale. Giocò bene nel girone di qualificazione con l'Italia, mentre non fu convincente nella prima gara con la Germania (fu sorpreso da un tiro non imparabile dell'esterno sinistro Ziege, un mancino che in quell'occasione calciò un non irresistibile destro) e contro la Russia (Beschastnykh lo fulminò dalla distanza con un tiro potente, ma il portiere fu nettamente sorpreso).

Forse allora la gloria non gli era sfuggita con quella mancata parata al 94' della finale. Più semplicemente Petr si era trovato a confrontarsi con qualcosa di più grande delle sue qualità. Ma aveva comunque onorato il campo, nonostante tutto.

Metafora della vita, che ci mette alla prova: a volte pariamo un rigore, a volte ci facciamo sfuggire un pallone all'apparenza semplice.

Ciò che conta però non è vincere la partita, ma giocarla fino in fondo.

Un'uscita di Kouba nella gara con il Portogallo

Commenti

  1. Ciao Riccardo, posso lasciarti un caro saluto? Buona continuazione di estate.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinfo! Grazie, ricambio :). Non mi posso lamentare: sono in ferie. Rientrerò a casa tra pochi giorni, ma tornerò al lavoro il 5 agosto :)

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  2. Si diventa grandi solo beneficiando della casualità positiva.

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    1. Vero: nello sport il fato ha un ruolo piuttosto importante

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  3. Come dire che a volte la copertina conta...ma tutto sommato ha dato il massimo, e può bastare ;)

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    1. Vero, nello sport l'importante è dare sempre il massimo. Poi si può anche perdere, ma dopo aver dato tutto :)

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  4. Mi ricordo di Bierhoff al Milan. Papà ne parlava bene.

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    1. Ciao Claudia! Ci credo che ne parlava bene!!😉😉 Bierhoff fra i vincitori del 16° scudetto del Milan (stagione 98/99: 19 gol di cui 15 di testa!) con festa, tra l'altro, all'ultima giornata nel mio stadio di Perugia (Perugia-Milan 1-2 😃)
      In totale 44 gol in 119 partite col Milan...niente male direi!

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    2. Però!! Ovviamente non conoscevo i numeri.
      Wow..

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    3. In realtà Bierhoff era molto criticato dai tifosi del Milan, perché, pur essendo un gigante di testa, con i piedi non era molto forte (ma a Udine aveva segnato gol splendidi di piede). Ma a quei tempi avevamo la bocca buona. Pazzini, Lapadula, Torres, Matri, Luiz Adriano, André silva, Kalinic..tutti questi non erano ancora arrivati :D

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    4. Che faccio, vado col luogo comune? Vado: "Non si deve ma sputare nel piatto dove si mangia / si è mangiato" 😄

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    5. ahhaha! Bisognerebbe ricordare sempre che "Potrebbe andare peggio" :D

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    6. Comprare il Monza e farlo diventare il nuovo Milan? Si....può.....FAREEEEE!!!

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    7. Ma Montolivo te cul che l'hanno preso :D

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    8. Era un bravo ragazzoooo....era educatoooo...salutava sempreeee.... E poi invece era una spia!! Uno che se n'è voluto andare a parametro zero senza far incassare un cent alla Fiorentina (se non mi sbaglio!)

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    9. ahhaahahah un linguaccione :D
      Ma su classic football shirt la vendono la sua maglia? :D
      Fino a qualche mese fa c'era uno stock delle maglie più brutte, quelle rossonere con il retro nero e le tre strisce adidas grigie..

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  5. Un tipico caso di "sliding door"..pari un pallone e sei un eroe, fai una papera e ti prendono per un coglione, citando L'allenatore nel pallone :)

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    1. Terribile, tutto questo, perché la papera è costata comunque tanto a Kouba!

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  6. Povero Kouba...vedi quando viene a mancare il fattore c!! 😯
    Poi per un portiere basta pochissimo...come giustamente dice sopra fperale!

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    1. Davvero, c'è stata anche quella leggera deviazione sul tiro che lo ha messo in difficoltà. Chi ha giocato in porta (tu ad esempio) sa quanto anche una piccola deviazione possa creare problemi.

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    2. Eh già! Meno male che anche se capitava qualche cappella ogni tanto giocavo sempre dato che ero l'unico a cui piaceva stare fisso in porta...quindi male che vada cambiavo squadra! Come diceva Gaucci "Male che vada, va in serie B!"

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    3. ahahha bellissima la citazione gaucciana XD (un mio carissimo amico all'epoca imitava il litigio Matarrese Gaucci)

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