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| Immagine elaborata con ChatGpt |
La Gazzetta dello Sport riferisce di un Luciano Spalletti particolarmente nervoso, a causa di un mercato partito a rilento in casa Juventus. Il tecnico chiedeva anzitutto certezze sul portiere e sul centravanti, due ruoli chiavi dell'ossatura della squadra. Ma a oggi, ancora, quelle due caselle sono occupate da Di Gregorio, contestato portiere della passata stagione, e da Jonathan David. Vicario in realtà arriverebbe in tempi relativamente brevi, ma evidentemente la Juventus ha altri obiettivi oltre al "Dibu" Martinez; per il ruolo di centravanti, non sono del tutto tramontate le possibilità di riportare Vlahovic in bianconero, l'attaccante serbo non si è infatti ancora "accasato".
Spalletti, in cuor suo, vorrebbe altri rinforzi: un terzino sinistro da alternare a Cambiaso, un nuovo centrale difensivo da affiancare a Bremer, un trequartista puro (nel ruolo c'è McKennie), due nuovi centrocampisti, considerati i problemi fisici di Thuram. E magari un vice Conceicao migliore di Zhegrova, nonché un altro centravanti in sostituzione di Jonathan David.
Ma oggi anche le big italiane devono far fronte alle difficoltà del mercato, ai prezzi gonfiati dall'effetto Premier League, al numero elevato di esuberi che però, prima di essere tali, erano colpi di mercato a suon di milioni. Spalletti, allenatore navigato, doveva capire che non sarebbe stata sufficiente la "cacciata" di Comolli per cambiare le cose. Forse quel "nervosismo" di cui parla la Gazzetta fa parte di una strategia comunicativa per scuotere i propri dirigenti, oppure non esiste proprio. Ma se fosse invece un sentimento veritiero, allora Spalletti dovrebbe mettersi il cuore in pace: allenare, in Italia, impone anche una buona dose di aziendalismo.

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