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Ruben Amorim ci riprova. Il Milan visto a Udine era schierato con un interessante 4-4-1-1 che diventava 3-4-2-1. Le mosse a sorpresa sono stati l'impiego del giovane difensore francese Diawara nel ruolo di terzino sinistro e di Davide Bartesaghi come esterno sinistro, praticamente come vice Moreira. L'esordio di Diawara è stato positivo, Bartesaghi ha brillato nella nuova posizione che ne nasconde i limiti difensivi. Poi c'è l'interessante prestazione di Tomori, che dei 4 difensori era l'unico a sganciarsi, con l'accentramento di Hutchinson (da qui il 3-4-2-1): l'inglese è stato sul pezzo e ha sfornato anche un paio di assist niente male. È forse questa la strada che il Milan deve seguire, anche facendo rotazioni, indispensabili per gestire le energie fisiche e mentali. Bartesaghi in questa nuova posizione può finalmente sbocciare, alternandosi con il titolarissimo Moreira, che sempre da esterno sinistro sul piede forte ha fatto le sue partite migliori a Milano. Ed è interessante questo 4-4-1-1 anche in proiezione mercato.
A gennaio il Milan può chiudere per Goncalo Inacio, giocatore che Amorim conosce bene e che può ricoprire il nuovo ruolo di terzino sinistro (che in pratica è un braccetto), garantendo impostazione dal basso e soprattutto senza pestare i piedi all'altro mancino Pavlovic. Ma non solo. Se Diawara cresce può confermarsi come suo vice, quindi un'eventuale cessione di Estupinian non richiederebbe un sostituto. Al centro può giocare Gila; e a destra il Milan ha due soluzioni a costo zero, il rinnovo di Tomori (ovviamente se lo dovrà meritare nel corso della stagione) e il ritorno di Athekame a giugno. Finalmente, quindi, si intravede una struttura di squadra. Nel nuovo schema Amorim può benissimo riportare Rabiot in mediana e davanti sfruttare Pulisic e Cissè. A gennaio dovrà poi essere fatto un ragionamento su un secondo acquisto: potrebbe essere un centravanti, anche senza la cessione di Camarda. Perché questo 4-4-1-1 è molto simile a un 4-4-2 e disporre di un ulteriore centravanti permetterebbe alla squadra di incrementare il proprio potenziale offensivo. L'obiettivo, la prossima estate, è di creare una rosa finalmente di 22 titolari, 2 per ruolo, più il terzo portiere e un quinto attaccante, a cui aggiungersi un paio di giovani del Milan Futuro (Vladimirov ad esempio potrebbe fare il nono difensore).
C'è tanto lavoro da fare a Milanello: ma tra alti e bassi, ripeto, una squadra inizia a delinearsi, al di là delle rotazioni che spesso non pagano.


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