#Racconti: con le buone si ottiene tutto (in ricordo di Roberto)


"Con le buone si ottiene tutto", recitava un vecchio ritornello degli Articolo 31. Nella mia brevissima esperienza da dirigente della squadra di calcio Juniores del mio paese, questo ritornello era un mantra per me.
Nelle partite di calcio locale i toni a volte si alzano, soprattutto nei confronti degli arbitri.
Io non ho mai assistito a episodi di violenza verbale o fisica, ma ogni tanto qualche piccola scaramuccia scoppiava. Il mio paese non era ancora tornato amministrativamente in Provincia di Rimini, ma già partecipava ai campionati riminesi, quindi noi per gli avversari eravamo i "bifolchi", "montanari" e per di più "pesaresi".

Tra i dirigenti uno dei più esperti era Roberto, che era stato giocatore e aveva una lunga militanza, dentro e fuori dal campo, tra le fila della squadra gialloblu.

Ammetto che Roberto, alto ed esile, mi incuteva un po' di soggezione. Avevo a malapena 20 anni e lui, quando parlava, faceva tremare i muri.

Quel sabato pomeriggio di inizio autunno, in trasferta riccionese, sembrava però straordinariamente calmo.

Giocavamo contro una squadra rinomata a livello giovanile, che ci mise subito in difficoltà con la velocità del suo esterno d'attacco di fascia destra. Il Mauri, guardalinee designato, entrò subito in clima partita, sbuffando a più riprese. Come spesso accadeva, l'arbitraggio era casalingo. Niente di grave, tuttavia nel dubbio ogni fallo era a favore dei locali.  Intorno al 40' del primo tempo eravamo sotto di una rete, ma a un certo punto uno dei nostri giocatori si involò verso la porta avversaria, venendo abbattuto da un avversario.

L'arbitro non fischiò la punizione dal limite, né il cartellino giallo, sacrosanto.

Allora Roberto, che per tutta la partita era rimasto seduto in panchina, a braccia conserte e con le gambe accavallate, si tolse la sigaretta dalla bocca e pronunciò le prime parole dal fischio d'inizio.

ARBITRO, VAFFANCULO!
L'arbitro sembrava tarantolato, iniziò a gesticolare correndo e poi urlò un categorico "fuori", senza neanche indicare il responsabile.

Roberto si guardò attorno: "Chi deve uscire?", sembrava dire. Poi, sempre rimanendo seduto, disse:

Non dicevo a lei, signor arbitro, dicevo al mio giocatore

Niente, l'arbitro fu irremovibile.

Alla fine perdemmo 5-1.

Non sono sicuro che con le buone si ottenga tutto.

Di sicuro con le cattive l'unica cosa che si ottiene è un bel cartellino rosso.


Caro Roberto,
in quegli anni non sempre ci siamo "presi", ma avevo 20 anni e un po' di presunzione. 
Con il tempo ho compreso la tua passione, il tuo cuore, l'amore che ti ha legato al tuo paese e alla squadra del cuore, per i quali ti sei speso con generosità.
Ti ho ricordato con questo aneddoto, perché è un aneddoto che ogni volta mi regala un sorriso.
E poi so che non ti sarebbe mai piaciuto essere ricordato con elegie facilmente retoriche, troppo spesso vuote.
Non ti dimenticheremo: io, i tanti dirigenti che hanno lavorato con te, le generazioni di calciatori che hai visto crescere.
Grazie di tutto. 
E questa volta lo dico io, vaffanculo, a questo malevolo destino.

Commenti

  1. Tenerezza e passione infinita... ;)

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  2. Bello il tuo ricordo.
    Sono certa che Roberto ti farebbe un sorriso. ❤

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    1. Grazie Claudia <3,
      ne sono convinto anche io.
      Amava tantissimo il gioco del calcio e amava tantissimo viverlo dall'interno

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  3. Un ricordo che viene dal cuore.
    Saluti a presto.

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  4. Il mondo del calcio è particolare. Non c'è onestà nell'ambiente. Chi ti sputa in faccia, chi ti spacca una caviglia, le simulazioni continue e gli arbitri cornuti. Non si può valutare "con le buone si ottiene tutto". In generale dovremmo essere buoni e convincenti. La violenza è sempre da evitare.

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    1. Vero, non si può sempre porgere l'altra guancia nel calcio.
      Ma come hai detto tu, bisogna essere buoni e convincenti.
      Io per fortuna nella mia esperienza di calcio locale non ho mai visto violenza.

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  5. Giù il cappello, ottimo articolo.
    Non ho niente da aggiungere XD

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  6. Mi spiace che quel malevolo destino che te l’ha portato via.
    Un pensiero a te e a lui.
    Ciao

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    1. Grazie Max :),
      spero che lo ricorderanno in tanti qui nel mio paese.

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  7. Le care vecchie storie dai campetti di periferia :) Sono sicuro che il tuo ricordo sarebbe piaciuto anche a Roberto!

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    1. Grazie Fabri :). Sì, di storie da raccontare ne ho alcune anche io! ahah

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  8. Mi dispiace per Roberto.
    E quel vaffanculo, secondo me, era stato pronunciato proprio al momento giusto.
    Quanno ce vo, ce vo.

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    1. Vero, quanno ce vo, ce vo! :D.
      Anche se devo spezzare una lancia sugli arbitri del calcio locale, secondo me la maggioranza sono bravi e rispettosi.

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  9. Un grande modo per ricordarlo.

    Moz-

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    1. Grazie Miki! Per un uomo di calcio, non c'è di meglio che un aneddoto sul campo :)

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  10. Non sapevo nulla della tua breve esperienza da dirigente 😲
    Io non avrei mai potuto fare nulla di calcistico, giocatore, allenatore o qualsiasi altra cosa, perché ai torti arbitrali risponderei con le mani e non con i vaffanculo 😆
    Bell'aneddoto e come al solito, ricordi ogni singolo dettaglio quando si tratta di calcio, complimenti!

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    1. Grazie Ema! E' un "piccolo" racconto di gioventù, ma ho anticipato la pubblicazione sapendo della triste scomparsa di Roberto.
      Sì, ho iniziato come addetto stampa della squadra del mio paese (ottobre 2002), ma per un annetto sono stato anche dirigente della squadra Juniores.
      E' stata un'esperienza divertente, vivere le partite proprio a bordocampo, in panchina!

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