Ritratti: il mito di Johan Cruyff, il “Pelè bianco”


Ritratti: fatti, fuoriclasse e storie raccontati da Claudio D'Aleo


Prima di Marco Van Basten e Ruud Gullit l’Olanda e lo Sport nel suo “complesso” amarono un altro grande fuoriclasse “orange”. Anche lui “senza tempo”. Anche lui indimenticabile. Anche lui divenuto “leggenda”. Johan Cruyff. 

L’olandese “volante” (così fu definito il grande Johan) nacque ad Amsterdam il 25 aprile del 1942. Alto 1,80 cm. pesava 68 kg. Ha brillato particolarmente nell’Ajax e nel Barcellona le due squadre che lo resero praticamente “celeberrimo” agli “occhi” del Mondo. Con i “lancieri” ha giocato dal 1964 al 1973 collezionando 239 presenze e segnando 190 gol. Coi “blaugrana” ha giocato dal 1973 al 1978 totalizzando 48 reti in 143 partite. Ha concluso la sua fenomenale carriera da calciatore nel Feyenoord giocandovi dal 1983 al 1984 e segnando 11 reti in 33 partite.

Foto: Nss Magazine
Johan Crujff fu alfiere di un “metodo” pallonaro spettacolare e convincente precursore di ogni successivo “ fasto” calcistico. Un calcio “pane, libertà e fantasia” pietra miliare di ogni “modulo” successivo e di cui ancora oggi si avverte un grande bisogno. Un calcio “totale” e “spensierato” scritto, ideato e diretto da Rinus Michels e dai suoi indimenticabili Fuoriclasse capeggiati dal Mito dei Miti: Joh:n Cruyff, per l’appunto.

Il “Pelè bianco” come amò definirlo il grande Gianni Brera. Il Pallone racconta che nell’immaginario collettivo Cruyff fu secondo solo al grande Pelè, cioè al gioco del calcio fatto “persona”. Cruyff non aveva un ruolo “preciso” come un ruolo “stabilito” non lo aveva nessun calciatore “laureatosi” alla c.d. “Football University” di Rinus Michels. Solo un modo di dire ma l’idea di calcio che lasciò l’allora Maestro di Crujff fece tendenza e (tanta) Scuola.

Foto AFP 

Johan Cruyff era un “attaccante”. Punto e (forse) basta. Ala destra, mezzala, ala sinistra, centravanti, centrocampista d’attacco, trequartista. Era “tutto” e il fatto o, meglio ancora, il dono d’essere “tutto”, lo rendeva praticamente immarcabile e devastante per ogni difesa. Cruyff era forte di testa, di destro e di sinistro. Non indietreggiava davanti a nessuno e aveva un ‘ottima visione di gioco. Il “tocco” di palla era quello dei grandi Fuoriclasse. L’incedere pure. Andava via in velocità o in dribbling e non lo prendevi più.

 A quei tempi nessuno era abituato a quel calcio e a quel modo di giocare tutto estro, “finte” e fantasia. Si era abituati al “catenaccio” e al “contropiede”. A schemi più rigidi e intransigenti. A tattiche granitiche. A difensori arcigni e scorbutici che si appiccicavano addosso agli attaccanti avversari e non li facevano manco “respirare”. Ammiravamo registi che “passeggiavano” in campo e illuminavano la scena rispettando le “consegne”. C’erano terzini che facevano “solo” i terzini e “liberi” che difficilmente impostavano l’azione salvo tamponare egregiamente quelle altrui. Poca “poesia” e tanta “sostanza”. L’ABC di Michels rivoluzionò di fatto il gioco del calcio. Il Maestro olandese introdusse poco per volta quella “zona” spregiudicata e totale che stravolse schemi e tattiche e alla quale si ispirarono in seguito tutti i più grandi allenatori del “tempo”.

Nelle squadre di Michels, specie l’ Ajax e la Nazionale olandese, il terzino faceva l’ala, eccelleva in avanti e meno in difesa; il pressing a tutto campo era il motore del gioco; gli attaccanti “tornavano”a difendere  e l’anarchia in campo dettava legge. Pochi schemi e poche regole. Come nel Jazz. Un gioco speculare e totale che spesso ti costringeva a subire valanghe di reti a tutto vantaggio dello spettacolo e meno delle Classifiche.

In Italia la “zona” fu introdotta dal Grande “Barone” Nils Liedholm alla Roma prima e al Milan poi. Fu abbracciata da tanti altri allenatori con alterne fortune. Zeman in “primis”. Radice, Marchioro e Giagnoni, al Milan, ebbero non poche difficoltà.

Foto Usa Today

Johan Crujff indossava la maglia numero 14. Un numero che diventò Storia proprio grazie alle gesta del grande Johan. Vederlo giocare era una “goduria”. Le sue “movenze”, la sua innata eleganza, quella classe immensa con cui “respirava” calcio, il suo sfrecciare fiero e orgoglioso in ogni “dove” nel rettangolo di gioco e sempre a “testa alta” lo hanno reso “eterno” agli occhi di chiunque abbia amato e ami il gioco del calcio. Raffinato e “signorile” dribblava e “scartava” gli avversari come se davanti a sé non avesse avuto i migliori difensori del Mondo ma solo “dilettanti” in cerca di gloria.

Non era Omar Sivori (fuoriclasse argentino che giocò nella Juventus dal 1957 al 1965) che spesso “irrideva” gli avversari “dribblandoli” più volte. Però contro di lui “soffriva” chiunque.  Tanti difensori di allora avrebbero fatto “carte false” pur di non marcarlo. Non potevi “fermarlo” perché non lo vedevi mai. Era ovunque. Non pochi, quando se lo trovavano di fronte, pensavano d’essersi imbattuti un “dio” che si muoveva in campo quasi “camminasse sulle acque”. In area era spietato. Segnava a ripetizione e con una facilità impressionante.  Non era “solo” un calciatore. Era soprattutto un grande Campione. 

Foto Wikipedia
Pensavi di “trovarlo” davanti a te o ai lati e te lo trovavi invece in piena area di rigore pronto a far gol egli stesso o a mandare in rete un suo compagno di squadra. Talvolta si partiva dalla sua area di rigore per giungere in area altrui eludendo veemente ogni marcatura. Quasi fosse un “eroe mitologico” prestato al calcio. Aveva il pallone appiccicato ai piedi. Sapeva sempre cosa fare prima degli altri. Pensava e immaginava calcio prima ancora di scendere in campo. Giocava a pallone come i Beatles musicavano i loro canti. “Poeta” e “cantore”. .Fu amato e rispettato da chiunque gli avesse giocato accanto o contro. Niente nel calcio è più stato come il “suo” Ajax e la “sua” Olanda. Squadre inimitabili e irripetibili dove tutti sapevano fare tutto e chiunque partecipava a qualunque azione.

Foto Wikipedia
 Il grande Milan di Sacchi fu l’unica squadra europea che ne proseguì, o tentò di farlo, le mitiche “gesta”. Sacchi studiò moltissimo sia quell’Ajax sia quella favolosa Olanda. Le grandi squadre di Crujff e Krol, dei fratelli Van de Kerkhof e di  Rensenbrink “scrissero” il futuro. Non a caso il “grande” Arrigo vinse tantissimo. Specie in Europa. Genio  e profeta di un Calcio ormai consegnato alla Storia, Johan Cruyff si spense a Barcellona il 24 marzo del 2016 a causa di un male incurabile e inesorabile.  Pelè disse di lui: "E' stato un grande giocatore e, come allenatore, ha lasciato un'eredità molto importante alla famiglia del calcio. Il nostro sport perde una persona che è stata un grande esempio per tutti".

Claudio D'Aleo

Commenti

  1. E no, mi spiace, questo Pelè bianco proprio non l'ho mai sentito nominare.
    Ma è giusto che gli si renda onore se, com'è scritto, tanto ha dato al mondo del calcio.

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    1. Strano, è famosissimo :P,
      bene dai allora oggi hai conosciuto un altro grande fuoriclasse.

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  2. Un grandissimo. Concordo con la definizione di Gianni Brera: “Pelè bianco”.

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    1. Ringrazio Claudio, perché Johan è uno dei miei campioni preferiti, ma per me sarebbe stato arduo scrivere un pezzo su di lui :)

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  3. Uno dei più grandi della storia del calcio.
    Sereno giorno.

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    1. E' nella mia hall of fame assieme a Jascin, Pelé, Maradona, Van Basten, Baresi, Scirea, Maldini, Zidane, Nesta, George Best e Di Stefano :) (in ordine sparso)

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  4. Mi ricordo bene di Gullit, che hai citato. Ma questo Cruyff proprio no, mai sentito nominare.

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    1. Come per Claudia, in effetti dipende anche dalla vostra giovine età, io pure non l'ho mai visto giocare (se non per i soliti filmati d'epoca), ma ovviamente da esperto e appassionato non posso non conoscerlo. Ma come detto a Gus, avrei fatto fatica a scrivere un pezzo su di lui. Per fortuna ci ha pensato l'inappuntabile Claudio.

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  5. Conosco ovviamente di fama :) sono troppo giovane per ricordarlo come giocatore, lo ricordo solo come allenatore... comunque ha fatto sicuramente la storia!

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    1. Ecco, come allenatore mi ricordo che lo odiai nel pre-finale della coppa dei campioni 1994..ahhaah..

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  6. Peccato per i Mondiali da lui persi, meritava di vincerne almeno uno...e tuttavia resterà sempre uno dei più grandi ;)

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    1. Grande rammarico che quella splendida Olanda non abbia vinto la Coppa del Mondo...già.

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  7. Eccolo qui, il mio giocatore preferito! Il mito 😍💖

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    1. Basta guardare il primo minuto della finale Germania - Olanda 1974...ora magari non farà più tanta "impressione" ma penso che all'epoca la gente allo stadio rimase così 😲😲 stropicciandosi gli occhi!

      Ho sempre il rammarico che gli orange nell'occasione si siano come dire "specchiati" un po' troppo, altrimenti quella finale l'avrebbero vinta...ma alla lunga il solito pragmatismo e fisicità teutonica hanno avuto la meglio!

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    2. Per quanto riguarda il discorso Nazionale c'è anche da aggiungere che sì Cruijff ovviamente, ma era un meccanismo collaudato "a orologeria": praticamente la Nazionale olandese era l'Ajax con qualche piccolo innesto da altre squadre, come Wim Van Hanegem (un pezzo importantissimo della squadra) e il mitico Jongbloed del quale devi assolutamente fare un post nella sezione "portieri"...a meno che tu non l'abbia già fatto e sto facendo una gaffe io nel chiedertelo!! 😅😅

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    3. Come cazzo hanno fatto a perdere quella finale! Me lo chiedo ancora...
      Ahah Jongbloed lo conosco poco! Penso che l'unico portiere olandese del quale possa parlare è il mitico Van der Sar...in subordine De Goeji, che era soprannominato PIPPO :D

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    4. Come ti dicevo, io penso che a un certo punto hanno pensato di averceli in pugno e invece i tedeschi li hanno ben bene lavorati alle costole grazie alle salite di Hölzenbein, le incursioni di Overath, di Breitner fra gli altri...e poi tenere una lepre guizzante come Gerd Müller non credo sia stato alla lunga facile per nessuno!!

      De Goeij: uno degli ultimi portieri "baffati" che ricordo!! Se ne parlava in altri post... 😊

      Van der Sar ha avuto una carriera stupenda e alla Juve era diventato il più idiota su piazza...me ne è sempre dispiaciuto!!

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    5. Comunque anche la Germania era forte eh :D e in porta aveva Maier!
      De Goeij era veramente bruttino, anche come stile di portiere :D

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    6. Beh si, De Goeij non era proprio una cima!

      Ma certo che la Germania era forte! Diga in difesa, roccia e fantasia a centrocampo (pensa se avesse giocato pure Netzer, che roba!!) e un bell'attacco frizzante! E Sepp Maier non ha certo bisogno di "presentazioni" !

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    7. Grande Netzer, uno dei miei idoli tra le all-stars di Pes!

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    8. Bisognerebbe fare la all stars di pazzerelli/ribelli/talentuosi! Netzer, Best, Friday, Vendrame, Zigoni, Pfaff e molti moooolti altri!!!

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    9. Merita un post anche lui!! 😉😉

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    10. Ecco, rispetto a Jongbloed è più facile per me il post su Pfaff :D

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