Ritratti: il 'mito' di Ruud Gullit, fuoriclasse anarchico che fece tendenza


Ruud Gullit non è mai stato un calciatore come tanti altri. Lui, il mitico “trecciolone” rossonero fu soprattutto il “cervo che usciva dalla foresta”. Lo soprannominò così Vujadin Boskov, compianto e storico allenatore della Sampdoria” sculettata di Vialli e Mancini e grande scopritore di talenti. Boskov rimase impressionato da quel gigante possente che trattava la palla con dolcezza. Un fuoriclasse più unico che raro che diventava incontrastabile quando sfrecciava imperioso verso il portiere avversario.



In effetti Ruud Gullit incarnò in se stesso dosi enciclopediche di classe e forza innate. Vederlo uscire dalla propria area di rigore saltando come birilli chiunque si sovrapponesse tra lui e il pallone, era uno spettacolo pazzesco. Classe e potenza. Tecnica “olandese” e “tocco” di palla elegante. Sempre sorridente, sempre allegro. Amava la vita come amava se stesso. Aveva la spregiudicatezza e l’orgoglio dei grandi Campioni. In lui albergava un “mix” devastante di muscoli, astuzia e creatività.



Di Gullit non ne sono “nati” altri. Né, a nostro avviso, ne nasceranno. Ruud rimarrà nelle enciclopedie del calcio come un fuoriclasse irripetibile. Dove la trovi un’altra “Montagna” che sappia correre palla al piede come una lepre tra le maglie di qualunque difesa, anche la più ermetica? Ciò che Ruud Gullit diede a se stesso, a tifosi, stampa e appassionati di calcio e di sport, si fermò a lui. Non abbiamo più visto fuoriclasse simili “strutturati” in quel modo. Nessuno dopo di lui ha portato avanti quel concetto di potenza straordinaria e classe purissima abbinate al pallone. Gullit si fermò a Ruud. Cioè a se stesso. Non ebbe “cloni”.



Lui i difensori avversari non li “saltava”. Lui se li portava appresso quasi non fosse marcato da nessuno. Spaziava in lungo  e in largo sul rettangolo di gioco quasi fosse un “marziano”. Nel suo girovagare indisturbato in ogni “dove” del campo fiero e mai contrastato a sufficienza perché era difficile marcarlo, Ruud  seminava il panico tra le maglie delle difese o puntando con decisione l’area di rigore o dialogando con chiunque si trovasse a gestire assieme a lui la manovra d’attacco. Era una “montagna”. Alto, “grosso”, forte. Un “Maciste” velocissimo e tecnicamente straordinario. Gullit entrava in campo come Superman. Svestiva gli abiti borghesi per rindossare la casacca rossonera. Aveva un chiodo fisso: condurre il Milan alla vittoria. Clark Kent interveniva ovunque ce ne fosse bisogno trasformandosi in Superman, l’uomo d’acciaio. Lui , Gullit, ad ogni partita si trasformava in se stesso, ed erano “dolori” per tutti. Van Basten che pure fu Fuoriclasse assoluto e purissimo anch’egli, teneva in debita considerazione il “carisma” di Gullit. Costituivano una coppia micidiale in campo, parecchio affiatata fuori.



Vedere giocare Ruud Gullit era bellissimo. Forte, aitante, impavido. Un “Maciste” abile di testa, abile nel dribbling, abile palla a terra. Sulla fascia diventava un “treno in corsa”. In area di rigore era una sentenza. Non segnava molto, ma era comunque temibilissimo. La sua vita era tutta reggae, dreadlock e gol. Il “Bob Marley” di quel preciso contesto storico e calcistico. Con quelle trecce leggendarie spazzava via chiunque volesse impedirgli di scaraventare il pallone in rete o di trasformare l’azione da difensiva a offensiva. Amato e stimato da compagni di squadra e avversari, creava “superiorità numerica” con una facilità e una disinvoltura disarmanti. Sradicargli la palla dai piedi non era facile per nessuno. Fare a “sportellate” con lui men che meno. “Rischiavi” l’infermeria. A volte si aveva l’impressione che gli avversari si consigliassero l’un l’altro non solo su come contenerlo ma soprattutto sul come evitarlo.



Ruud Gullit è nato ad Amsterdam il 1 settembre del 1962. Alto 190 cm. pesava 83 kg. Ha giocato nel Milan dal 1987 al 1993 realizzando 35 reti in 117 partite.  Dopo una breve parentesi alla Sampdoria dove ha giocato dal 1993 al 1994, tornò al Milan nel 1994 per poi fare ritorno alla Sampdoria nel 1994/1995.



Il “vero “Gullit fu quello dei primi trascorsi rossoneri.  Al Milan fu felice, “libero” di esprimersi e di sprigionare tutto il suo esplosivo talento. Ottimo il rapporto con Sacchi, meno quello con Berlusconi. Andò via dal Milan per tanti motivi, tecnici e ambientali ma soprattutto fisici. Coi rossoneri ha vinto 3 Scudetti, 3 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe europee, 2 Coppe intercontinentali. Ha vinto il pallone d’oro nel 1987.



“Figlio” di quel calcio totale pensato e disegnato da Rinus Michels, Ruud Gullit fu un giocatore universale che fece epoca. Non aveva un “ruolo” ma ne incarnava tanti. Poteva giocare sia davanti alla difesa che in ogni zona del centrocampo e dell’attacco. Contenerlo in uno schema soltanto era compito arduo per qualunque allenatore. Ruud giocava ovunque. Anche Arrigo Sacchi dovette farsene una ragione. Nel Grande Milan “sacchiano” Gullit indossava la gloriosa maglia numero 10 e di quella maglia fu “servitore” fedele e impareggiabile per tanti anni. Il grande “Barone” Nils Liedholm, quando lo vide giocare al Torneo Gamper a Barcellona nel 1986, ne rimase estasiato e pensò a lui come al nuovo “Falcao”. Quando Berlusconi prese il Milan volle a tutti i costi Gullit per schierarlo a centrocampo davanti alla difesa con Van Basten e Virdis “liberi” di far gol.  La storia ha poi trasformato Ruud Gullit nel magnifico giocatore  a “tutto campo” che anche oggi chiunque ama ricordare. Van Basten fu grandissimo ma fuoriclasse diverso dal mitico Ruud. 


Il Gullit che ogni tifoso del Milan ama ricordare fu quello della storica e leggendaria prima finale di Coppa dei Campioni del Grande Milan di Sacchi e Berlusconi. Camp Nou di Barcellona, 24 maggio 1989, Milan Steaua Bucarest 4-0. Doppiette di Gullit e di Van Basten entrambi protagonisti di una gara magistrale. Dopo aver segnato il suo secondo gol, il terzo di quella magnifica e memorabile finale, Gullit si diresse felice e commosso mani al petto verso la tifoseria rossonera in delirio.



Immagini indimenticabili che ancora oggi ci fanno piangere di gioia. “Anatomia” di un Campione senza eguali.

Claudio D’Aleo

Commenti

  1. Come ti dicevo ieri, oggi non è proprio giornata.
    Qualcuno mi fa i dispetti.
    E il Gullit lo rappresenta per antonomasia.. ❤

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    1. Mi fa piacere che tu abbia inaugurato i commenti in questo post <3
      invece ieri sera psicodramma milanista in pochi minuti, ahhaah.
      Va beh, l'Europa League è una bella coppa solo se la vinci :P

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  2. Un servizio eccezionale che Gullit meritava. Una forza della natura e piedi buoni.
    Concordo, non nasceranno più calciatori come Maradona e Gullit.

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    1. grazie Gus, passo i tuo complimenti all'amico Claudio.
      Gullit era eccezionale perché era un mix di tecnica e forza. E per la sua grande duttilità, potendo ricoprire più ruoli.

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  3. A me faceva davvero tanta simpatia, probabilmente per i suoi capelli :) lui si che me lo ricordo bene.

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  4. Mitico Gullit, con la pettinatura a moccio, spesso veniva usato per prendere in giro qualcuno dalla capigliatura simile (solitamente donne): "ao, me pari Gullit!"
    Comunque fa parte di un Milan a cui sono affezionato, anche se in quegli anni in casa mia il derby era Roma-Milan, gli sbiaditi non li calcolavamo proprio se non per prenderli per il culo.
    Non lo facevo così alto.
    Bello il paragone con Clark Kent, ovviamente non potevo che apprezzare!

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    1. Infatti l'ho voluto evidenziare, perché ti volevo fare esaltare :D
      La pettinatura a moccio, ahhahahahha, è vero :D.
      Gli sbiaditi, muahhaah

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  5. un grande campione, erano gli anni della mia adolescenza ma essendo interista capirai bene che devo fermarmi qui :-)

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    1. ah ecco, quindi sei tifosa neroazzurra :), fai felice così altri due blogger che passano qui, Digito e Mariella S. :D

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  6. Un calciatore di grande personalità.
    Saluti a presto.

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    1. estroso e fantasioso, in campo e fuori :) grazie Cav

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  7. Non mi esprimo sul lato calcistico per ovvi motivi però sappi che se metti al posto della faccia di Gullit il viso di una bambina avrai la mia nipotina che ha i capelli super sparati come i suoi. Per questo Mizio la chiama Gullit ogni tanto xD

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    1. i capelli come Gullit? che figataaaa :D
      Anche io voglio avere un parente e chiamarlo Gullit

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  8. Ancora adesso non riesco a capire in che ruolo giocasse :D era proprio universale! Ho letto ultimamente che il Berlusca pretendeva 30 giorni di astinenza sessuale prima di una finale di Coppa Campioni (proprio lui poi!!) e lui gli rispose "dottore io con le palle piene non riesco a correre!" :D

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    1. Con Sacchi giocava come trequartista sostanzialmente, con Capello attaccante o esterno, infatti poi con Capello il rapporto non fu buonissimo. Nella Samp faceva l'attaccante, nel Chelsea ha chiuso nel vecchio ruolo di difensore.
      Bellissimo l'aneddoto! :D

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  9. Oggi è giornata di ricordi...mio padre fu il primo ad applaudire in quel famoso 2-3 al S. Paolo. Appena adolescente col DNA da ultras non capii subito incrociai il suo sguardo e cominciai ad applaudire con la morte nel cuore. Però mi aiutò a stare meglio per questo ho capito mia figlia e fortunatamente l'hanno capito anche gli altri 2700 :).

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    1. Bellissimo questo tuo ricordo...
      a quei tempi certi campioni avversari era impossibile non applaudirli.
      Valeva anche per i milanisti con Maradona, ad esempio.

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  10. Il trio olandese del Milan fu indimenticabile anche per un non milanista come me che ne invidiava la grandezza.

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    1. Bisognerebbe "clonarli" e metterli nel Milan di oggi, senza Higuain.
      Farebbero grandi anche i giocatori che abbiamo adesso...

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  11. Grandissimo calciatore. Vero quello che dite, vederlo giocare dal vivo è stato bellissimo.
    Vederlo anche in abiti borghesi però non era malaccio, anzi :-)

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  12. Ruud. Eccone qui un altro! Un altro del "mio" Milan preferito di sempre: quello degli olandesi.
    Un ciclone, ecco cos'era Gullit.
    Troppo brutto ricordare i suoi problemi fisici degli ultimi tempi al Milan :(
    Concordo con il tuo amico Claudio: non ne nascerà uno uguale, di calciatore. Come si suol dire: "hanno buttato via lo stampo!"

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    1. Problemi fisici e anche di feeling con Capello. A meno ti riferissi alla breve parentesi del 1994-95...
      Ma noi ricordiamo il grande campione che è tornato anche da un grave infortunio, nel 1990...

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  13. Nostalgia canaglia!! ... mengono sempre in mente le due fantastiche notti di Barcellona : la festa prima e dopo il trionfo! Che Milan!!

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    1. Caspita..Ma tu eri presente sul posto? Emozione pura!😍

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