Carmelo Imbriani, la stella che si è spenta troppo presto


Carmelo Imbriani, nato a Benevento il 10 febbraio del 1976, fu nei primi anni '90 uno dei giocatori di spicco del settore giovanile del Napoli. Attaccante rapido e dotato tecnicamente, partner ideale per il classico ariete dell'area di rigore, da ragazzino Imbriani aveva resistito alle sirene del Milan: l'osservatore Zagati voleva portarlo a Milanello, lui, naturalmente di concerto con la famiglia, rifiutò un'offerta da 500.000 lire al mese, più vitto e alloggio, per rimanere nella sua amata Campania. Andò al Napoli ed esordì in Serie A a 18 anni, il 27 febbraio del 1994, in Napoli-Cagliari, partita conclusasi con la sconfitta dei partenopei per 2-1. Il suo allenatore era Marcello Lippi, futuro tecnico della Juventus e della nazionale italiana.

Il gol di Imbriani al Brescia

Imbriani fece il debutto da titolare il 14 maggio del 1995 a Brescia: segnò una delle due reti che permisero al Napoli di vincere 2-1. La stagione successiva fu impiegato con continuità dal suo mentore, l'allenatore Vujadin Boskov: 25 presenze e 2 reti, una segnata all'Inter. Il Guerin Sportivo gli dedicò un articolo: "La favola di Carmelino". Una favola che si interruppe nell'estate 1996. Boskov, che si era opposto un anno prima alla sua cessione in prestito in C, lasciò la panchina del Napoli. Imbriani non rientrava nei piani della società e fu mandato in terza serie, alla Pistoiese. Una storia che leggiamo spesso, negli annali del calcio. Un allenatore che ti dà la fiducia, un allenatore che te la toglie.

Imbriani aveva così respirato l'aria del grande calcio, ma seppe mettersi in gioco nelle categorie inferiori. Lasciò Napoli e si affermò in Serie B al Genoa e al Cosenza, per poi vestire anche la maglia del suo amato Benevento. Appese le scarpe da calcio al chiodo, divenne allenatore, del Benevento, nella stagione 2011-12. Ma poi Imbriani dovette affrontare la partita più dura: quella con il Linfoma di Hodgkin, una malattia che purtroppo lo allontanò per sempre dall'affetto dei suoi cari, in primis la moglie Valeria e i figli Sofia e Fernando, il 15 febbraio del 2013.

Il Benevento calcio decise di intitolargli l'antistadio, qualche mese dopo quella tragica scomparsa.

Noi lo ricordiamo sorridente in campo con la maglia azzurra del Napoli.

Prendeva un milione di lire al mese, il minimo salariale.

Ma era felice di inseguire il suo sogno. Dopo il gol al Brescia gli chiesero il suo desiderio più grande. Lui rispose così.

Rivedermi stasera alla domenica sportiva!

Commenti

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    1. Molto...quasi da romanzo..gli esordi subito al vertice, la caduta, la risalita, poi il tragico epilogo.

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    1. Molto triste. Imbriani mi era simpatico, quando ero ragazzino.
      Il calcio e la vita sanno purtroppo essere spietati

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  3. Lo ricordo come giocatore, una delle tante "meteore" della serie A che poi si perdono, non mi ricordavo la triste fine che ha fatto poveretto..

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    1. Triste fine e sono felice che a Benevento lo abbiano voluto ricordare!

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  4. Il calcio è anche questo, purtroppo.

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    1. Esatto, il calcio è fatto di tanti giocatori che assaporano la Serie A e poi spariscono.
      Nel caso di Imbriani purtroppo il destino è stato infausto anche nella vita.

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  5. Ciao! Peccato per questa triste fine, di sicuro era una persona che amava molto il calcio...

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    1. Esattamente, alla fine giocava da giovane in Serie A prendendo pochi soldi, ma con grande entusiasmo! ciao Silvia

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  6. Tristissima! Inutile dire che da tifoso del Napoli melo ricordo molto bene, anche se ammetto che il Napoli poteva trattarlo molto meglio.

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    1. Infatti, al di là del cambio di allenatore, non capisco come un giocatore con più di 20 presenze in A sia stato spedito addirittura in C.

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  7. Storie che dimostrano come la malattia non guardi in faccia proprio nessuno.
    Hai fatto bene a ricordare questo brav'uomo e atleta.

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    1. Infatti..tanti sportivi purtroppo hanno conosciuto lo stesso destino di Imbriani...

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  8. Credo giocasse in coppia con Aglietti se non ricordo male, il secondo lo ricordo perché ebbe un bel passato nella mia città.
    Poteva avere più fortuna, da calciatore, e nella vita.

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    1. Era l'anno prima, con Agostini: si alternavano lui o Di Napoli.

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  9. Quanta tristezza...
    Ero presente allo stadio San Paolo proprio durante la partita della prima foto, con l'Inter con quella imbarazzante divisa. Avevo 15 anni.
    Mi fa piacere che ci si ricordi ancora di questo grande professionista, ancor di più una bravissima persona.
    Ciao Carmelo.

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    1. Ciao Guido, grazie per la tua testimonianza.
      Non sono tifoso del Napoli, ma quegli anni per me sono stati indimenticabili, da giovane appassionato di calcio. E non riuscii mai a capacitarmi di come si fosse spenta, troppo presto, la stella di quel giovane e promettente attaccante.

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