Angelo Pagotto, la stella che ha brillato troppo poco


Sono sempre stato affascinato dal ruolo del portiere, fin da bambino. E Angelo Pagotto è stato uno di quei portieri capaci di affascinarmi.
Nella stagione 1995-96 tra i pali della Sampdoria ci fu un avvicendamento. Il mitico Walter Zenga fu costretto a rimanere fermo per un infortunio. Prese il suo posto Angelo Pagotto, giovane estremo difensore scoperto in C, nella Pistoiese.

Pagotto para un rigore alla Pistoiese

Pagotto alla Sampdoria

Esordiente in serie A, giocò un buon campionato, anche se nell'ultima parte di stagione alcuni errori vistosi e il ritorno di Zenga lo spedirono in panchina.
Tuttavia guidò l'Italia Under 21 alla conquista del titolo Europeo, parando due tiri nella lotteria di rigori in finale, contro la Spagna. Fermò le conclusioni dei due fuoriclasse: Raul del Real Madrid, che con il tempo divenne uno dei più grandi giocatori della storia del calcio; De La Pena del Barcellona, regista di centrocampo che invece non mantenne le promesse. Ritagliai la foto della seconda parata e la misi nel grande murales di foto che campeggiava sulla porta della mia camera: Pagotto smorzò prima il tiro, poi bloccò la palla sulla linea.



Fui felice quando qualche settimana dopo il Milan lo ingaggiò come portiere da affiancare a Sebastiano Rossi.
Consideravo Seba un portiere in declino e non vedevo l'ora che il Milan lanciasse un giovane talento tra i pali.
Quell'anno però fu infausto per tutti: per i portieri, per la squadra, per gli allenatori.
Oscar Tabarez, il grande allenatore uruguaiano che al Milan non ebbe fortuna e  che prese il posto del pluridecorato Fabio Capello, gli preferì il veterano Rossi. Questi però commise diversi errori.
Arrigo Sacchi, lasciata la nazionale per tornare sulla panchina del Milan al posto di Tabarez, esordì con una sconfitta clamorosa in Champions League, avversario il Rosenborg, che condannò il Milan all'eliminazione. Rossi fece un altro grande errore, così per la sua personale prima in campionato, l'allenatore di Fusignano lanciò Pagotto da titolare.
L'ex Samp non fece male, ma dopo poche partite tornò titolare Rossi.

Pagotto all'esordio con il Milan in campionato, avversario l'Udinese

Tuttavia il 27 gennaio il Milan giocò un torneo di calcio a sei ad Amsterdam con Ajax, Liverpool e Glasgow Rangers, vincendolo. Pagotto fu votato miglior portiere della competizione e fu scelto come titolare per la gara di campionato casalinga con la Sampdoria, la vecchia squadra del portiere.
Dopo un minuto, su un retropassaggio, Pagotto perse palla nel tentativo di stopparla con i piedi e la Samp fece gol. La gara finì con la sconfitta del Milan per 2-3 e un'altra rete "balorda", una punizione di Mihajlovic che sorprese l'estremo difensore rossonero.

Il primo errore di Pagotto...

Il secondo errore di Pagotto

Dalla partita successiva tornò Rossi e per Pagotto ci fu solo qualche presenza sporadica in assenza del titolare.

L'estate successiva il Milan lo cedette all'Empoli, ma in Toscana non brillò: Roccati, l'anno prima riserva in serie B a Ravenna, divenne il titolare, mentre Pagotto fu scambiato nel mercato di riparazione con il serbo Kocic, finendo a Perugia in serie B. Riconquistò la massima serie con gli umbri, ma dopo poche partite fu messo nuovamente in disparte.

La sua carriera è stata poi un'altalena, complice anche problemi extracalcistici.

Ho il rammarico perché questo ragazzo secondo me aveva buone doti e soprattutto buoni fondamentali. Concedeva poco allo spettacolo, era sobrio e pulito nelle parate.

Aveva bisogno di un allenatore e di un preparatore dei portieri che gli dessero fiducia e lo facessero crescere.

Pagotto pagò anche il cambio di mentalità della scuola italiana.

Lui faceva parte ancora della vecchia scuola, mentre i giovani talenti, da Buffon ad Abbiati, da De Sanctis a Lupatelli, erano portieri dall'atteggiamento più "aggressivo": smaliziati e coraggiosi nelle uscite, non cercavano di leggere in anticipo la situazione di gioco, bensì intervenivano in maniera repentina, cercando di precedere la mossa dell'avversario.
Se fosse nato qualche anno prima, forse avrebbe avuto una carriera più ricca di soddisfazioni.

Commenti

  1. Ha brillato troppo poco forse perché brillante è stato troppe poche volte..

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    1. Guarda, in realtà le doti le aveva. Era un buon pararigori. Aveva un buon colpo d'occhio. E' stato sfortunato perché si è ritrovato in una fase di passaggio, tra la vecchia e la nuova generazione di portieri. Era un po' insicuro e l'essersi "bruciato" al Milan ha pesato!

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