Giant Killing: recensione del manga n.1 sul calcio


Oggi vi parlerò di "Giant Killing", manga calcistico importato ed editato in Italia da Panini Comics.

In "Giant Killing" non troverete tiri della tigre, tiri del falco, portieri che si sbriciolano i polsi in parate impossibili, 12enni che dribblano intere squadre. "Giant Killing" racconta in modo realistico le partite del campionato giapponese: giocatori e squadre inventate (che però sono localizzate nelle diverse città giapponesi), con la costruzione di un universo parallelo alla realtà, ma molto realistico. Il manga spicca per bellezza dei disegni, della ricostruzione di stadi e maglie, ma soprattutto l'autore costruisce partite dall'andamento credibili, azioni finalmente realistiche.

Un gol di Gino "Il principe" Yoshida

Tifosi dell'Etu in festa

Il protagonista dell'opera poi non è il solito fuoriclasse emergente, ma un allenatore: il 35enne Takeshi Tatsumi, ex talento del Tokyo East United (Etu), la seconda squadra della Capitale, lasciata poi per cercare fortuna in Inghilterra, non riuscendoci però per un infortunio che lo ha costretto a un prematuro ritiro.  In Inghilterra Tatsumi inizia la sua carriera da allenatore, portando una piccola squadra di quarta divisione alla finale di Fa Cup, sfiorando il "Giant Killing" a danno di una squadra di Premier League, il Portsmouth. "Giant Killing" è un modo di dire inglese che si riferisce appunto ai casi in cui a vincere è la squadra più debole. Sovvertire i pronostici è la filosofia di mister Tatsumi, che decide di tornare a Tokyo per risollevare le sorti della sua ex squadra, solita a navigare tra la bassa classifica di Serie A e la Serie B.

Tatsumi catechizza i propri giocatori in Inghilterra

Uno dei punti di forza di "Giant Killing" è la caratterizzazione di tanti personaggi, non solo i giocatori dell'Etu, ma anche di quelli delle squadre avversarie. Come co-protagonista possiamo certamente fareil nome di Daisuke Tsubaki: il giocatore emergente, ma non il solito fuoriclasse già pronto alla Tsubasa, che sciorina magie senza sbagliare un pallone, o il "ribelle" da forgiare come Kyosuke Kanou (protagonista di Hungry Heart, il secondo manga calcistico dell'autore di Captain  Tsubasa). Tsubaki è velocissimo, ha una buona tecnica, ma è un giocatore estremamente insicuro e altalenante. La sfida di Tatsumi non è dunque vincere lo scudetto, quanto tenere la sua squadra lontano dalla retrocessione e soprattutto valorizzare i giocatori della propria squadra. Obiettivi realistici che rendono ancor più appassionante il manga.


Uno splendido gol di Tsubaki

Tra i calciatori di spicco dell'Etu ci sono anche il "Principe" Gino Yoshida, italo giapponese di estremo talento, proporzionale però all'indolenza, e il capitano Murakoshi, che inizialmente avrà uno scontro con Tatsumi: il quale riuscirà a fargli capire di non dover ragionare più né da allenatore, né da uomo della società, ma solo da calciatore e capitano.

Primo incrocio tra "Il principe" Yoshida e Tatsumi

Tatsumi è quindi il "deus ex machina" di tutta la vicenda. Nel corso dell'opera sono avvincenti i "duelli" con gli allenatori rivali, personaggi tutti ben caratterizzati. E molto suggestivo il rapporto che nasce dal primo incontro con il francese Blanc, allenatore della nazionale giapponese.

In definitiva "Giant Killing" è per me il manga calcistico numero uno: si respira il vero calcio, dalla prima all'ultima pagina. Con buona pace per gli appassionati di tiri che polverizzano muretti e di portieri che saltano sui pali.

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