Beto e Caio. Non erano Alemao e Careca


Nell'estate del 1996 il Napoli presentò alla stampa i due gioielli della campagna acquisti, entrambi di nazionalità brasiliana.

Caio Ribeiro Decoussau, attaccante, si rivelò da 19enne nel San Paolo, segnando 14 reti in 31 partite. Al termine della stagione 1994-95 l'Inter di Moratti si assicurò le sue prestazioni investendo 7 miliardi di lire. In neroazzurro fu una stagione senza gloria: sei sole presenze in campionato e nessun gol, altre due presenze a secco in Coppa Italia. Ma nella Gold Cup, torneo riservato alle nazionali del Continente Americano, Caio e il compagno di squadra Savio incantarono, segnando tre reti nelle prime tre partite, prime di essere sconfitti in finale dal Messico. La stoffa doveva esserci e Caio fu ceduto in prestito al Napoli.

Caio sorretto dai compagni Milanese e Caccia

Joubert Araújo Martins, detto Beto, era classe '75 come Caio, ma giocava a centrocampo. Rivelatosi nel Botafogo, costò al Napoli 5 miliardi di lire. Il suo presidente Ferlaino fece intendere che fosse più forte di Roberto Baggio. E a Beto fu consegnata la storica maglia n.10 di Maradona. Nell'1-3-4-2 di Simoni, Beto doveva essere il talentuoso regista, affiancato dal mediano Boghossian, mentre Caio era chiamato a fare coppia con Caccia, attaccante prelevato dal Piacenza.  I tifosi partenopei confidavano di aver trovato i due eredi di Alemao e Careca, grandi protagonisti dell'epopea del Napoli maradoniano.

Beto con il terzo brasiliano del Napoli, André Cruz

Purtroppo per loro, Caio e Beto furono delle meteore.

Caio giocò 20 partite di campionato, senza mettere un solo pallone alle spalle del portiere avversario. Beto fece leggermente meglio: 22 partite e  4 reti, ma soprattutto il gol che portò il Napoli alla finale di Coppa Italia (poi persa contro il Vicenza).


Per l'occasione, Bruno Pizzul lo chiamò Caio, confondendolo con il compagno. La sua rete più bella fu però alla quarta giornata di campionato, in casa della Sampdoria. Beto prese palla, partì in slalom, saltò con un tunnel un avversario e dal limite dell'area scaraventò di sinistro all'incrocio dei pali. Un gol degno della maglia n.10 di Maradona.

Beto era il più talentuoso dei due, ma si vociferava non facesse proprio vita da atleta. E dopo le feste, trascorse in Brasile, arrivava sempre inevitabilmente in ritardo.

Una prodezza di Beto nella moviola di Spartaco Pupo (dal Guerin Sportivo)


Caio e Beto lasciarono l'Italia al termine del campionato 1996-97. Beto giochicchiò in Brasile e vinse la Coppa America con la sua nazionale nel 1999. Caio, soprannominato "dottorino" per il suo volto gentile e carino, da studente modello piuttosto che da squalo delle aree di rigore, decise di ritirarsi dal calcio a 30 anni, diventando modello. 

Commenti

  1. Mancavano Tizio e Sempronio e sarebbe stato un trio fantastico :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tipo Nakata e Pecchia (anche se questa è solo per romani doc..)

      Elimina
    2. ahah, 'na catapecchia lo dicevamo anche a Novafeltria (una catapecchia).

      Elimina
  2. Arriverai anche a Vampeta? XD
    Comunque anche la Juve prese in passato i nuovi Roberto Carlos, tipo Athirson e Gladstone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Volevo dire: e anche Athirson un bel bidone :D (Mi è partito l'invia prima di aver completato il messaggio).

      Gladstone non me lo ricordo proprio

      Elimina
  3. Vabbè ma io a Beto ero affezionato! Come mio padre del resto. Ricordo infatti un episodio che lo riguarda: prima di entrare allo stadio per non ricordo quale partita (a quei tempi eravamo abbonati ai Distinti), incrociammo Gennaro Montuori "Palommella", capo ultrà della Curva B, e con fare minaccioso quella testa calda di mio padre si avvicinò a lui e gli disse: "Mi spiegate perché avete fischiato Beto? Me lo spiegate?!" (non ricordo in quale partita successe). Subito intorno a Palommella si creò un capannello di gente non proprio raccomandabile, e mio padre, capendo la situazione (io avevo 14 anni) batté in ritirata. Che scena! 😅

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, Beto è un altro che ha più maglie del Napoli sparse per l'Italia che partite giocate al Napoli :D. Bellissimo il tuo aneddoto ahah

      Elimina

Posta un commento