Gli editoriali da Torture Porn della Gazzetta e la crescita del Milan: cosa ne penso


Leggo con grande perplessità questo editoriale sulla Gazzetta dello Sport.



In primo luogo, se l'Inter dovesse vincere lo scudetto nel derby con il Milan, noi tifosi rossoneri dovremmo tributare l'applauso sportivo al vincitore e prendere questa vittoria come spinta motivazionale per fare meglio. Due anni fa abbiamo vinto uno scudetto con alcune cadute di tono nell'esultanza, quindi che sia di lezione: nello sport bisogna saper vincere o saper perdere. 

Mi meraviglio, invece, che il più letto quotidiano sportivo parli di "umiliazione", "sadismo, "tortura" (calcistica). Siamo in una fase di giornalismo contaminato dal linguaggio social: è una cosa che trovo aberrante. 

Sulle opinioni espresse nell'editoriale, dico la mia.

Il bicchiere può essere mezzo pieno, mezzo vuoto, 3/4 vuoto. A ognuno di voi la vostra sensazione. La sensazione più importante è quella di Cardinale, che ha detto "quest'anno non abbiamo fatto male, ma non abbiamo fatto bene". E ha annunciato cambiamenti. Cambiamenti di che tipo, vedremo. Uno è già evidente: c'è Ibrahimovic ai vertici dell'area sportiva. 

Dire che "tremano i giocatori più o meno importanti" non è un'opinione: è una deformazione della realtà. I tre top del Milan (Maignan, Theo, Leao) non si toccano salvo offerte da far traballare (tremare) i polsi. Gli altri possono essere ceduti in caso di convenienza economica o tattica. Le decisioni saranno prese anche in base alle esigenze dell'allenatore, che sia Pioli o un nuovo tecnico. 

Sul concetto "Non c'è stata crescita", dissento fortemente. 

Il Milan da quattro anni è ai vertici della serie A pur avendo intrapreso un percorso di risanamento dei conti:  ci si dimentica che con Giampaolo eravamo ai bordi della zona retrocessione, dopo anni di "banter-era". Il payroll della "trionfale" stagione 2018-19 era di 225 milioni, l'anno dopo 188,4, poi si è attestato nella fascia tra i 140-148 milioni. 

Negare questo percorso di crescita mi sembra più un cavalcare il pensiero social (e bar) di tifosi rossoneri che spargono veleno quotidianamente sui propri giocatori e sulla propria società. 

Certo, errori sono stati fatti, complice anche il passaggio da Elliott a Red Bird: cambiare i vertici della struttura tecnica è una scelta pesante che si sapeva potesse avere conseguenze, sul mercato quest'estate e quest'inverno si poteva e si doveva fare meglio, ma purtroppo nella sessione precedente gli acquisti non sono stati efficaci, il patrimonio tecnico di centrocampo è stato perso capitalizzando solo la cessione di Tonali (Kessie e Calhanoglu persi a zero). Poi ci sono le responsabilità dell'allenatore e del suo staff: il Milan ha problemi atletici, tattici, finanche motivazionali.

C'è da rimboccarsi le maniche e c'è da lavorare, ma è questa l'essenza e lo spirito dello sport. 

Senza tralasciare il discorso del settore giovanile, dove il Milan ha fatto tanto per migliorarsi, ma c'è ancora tanto da fare, a partire dall'Under 23. E oggi è difficile anche rinnovare un contratto a un 18enne, o fare il primo contratto a un 16enne, ma capisco che siano ragionamenti troppo fini per il bar, per i social o per i giornalisti un po' troppi pigri.

E veniamo all'annoso confronto con l'Inter.

L'Inter ha un evidente superiorità tattica-tecnico-atletica e gestionale sul Milan.

Ma bisogna fare un discorso a 360 gradi. 

Dire che l'Inter spende 40-50 milioni in più del Milan per l'allestimento della rosa è una battaglia persa, perché poi certi "urlatori grandi intenditori di calcio" ti accusano di pensare solo allo scudetto del bilancio e di non pensare al lato sportivo; ma purtroppo è un dato di fatto. Perché Thuram "è costato quanto un caffè" è una cazzata che non ha cittadinanza e oramai mi sento scoraggiato a spiegare che al Milan ci sia un tetto per commissioni, ingaggi e cartellini (salvo rarissime deroghe, tipo Leao); un tetto che può anche essere rivisto verso l'alto (o ahimè verso il basso) a seconda dei risultati sportivi e di bilancio. 

Detto questo, l'Inter ha sviluppato un percorso di crescita molto importante, per il quale è doveroso tributare l'applauso sportivo, ma purtroppo gli opinionisti soffrono di memoria corta.

L'Inter è passata da Spalletti (all'epoca allenatore che aveva la nomea di portare sempre in Champions le proprie squadre) a Conte, con la ricostituzione del duo Conte-Marotta che ha fatto la fortuna della Juventus. Per ragioni di bilancio, Conte è andato via e sono stati ceduti Lukaku e Hakimi, ma Marotta è stato bravo a puntare sul cavallo giusto (Simone Inzaghi) e sul mercato è stato infallibile negli acquisti low-cost e nei parametro zeri, sbagliando il solo Correa quando invece ha investito somme importanti di denaro. Inzaghi ha fatto perdere all'Inter uno scudetto due anni fa (che altrimenti, senza gli errori gestionali di Inzaghi, il Milan non avrebbe mai vinto) e lo scorso anno ha faticato all'inizio (da qui il gap con il Napoli), ma ha portato avanti un percorso di crescita personale che ora lo ha alzato al top della sua categoria.

Il Milan nel frattempo è passato da Gattuso a Giampaolo, un allenatore esordiente e uno nella fase discendente della sua parabola sportiva, ha messo la "toppa" Pioli, che da "toppa" si è rivelato "on fire", per poi non riuscire a completare il suo percorso di crescita. 

Al Milan serve ora un allenatore che possa alzare l'asticella. Conte, De Zerbi, l'emergente Thiago Motta: non si scappa da questi tre nomi.

Questa, a mio modo di vedere, è la priorità per il campionato 2024-25. 

Servono anche pochi ma importanti acquisti (difensore centrale, mediano fisico e attaccante centrale) e sbloccare la questione dell'Under 23 che è vitale.

Ribadisco, c'è tanto da fare. 

Ma ribadisco per la milionesima volta che Cardinale non investirà tanto per ridurre il gap dall'Inter. 

Il vertice di Red Bird è stato chiaro: "Vogliamo dimostrare che nel calcio si possa vincere senza spendere più degli altri".

Folle, visionario, "barbone"..Come per il bicchiere, decidete voi.

Commenti

  1. Se Cardinale non investirà inutile sperare in un super coach, e tre acquisti di peso (senza vendere nessuno) 🤗

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    1. Eh bisogna vedere perché in teoria con 50 milioni di budget+ i 40 del riscatto dei belgi + 10 del palermo per Chaka Traorè..il budget ci potrebbe essere.

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