Giovanni Sartori ha davvero sbagliato il mercato del Bologna?

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Pochi giorni fa ho letto un articolo, su un noto portale calcistico, che pone l'interrogativo del titolo. La premessa è che un giudizio possa essere dato solo a fine mercato e che la qualificazione alla Champions non può essere la pietra di paragone. Per il Bologna la Champions rimane un traguardo eccezionale. D'altra parte però  la piazza bolognese non può più accontentarsi di una squadra che lotta per salvarci o che riesce a salvarsi agevolmente. Il Bologna è oggi una squadra che ha l'obiettivo di conquistare un posto in Europa League, sulla carta contendendolo a Como, Lazio, Fiorentina e Atalanta. Rimanere fuori dall'Europa, senza conquistare un trofeo (Coppa Italia o Europa League) renderebbe la stagione del felsinei negativa.

E allora si potrebbero valutare anche le responsabilità del ds Giovanni Sartori, che resterebbe comunque un grande ds.Trovo infatti abbastanza discutibile questa moda tutta italiana di focalizzare così tanto l'attenzione su questa figura del calcio. Sartori certamente non agisce con un budget da "panineria", ma neppure con quello da ristorante di lusso (tanto per citare una metafora cara a Conte). E bisognerebbe comprendere che i Calafiori, gli Zirkzee e i Ferguson sono colpi eccezionali, non standard. Così come, oggi, è impossibile pescare dei Milinkovic Savic e dei Koulibaly: Lazio e Napoli lo fecero in tempi in cui il mercato belga non era battuto così come oggi. I prezzi li fa il mercato, il ds può solo "limarli". Oppure far sì che sia il procuratore di turno (si veda Busardò e la cessione di Ricci dal Torino al Milan) a farlo. Invece in Italia c'è questa concezione del ds "santone" che tocca la pirite e la trasforma in oro. Molto, però, dipende anche dal lavoro dell'allenatore.

Sartori è bravo, bravissimo. Non è però una "divinità". Anche lui compra giocatori offerti da intermediari (es. Miranda). Non tutti i suoi "prescelti" diventano "carne da ricchissima plusvalenza". Oggi, alla vigilia della sfida con il Milan, espongo semplicemente un paio di perplessità che covo fin dall'estate. In primis gli acquisti di Immobile e Bernardeschi, due giocatori di esperienza, ma l'attaccante ex Lazio, in particolare, non mi è parso molto adatto al gioco di Italiano. In secondo luogo non mi ha convinto la creazione di una rosa extralarge. Poi, volendo fare qualche valutazione in corso d'opera, Dallinga non mi sembra un grande acquisto e Dominguez non sembra aver spiccato il volo. La stagione è ancora lunga: si vedrà. 

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