Il Milan tra necessità di mercato e psicosi di mercato


Il tema mercato, in casa Milan, è sempre argomento "trend" tra tifosi, pagine specializzate, opinionisti più o meno qualificati.

A gennaio, secondo me, i rossoneri dovrebbero intervenire per rinforzare la rosa. I turni infrasettimanali sono destinati a esaurirsi, ma finora hanno dimostrato la grande difficoltà del Milan a gestire gli impegni ravvicinati. Anticipare un investimento necessario a giugno (quando la squadra dovrà presumibilmente prepararsi alla stagione del ritorno in Europa, si vedrà attraverso quale competizione) non sarebbe affatto deprecabile. Tare è intervenuto con grande tempismo a inizio mercato invernale ed è arrivato il tedesco Fullkrug, indispensabile sia a livello numerico, dopo l'operazione di Santi Gimenez, sia a livello tattico, essendo il centravanti abile nelle sponde che Allegri aveva richiesto fin dall'estate.

Ma proprio il tentativo fallito nelle ultime ore di mercato per un difensore, consiglierebbe di fare ricorso al mercato per colmare questa lacuna. Il terzetto titolare si sta comportando discretamente, De Winter dopo le prime pessime apparizioni è in ripresa, ma servirebbe un difensore che possa alzare il rendimento del reparto. 

E poi servirebbe un esterno. Akethame è ancora troppo acerbo, Estupinian sta ripercorrendo le gesta di Emerson Royal. Saelemaekers e Bartesaghi non hanno alternative valide. 

Sappiamo benissimo che la strategia aziendale non permette troppi voli pindarici, ma gli ultimi risultati e il ritorno di Juventus e Roma hanno riaperto la lotta per la Champions League. Il rischio che il Milan rimanga fuori dalla massima competizione europea per il secondo anno di fila è tangibile e costituirebbe un fallimento di tutti: squadra, allenatore e dirigenza. 

Su quest'ultimo punto - l'attribuzione di responsabilità - vedo invece che specie sui social continua un po' il gioco delle bandierine. Chi ha portato Estupinian, è la domanda del giorno. Tare? Furlani perché "pappa e ciccia" con i procuratori, Mendes in primis, come dimostrerebbe ad esempio l'acquisto di Joao Felix di un anno fa? Oppure Moncada? E giù la bandierina, a secondo delle simpatie e soprattutto in bas e a ciò che porta più interazioni e visualizzazioni. La caccia al colpevole diventa spesso una vera e propria psicosi. Eppure la situazione è lineare: Moncada è capo della struttura scout, gli acquisti li decide Tare, che però deve considerare i paletti posti dall'amministratore delegato, Furlani, che fa le veci della proprietà. Fa sorridere sentire dire "Tare avrebbe portato Kim". Nove milioni di ingaggio netto, ammortamento residuo a gennaio di 25 milioni di euro. Costi onerosi per tutti i club italiani, non solo il Milan. Se ne riparlerà a giugno, eventualmente. Basterebbe un po' di sano realismo. Ma sui social, non porta click...
 

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