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| Foto Tuttosport |
Il Como gioca bene, il Milan vince. È il calcio. Non sempre la squadra dal gioco più brillante prevale. A fare la differenza, nello scontro diretto di ieri, i singoli più forti. Maignan ha parato (quasi) tutto, Rabiot, centrocampista di livello superiore a quelli del Como, in primis per intensità e livello mentale, ha procurato un rigore e segnato due gol. Non va dimenticato che il secondo gol di Rabiot nasca da un lancio straordinario di Saelemaekers e da un perfetto controllo, con successivo assist, di Leao. Saelemaekers era già stato fondamentale in occasione dell'azione del rigore, conquistando palla in pressing alto. Il Como, invece, ha pagato dazio ai suoi errori difensivi. Ramon ad esempio è un eccellente difensore moderno, ma non brillante nei duelli a terra e nella fase difensiva pura. Kempf, autore del gol del vantaggio, non è certamente un muro invalicabile dietro. Il Como prende pochi gol perché controlla la partita benissimo con il possesso palla. Ma non ha una barriera inviolabile. E le big continuano ad avere giocatori in grado di fare la differenza, almeno in Serie A, anche a livello di esperienza.
Le medagliette (i 700 passaggi contro 200) e il vittimismo ("Qua in Italia conta solo il risultatismo") sono uno spettacolo superfluo (per quanto il momento delle conferenza stampa post partita non sia certo il momento focale di una partita). Fabregas sa parlare bene con i fatti, non con le parole. La realtà vede un Como ai vertici del calcio italiano, in lotta per la Champions e per un posto in Europa. Una squadra che esprime un gioco brillante, giovani individualità interessanti, guidati da un allenatore valido e ambizioso. Ma lo stesso allenatore dovrebbe anche ricordare di essere in una società guidata dalla presidenza più ricca della A, che spende molto più di quello che potrebbe spendere secondo le regole Uefa (delle quali dovrà tenere conto in caso di arrivo in Europea) e che la dirigenza lo ha sempre accontentato, allestendo una rosa profonda (diversamente da quanto detto l'allenatore), con tanta qualità individuale (Nico Paz, Caqueret, Baturina, Jesus Rodriguez). Poi qualche acquisto è stato sbagliato (Kuhn, Morata), come è normale che sia.
Poi se vogliamo essere sinceri, tornando a Como - Milan, non è così significativo che i lariani abbiano dato una lezione di gioco ai rossoneri, citando Adani. Perché il Milan di Allegri, quest'anno, non è stato certo espressione di qualità di gioco, bensì di compattezza e ordine in campo. E con giocatori come Pulisic, non è difficile poi vincere attraverso la concretezza e il cinismo.

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