Pioli non è più on fire

Stefano Pioli (PH Tuttosport)



Dopo aver vinto uno storico scudetto con il Milan, la parabola calcistica di Pioli sembra essere entrata in un'inarrestabile fase discendente. Nella sua ultima stagione in rossonero ha pagato la prematura uscita dalla Champions League, il rendimento deludente in Europa League, le sconfitte nette nei derby, ma soprattutto la sensazione di una squadra non equilibrata, che troppo spesso lasciava voragini sulle ripartenze degli avversari. Eppure il mercato fatto da Moncada era stato "ritagliato" sulle esigenze del tecnico, con l'arrivo di calciatori come Loftus Cheek, Musah, Pulisic, Reijnders, Okafor e Chukwueze, particolarmente adatti al gioco del tecnico parmense, basato sui duelli uomo su uomo, su veloci ripartenze e sul pressing offensivo. Pioli, dal canto suo, poteva lamentare il mancato arrivo di un centrocampista difensivo e anche di un difensore di certo livello. Tuttavia alla fine è stato inevitabile il cambio sulla panchina rossonera, con la dirigenza che ha prima cercato un Milan dominante con il possesso, con il progetto Fonseca, poi una squadra più equilibrata e compatta affidandosi ad Allegri, dopo la breve parentesi Conceicao. 

Dopo la parentesi araba, Pioli è invece tornato in sella a Firenze, con grandi aspettative. "Allegri non ci ha messo tra le candidate alla qualificazione alla Champions. Questa frase l'ho scritta sulla lavagna ai miei giocatori", ha detto con spavalderia. Ma Allegri ci aveva visto bene. A Firenze Pioli sembra aver deciso di percorrere un'altra squadra, strutturando la squadra con un asse di costruttori, partendo da Pongracic, passando da Fagioli e finendo con Dzeko. Ma perché il tecnico di Parma ha deciso di cambiare il suo modo di giocare, fatto di duelli uomo su uomo? Perché un esterno come Gosens bravo a inserirsi senza palla, quando invece il tecnico di Parma preferisce esterni che conducano palla e ribaltino così il fronte del campo? Perché infarcire il centrocampo di mezzali di costruzione rinunciando a giocatori, Sohm a parte, abili a inserirsi? Perché Dzeko, regista offensivo che tende a rallentare molto il gioco? Domande senza risposte, mentre la Fiorentina affondava in classifica. Pioli è stato esonerato, non è più on fire. Passerà un altro treno per il rilancio?

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