Conte ha ragione sull'inutilità delle liste delle rose

Antonio Conte PH ANSA

Non sono un fan (eufemismo!) delle conferenze stampa di Antonio Conte, ma a margine della vittoria del Napoli sulla Fiorentina, il tecnico salentino ha detto cose sacrosante su un tema a me molto caro: quelle delle "Liste" della rose.

"Si potrebbe allargare il numero della rosa. Chi non ha il vivaio cosa fa? Noi abbiamo una rosa striminzita e non abbiamo il vivaio perché i nostri giovani vogliono giocare, adesso abbiamo scoperto Vergara. Se vogliamo fare 60-70 partite l'anno, le rose si devono allargare.

Quando una nazionale gioca il mondiale, porta 26 giocatori senza alcuna limitazione. In Champions League, competizione dai ritmi massacranti che si alterna ai campionati nazionali, solo 25 giocatori, di cui 4 cresciuti nel vivaio e 4 cresciuti in squadre di club italiani. 

Una regola per me ridicola, che invece di favorire l'inserimento di giocatori cresciuti in casa, ha svuotato le rose: penso al Bologna e al Napoli che quest'anno in Europa hanno portato 21-22 giocatori. Non è facile crescersi in casa i giocatori. Serve tempo, non tutti i ragazzi del vivaio sono pronti per il salto in prima squadra, figuriamoci quando la maglia è quella di un club blasonato che porta con sé aspettative e pressioni. Nell'epoca del "tutto e subito", gli stessi giovani (e i loro procuratori) non hanno più pazienza di aspettare e cercano di tagliare "i ponti" con la casa madre. È difficile anche reperire giocatori italiani a prezzi di mercato. A volte per la "cupidigia" del club proprietario del cartellino, altre per l'effetto asta dovuta alla penuria di talenti italiani, una penuria che doveva essere scongiurata da queste regole. Invece si ha un ulteriore effetto negativo: le squadre italiane penalizzate nel loro percorso nelle coppe europee. Secondo me è necessaria una "liberalizzazione" delle liste, porre al massimo un limite numerico. E invece c'è chi invoca una soluzione opposta, aumentare il numero dei giocatori italiani o di formazione italiana. Non a caso, Milan, Juventus e Inter fanno incetta di talenti europei da crescere nei vivai per avere giocatori di formazione italiana da inserire nelle proprie rose: basta guardare il mercato invernale giovanile delle tre "strisciate". 

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