Che ne sarà di Rafa Leao?

 


Dopo la sconfitta del Milan con la Lazio, Rafa Leao è finito (o è tornato?) sul banco degli imputati. Il portoghese già da tempo divide la critica: i numeri, in termini di gol e assist, rimangono buoni, le statistiche pure, ma l'impressione è sempre la stessa, quella di un giocatore che non riesce a compiere il definitivo salto di qualità. 

Quest'anno poi c'è il passaggio al 3-5-2, schema indigesto per un attaccante con le caratteristiche del portoghese, che ama cercare l'ampiezza sulla sua prediletta fascia sinistra. D'altro canto, il calcio italiano dei blocchi bassi e del tatticismo esasperato non lo aiuta.

Pulisic, almeno nella prima parte di stagione, ha dimostrato di essersi adattato meglio al ruolo di attaccante e il prossimo anno Tare dovrà cercare di portare a Milanello quel centravanti richiesto da Allegri (Retegui potrebbe essere il nome giusto). Nel reparto offensivo rossonero al momento sono tutti in bilico: Rafa, Gimenez, Nkunku, Fullkrug (che potrebbe non essere riscattato) e pure Pulisic, non tanto per il rendimento deludente di questo 2026, ma per la questione del rinnovo contrattuale che tarda ad arrivare. Se il Milan dovesse qualificarsi per la prossima Champions, non dovrebbe fare cessioni pesanti per il bilancio, ma qualche partenza illustre potrebbe esserci: quella di Leao non è dunque da escludere. I 120 milioni della clausola sono un'utopia, i 70-75 milioni un obiettivo più concreto, ma alla fine il Milan potrebbe "accontentarsi" di una cessione stile Tonali-Reijnders, con 50-55 milioni di base fissa e bonus. Destinazione? Premier League. Ne sapremo di più a fine stagione. 

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