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| Ibrahimovic (foto Gazzetta.it) |
Il "redde rationem" in casa Milan si avvicina. Il crollo nel 2026, la possibile esclusione dai primi quattro posti in classifica e quindi dalla Champions League, ma anche la vittoria dello scudetto da parte dei "cugini" interisti, ha scatenato il malumore della piazza. Il progetto sportivo targato Red Bird inanella risultati negativi e in estate si prospetta l'ennesima rivoluzione.
Ma quale? Cerchiamo di fare ordine sulle indiscrezioni.
In bilico, infatti, c'è anche l'amministratore delegato Furlani, figura oramai invisa alla maggior parte (o alla stragrande parte...) della tifoseria e oggetto di una diretta contestazione allo stadio, durante Milan-Atalanta. Dopo 4 anni, Furlani potrebbe essere sollevato dall'incarico, con Cocirio o Calvelli pronti a subentrare. Secondo il Corriere della Sera, infatti, Ibrahimovic tornerebbe al centro del villaggio. Deciderà quindi lui il futuro di Tare e Allegri? O sarà Allegri rassegnerà le dimissioni, in caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo Champions League, a fronte della prospettiva di un altro mercato con un paio di cessioni pesanti e di minor investimenti nel mercato in entrata?
Nell'ipotesi di un Furlani saldamente in vetta (dubito...), la voce su D'Amico come ds al posto di Tare mi sembra attendibile. Già un anno fa Furlani avrebbe voluto D'Amico, oggi in uscita dall'Atalanta, per ricoprire quel ruolo all'interno dell'organigramma rossonero. Italiano come sostituto di Allegri è un discorso estremamente prematuro. Penso che siano più consistenti le voci sulla volontà di Italiano di rimanere al Bologna, a fronte però di garanzie tecniche sul mercato. D'Amico ha portato Palladino all'Atalanta e anche il tecnico ex Fiorentina sembra in partenza da Bergamo. Si vedrà. La sensazione è che neanche la qualificazione in Champions League possa evitare altri cambiamenti.

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