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| Immagine elaborata con ChatGpt |
Un Milan deludente nel primo tempo, travolgente per larga parte della ripresa: il 2-2 all'Olimpico con la Lazio è risultato giusto. Dopo aver subito le reti di Cancellieri (già carnefice del Milan con il Parma due anni fa) e di Noslin, per dormite difensive (in particolare di Estupinian), i rossoneri, vicini anche a subire la terza rete, nella ripresa ribaltano il copione della partita, con Moreira protagonista. L'ex Strasburgo gira al volo di sinistro su cross di un altro subentrato, Pulisic, poi riceve da Rabiot e dal limite infila, sempre di sinistro, l'angolino della porta difesa da Mandas, che era stato bravissimo a fermare in due tempi un tiro di Pulisic destinato all'angolino. Per i rossoneri secondo pari consecutivo in quattro partite: ora i banchi di prova con il Benfica in Europa League e il Lecce in campionato.
Con la Juventus il Milan aveva dato l'impressione di avere scarsa qualità sulla trequarti, Cissè a parte. Bene, con la Lazio sono arrivate le risposte da Pulisic, dallo stesso Moreira e anche da Hutchinson nei pochi minuti disputati. Musah è la vera sorpresa della stagione: non era il mediano posizionale per il gioco di Fonseca, è invece il mediano adatto alle idee tattiche di Amorim. Bene anche Maignan: il portiere rossonero è tra i migliori in questo primo scorcio di stagione.
Loftus Cheek ed Estupinian, a livello di caratteristiche, possono essere anche adatti al gioco di Amorim. Ma il primo rimane un grande mistero: farà fuoco e fiamme in allenamento, tanto da impressionare l'allenatore e spingerlo a dargli una maglia da titolare, in partita però sembra un pulcino bagnato: molle nei contrasti e poco ficcante negli inserimenti. Da trequartista può giocare spalle alla porta e scaricare per l'esterno e in generale partecipare al palleggio: ma se non mette decisione e grinta, sparisce dal campo. Estupinian commette errori dozzinali, si disconnette dalla partita. È vero che non si possa cambiare una rosa in una sola sessione di mercato, ma per Estupinian c'erano offerte: perché non venderlo e non rimpiazzarlo? Un'altra scelta di mercato, poi, rischia di pesare. Modric è un fuoriclasse, ma non è adatto al gioco di Amorim. In fase di non possesso non può garantire il pressing di Musah, ma i problemi emergono anche in fase di possesso, come ha sottolineato lo stesso allenatore al termine della partita con la Lazio. Modric, come molti registi della sua generazione, tende ad arretrare e a prendere il pallone dalla difesa, questo finisce per costringere l'altro mediano a mantenere una posizione canonica. Amorim invece vuole che un mediano riceva palla dalla difesa e che l'altro si posizioni tra le linee per disorientare i centrocampisti avversari. E qui non è un discorso di età: è un discorso di abitudine.

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