Senza il numero dieci sulla schiena, con tanta autocommiserazione


"Tutti col numero dieci sulla schiena e poi sbagliamo i rigori". Il numero dieci non l'ho mai voluto. Non mi sono mai sentito degno di portare quella maglia. I miei detrattori direbbero per ignavia, per codardia, per paura di tirare il rigore decisivo. Tuttavia il rigore lo devi battere lo stesso, i rigori li battono anche i Gareth Southgate, ma quanto è difficile tornare a centrocampo a testa alta.
E quanti rigori ho sbagliato nella mia vita. Quanti passaggi, quanti stop, quante diagonali difensive. Quanti palloni ho perso. E quanti gol presi. Quando prendi gol, reagisci comunque con orgoglio. Ricompatti la difesa, cerchi la ripartenza vincente. Ma niente. La partita è persa. Domani l'arbitro fischierà l'inizio di una nuova partita. Ora però è il momento di lasciare il campo, con lo sguardo fermo, imperturbabile. Si torna a casa, sotto la pioggia battente. Nella solitudine di una stanza si versa qualche lacrima amara, con più di una spina in gola.
Gaber diceva che noi giornalisti siamo cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti. Cannibali e necrofili, perché raccontiamo la morte e la violenza, lasciamo le vittime e i carnefici al giudizio del popolo, solletichiamo il voyeurismo della gente, i lati peggiori. Deamicisiani, perché raccontiamo storie strappalacrime per comprarci l'ammirazione, o le raccontiamo in quei rigurgiti di coscienza che probabilmente sono autoindotti per lavarcela, la coscienza. Tutto vero. Dell'astuzia, ad esempio, trovo conferma proprio scrivendo queste righe per autocommiserarmi e per ottenere la commiserazione della mia tifoseria. Leggerò delle belle parole. Ma le ho comprate, quelle parole. Io. Cannibale, necrofilo, deamicisiano, astuto. Un fottuto egocentrico, che non porta la maglia numero dieci, ma ha la presunzione di portarla, idealmente.  Il prezzo da pagare per tutto questo è altissimo. E' un quadro di Dorian Gray appeso in camera che non invecchia e prende vita, dalle fattezze mostruose. E ti si appoggia sulle spalle. Allora ti chiudi nella solitudine, una solitudine che non ha mai capito nessuno. Non voglio che mi indichiate ciò che ho sulle spalle: lo vedo benissimo da me. Ma soprattutto ripensi a quelle parole, così fresche, così fredde, così taglienti: "cuoricino ferito per gli insulti". Un colpo basso accusare il cannibale, necrofilo, deamicisiano e astuto di fingere dolore. E' un colpo basso, è il vero colpo basso, perché nessuno sa quanto quel dolore sia vero, quanto quel cuore abbia sofferto nella vita, ma per sua colpa, per sua incapacità: troppo fragile, troppo debole. E allora la rabbia, l'essere scostante, il silenzio, i demoni che hanno dato vita al quadro di Dorian Grey, diventano addirittura un'ancora di salvezza: cosa succederebbe, se quel dolore al cuore diventasse troppo forte? Un bersaglio troppo indifeso, quel cuore. Allora puo' anche essere positivo che credano nell'impossibilità per il cannibale di sentire il proprio cuore piangere. E quei demoni lo spaventano e lo proteggono, tanti non potranno mai prendere totalmente il controllo, grazie alle futilità che compro, alle cose estemporanee come questo post, che servono per tenere tutto sotto controllo. 
Sotto controllo, quel senso di abitudine così rassicurante. 
Che fai stamattina?
Vado a prendere il giornale, come sempre. 
Che fai oggi?
Giocherò un'altra partita, come sempre. 
E senza il numero dieci sulla schiena, come sempre. 

Commenti

  1. Non ti avevo mai letto così.
    E mi stupisci, perché forse è qualcosa che non mi sarei mai aspettato da te, non così.
    Tra l'altro molto ben scritto: non che le altre volte siano scritte male, le cose, ma qui ci sei totalmente tu senza badare all'argomento del blog e senza badare agli altri che leggeranno.
    Non so cosa è successo, ma c'è sempre un'altra partita da giocare.
    Oh, va bene non avere il numero 10 sulla schiena, ma l'essenziale è non avere la fascia nera del lutto sul braccio.
    Oppure, meglio ancora, smetterla con questo cazzo di calcio e cambiare sport. Altrove valgono altre maglie ;)

    Moz-

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    1. Grazie Miki :)
      Siamo tornati un po' indietro nel tempo. Ma questa volta ho scritto di getto. Non ho cambiato una virgola...
      E' stata una settimana difficile, perché poi le cose bisognerebbe farsele scivolare addosso, ma non mi riesce.
      Bella la metafora della fascia nera del lutto: vedi, frequentandomi, ti metti anche tu a fare metafore calcistiche!

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  2. E' una questione di innamoramento?

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    1. No, per fortuna, anche se, rispetto alla questione principale che ha determinato una settimana negativa, sono quelle situazioni che poi finiscono per pesare ancora di più.
      Poi me lo ripeto sempre: ciò che conta è la salute, per noi stessi e per i propri cari.
      Ma questa volta questo pensiero non è stato sufficiente.

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  3. Accipicchia che post!
    Mentre leggevo pensavo che fosse una citazione di Baggio o di altri, ma per la tua abilità giornalistica non avresti mai potuto omettere le virgolette.
    E allora non capivo. Mi dicevo "no, questo non è Riccardo. Troppo spavaldo e coraggioso. Magari lo fosse!".
    E invece eri proprio tu.
    Sono senza parole.
    Mi devi dire qualcosa? :P

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    1. Forse spavaldo no, ma coraggioso sì: purtroppo dopo aver preso "pugni" (e dopo averli dati) c'è bisogno di scaricare le tensioni negative.
      Sì deve sempre ripartire, questo sì.

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  4. Mi spiace leggerti così "smarronato"....spero sia una cosa passeggera e che torni PRESTO il sereno nella tua VITA.
    TU CONTINUA SEMPRE A GIOCARE però...mi verrebbe da dirti piu' che dispiacerti che gli altri non sentano il tuo dolore cerca invece il modo per curarlo dentro te il tuo dolore.
    E fregatene di quello che pensano gli altri.
    Ciao

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    1. Grazie Max per il bel messaggio..
      A proposito di sereno, forse incidono anche questi giorni di continuo maltempo..a volte un po' di sole riesce comunque a dare un po' di carica.
      "E fregatene di quello che pensano gli altri"
      Passano gli anni ma ancora non riesco a far mio questo insegnamento.

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  5. Si può essere anche dei fuoriclasse senza avere il numero dieci sulla schiena, un abbraccio Riccardo!

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    1. Non mi sono sentito un fuoriclasse, ma un buon professionista...e quando non mi viene riconosciuto ciò, ne soffro.
      Poi anche i buoni professionisti possono fare degli errori..come tutti gli uomini!
      Grazie Fabri

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  6. Pensa che Baggio ha sbagliato un rigore (errore imperdonabile) ma è rimasto nel cuore di tutti, qualunque cosa sia successa, combatti fino alla fine ;)

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    1. Grazie Peter :), in realtà ti direi che anche il più grosso dei rigori sbagliato non possa mai essere imperdonabile :)

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  7. Mi ha stupito molto questo post, forse perché siamo abituati a leggere molto altro.
    Qui mi sembra di intravedere finalmente te. Riccardo. Senza copertine di Linus.
    Non so cosa sia successo per portarti a scrivere questo post ma immagino una ferita aperta, qualcosa o qualcuno che ti ha fatto male.
    E mi dispiace. E vorrei schiaffeggiare quel qualcosa o quel qualcuno.
    Poi sai, è così per tutti gli esseri sensibili come noi, quelli che sulla pelle avrebbero bisogno di un rivestimento in più. Fuori sempre gli stessi, dentro un mondo in continua evoluzione, fatto anche di dolori e di dispiaceri che non raccontiamo a nessuno.
    La mia mail per te è aperta, lo sai. Se e quando vorrai, scrivi. Un abbraccio.

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    1. Grazie Sara,
      forse più che di coperta di Linus parlerei proprio di maschera...spesso questo termine viene considerato negativamente. Ma in realtà la maschera si indossa per celare qualcosa, non per ingannare...D'altro canto succede anche a te: quando al lavoro ti porti del dolore dentro, fisico o non fisico non importa, con il cliente bisogna mettere la maschera della normalità.

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    2. E' una cosa normalissima, puro spirito di conservazione.
      Lo comprendo nel profondo. E non c'è davvero nulla di male, anzi.

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    3. Esattamente, infatti bisogna distinguere quando si parla di maschere :)

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  8. Racconta la sua vita attraverso la metafora del lavoro e del calcio. Si lamenta della scarsa considerazione degli altri che non gli hanno fatto mai indossare la maglia numero 10, il top
    per un calciatore, ma le cose importanti, come i rigori ha dovuto tirarli e ha sbagliato, come capita a tutti, ma a lui glielo fanno pesare. Ma non smetterà di vivere la sua vita anche senza la maglia numero 10. E' tenero Riky, ma anche tosto. Con tutto il bene che gli vogliamo noi gli diamo la 10 e la fascia di capitano, e mi voglio rovinare, domani il Milan batterà la Juve.

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    1. Grazie Gus, un bel sorriso ho avuto leggendo questo commento. Sai che hai ragione? Paradossalmente: chi gli errori potrebbe farteli pesare e non te li fa pesare; altri, che alla fine potrebbero anche serenamente lasciar perdere, la "menano" all'inverosimile.
      Idem hai ragione su un'altra cosa: la scarsa considerazione degli altri. Potrei scrivere un libro. Anche se, lo diciamo spesso, al giorno d'oggi anche la parola grazie è desueta, figuriamoci il resto.
      Per il resto non voglio assolutamente la maglia n.10, né mi ritengo un fuoriclasse, anche se accetto volentieri la tua offerta di maglia e fascia, per quel che riguarda il Milan, ha fatto una buona partita (come d'altra parte ha quasi sempre fatto con Pioli), ma il risultato aperto è dovuto alla stanchezza post Mosca della Juventus.

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  9. Per me la maglia numero 10 ce l'avevi già quando ti ho visto la prima volta, lì nella penombra di quella stanza d'ospedale, con la tutina blu, bianca e rossa... e potrei davvero riempire pagine e pagine elencando tutte le volte in cui ho provato la stessa identica cosa in questi anni, come quando hai fatto ridere di gusto mio figlio per la prima volta o quando sempre lui ha detto "Ghighi" prima di "mamma". Ci sono i successi scolastici, sì, quelli professionali, certo. Ma soprattutto ci sei tu. Basta anche solo leggere le cose che sono scritte qui sopra dalle persone che ti conoscono. Non importa la maglia, importa quello che c'è sotto. E quello che c'è sotto non è per tutti. Come è normale. Sono sempre stata molto orgogliosa di te, sempre (lo so, sono tua sorella...), ma lo sono ancora di più in questo momento, dopo aver letto questo post. Perchè non è da tutti mettersi a nudo in questo modo. Fallo ancora, fallo sempre. E vedrai che quei demoni magari non se ne andranno proprio del tutto, ma perderanno molta della loro forza. Il resto ce lo diciamo tu ed io, da soli. ;)

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    1. Ma soprattutto ci sei tu.

      Anche se molte volte non ci sono stato, ma spesso il silenzio, il voler stare da soli, sono la miglior medicina..
      E sai bene quanta abnegazione sul lavoro ci sia, da parte mia, ma la gente (e non mi riferisco ovviamente a colleghi e datori di lavoro..) crede che sia tutto facile, un gioco, dando tutto per scontato...

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  10. Bellissimo post, poco giornalistico e molto poetico.
    Per sdrammatizzare un po' come sottotitolo gli darei "la solitudine del numero 10"
    ciao e a presto

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    1. Ciao Mira, grazie mille!
      Eh sì, alla fine, evidenzio un altro verso della canzone da me citata: "Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?"

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  11. Eccolo, questo è il "mio" Riccardo preferito...! Quello a cui porto rispetto, e leggo con piacere, qualsiasi argomento tratti e scriva: proprio perché si intuisce la bella persona e personalità che si cela dietro qualsiasi argomento tratti, anche quelli "superficiali". Per quanto mi riguarda, tu, il numero 10 ce l'hai tatuato in fronte. Ho letto tre volte questo tuo meraviglioso post. La vita è piena di rigori temuti, sbagliati, mancati, ma non per questo perde di magia. Anzi, dirò di più, detesto le personalità abituate a segnare sempre e comunque, a prescindere dalla bravura... Ti auguro di continuare a levarti di dosso: abiti stretti, maglie con qualsiasi numero, e maschere inutili. Un abbraccio.
    Paola

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    1. Grazie Paola, sei sempre gentilissima. Curioso che tu evidenzi "La bella persona e la personalità"..allora è davvero il mio destino di Gemelli, scisso in due persone? Quella che deve mettere l'elmetto e digrignare i denti, per proteggere l'altra parte di sé..quella sensibile, quella che facilmente può soffrire?

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  12. Grande Ricky!
    Tutto questo in merito al discorso che si faceva qualche sera fa?
    Non prendertela... Come ti dicevo, la gente il più delle volte non sa discernere fra "comunicazione di servizio, causa lavoro" e "idea propria".
    Non farti avvelenare l'anima...non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore! 😉😉

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    1. Esattamente Dave..è vero, dopo quella nostra chiacchierata ho sfogato tutta la tristezza di una settimana!

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    2. L'importante è che è passata la tristezza e il giramento di palle! 👍🏻 Per compensare, compra una bella maglietta d'epoca! 😆😆

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    3. Ahahaha ho già comprato un sacco di roba tra fumetti e libri!

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    4. Spendi, spandi, spendi spendi, effendi! Ta-ràààà

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    5. ahahha, mitica citazione del buon Rino!

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